Un weekend "sul sofà" con Aristofane, Bernhard, Goldoni e Steve Jobs

Chi dice che restando a casa non si possano fare ugualmente incontri interessanti? Per il quinto weekend della tournèe digitale di “Una stagione sul sofà” i Teatri Stabile del Veneto, di Bolzano, del Friuli Venezia Giulia e il Teatro Sloveno portano in streaming direttamente nelle case degli spettatori quattro appuntamenti in compagnia di: Aristofane, Thomas Bernhard, Carlo Goldoni e Steve Jobs.

Si inizia venerdì 24 aprile (ore 20.00) con I Cavalieri commedia di Aristofane prodotta dal Teatro Stabile di Bolzano e diretta da Roberto Cavosi, autore della traduzione e dell’adattamento del testo che ha debuttato in maggio 2018. C’è il salsicciaio che intraprende una fulminea carriera politica spalleggiato dagli Onesti (I Cavalieri) e dai servitori del Popolo, stanchi dei soprusi del governatore in carica; c’è Paflágone, il politico al potere che difende a suon di improperi la sua posizione. C’è il Popolo, il padrone di casa, che appare distratto, evanescente e rintronato e si lascia adulare e blandire dai due politicanti disposti ad adottare i mezzi più biechi per conquistare il suo favore…E, infine, arriverà la Tregua. Il testo è scritto nel 424 a.C., ma i suoi protagonisti potrebbero essere molti dei nostri contemporanei. Spietata, grottesca ma nello stesso tempo acuta riflessione sulla demagogia e sul modo in cui si forma il consenso politico, la commedia intesse una feroce critica alla situazione politica della democrazia ateniese. A interpretare lo spettacolo troviamo Antonello Fassari, Fulvio Falzarano, Giancarlo Ratti, Andrea Castelli, Emanuele Dell’Aquila, Michele Nani, Mario Sala, Loris Fabiani e Sara Ridolfi. Le scene sono di Andrea Bernard, i costumi di Elena Beccaro e le luci di Massimo Polo. Le musiche sono curate ed eseguite dal vivo da Emanuele Dell’Aquila.

Sabato 25 aprile (ore 20.00) è il turno del Teatro Stabile del Veneto con una delle più riuscite opere di Carlo Goldoni, La casa nova, diretta da Giuseppe Emiliani e interpretata dagli attori della Compagnia Giovani dello Stabile. Intorno alle dinamiche di un banale trasloco l’autore innesca una macchina teatrale perfetta, che mette in luce le smanie di arrivismo e l’orgoglio fatuo di una classe borghese schiava della cultura dell’apparire, smaniosa di ostentare finte ricchezze, in preda a un’ossessiva febbre di possesso e ormai dominata da un’effimera follia. Protagonisti della vicenda sono Anzoletto e Cecilia, novelli sposi alle prese con un oneroso trasloco. Cecilia è capricciosa, arrivista, amante dell'eleganza e del lusso. Anzoletto è debole, incapace di opporsi alle pretese della consorte. Le vicende della casa sono spiate con esplosiva curiosità dalla serva Lucietta e guardate con ostilità dalla sorella di lui Meneghina. Dal piano superiore, osservano e spiano la vicenda Checca e Rosina, due sorelle curiose e pettegole, dalla condotta saldamente ancorata ai principî della buona borghesia, ma quasi inconsapevolmente affascinate dalla stessa voglia di cambiare. Sarà la sagacia della prima a sciogliere ogni intreccio, procurando l'intervento decisivo di Cristofolo, il parente ricco dai sani principi, che con la sua saggia laboriosità s'è costruito una fortuna. Sarà lui a pagare i debiti del nipote e a convincere i due sposi ad abbandonare la nuova casa, troppo grande e costosa per le loro finanze. Ma sarà lieto fine? O continuerà senza mai soste quella corsa frenetica e confusa?

Due fratelli attempati, un canarino, la presenza nei loro ricordi della stessa donna amata: L’apparenza inganna (1983) del drammaturgo austriaco Thomas Bernhard è un testo raffinato e tragicomico sul passare del tempo, che il Teatro Stabile Sloveno propone domenica 26 aprile alle 18.00. Il pluripremiato regista sloveno Dušan Mlakar fa rivivere al Teatro Stabile Sloveno una poetica che pone al centro dello spettacolo l’attore e il suo potenziale espressivo. La vicenda si svolge in un appartamento viennese dove i fratelli Karl e Robert si incontrano ogni martedì e giovedì in occasione di visite diventate ormai rituali. Apparentemente i due pensionati trovano insopportabili questi incontri e lo dimostrano con una buona dose di sarcasmo, ma in realtà non potrebbero fare a meno l’uno dell’altro. Lo spettacolo, interpretato da due attori sloveni di grande esperienza e sensibilità, Ivo Ban e Vladimir Jurc, verrà sottotitolato in italiano.

Dopo lo spettacolo dello Stabile Sloveno, a chiudere il weekend alle ore 20.00 arriva il Teatro Stabile del Friuli Venezia con Il tormento e l’estasi di Steve Jobs. Un’icona del XXI secolo che con la funzionalità e l’estetica della sua tecnologia ha cambiato il mondo. Ma come sempre accade, una figura tanto straordinaria – e ancor più della sua Apple – presenta anche lati oscuri e Mike Daisey, coraggioso drammaturgo americano, li evidenzia con un teatro che si fa strumento di discussione viva e che ha suscitato notevoli reazioni polemiche. Nasce così “Il tormento e l’estasi di Steve Jobs” che nel 2013 lo Stabile del Friuli Venezia Giulia affida al drammaturgo Enrico Luttmann per l’adattamento, al talento attorale di Fulvio Falzarano e, per la messinscena al talento di Giampiero Solari, per un intrigante debutto italiano. Tutto inizia da una foto che casualmente Daisey trova in un iphone appena acquistato. Raffigura un capannone industriale, per certi versi inquietante. Tanto basta per suggerirgli di indagare. Si reca in Cina e scopre che l’assemblaggio dei nostri preziosi computer avviene in fabbriche dove non esistono tutela né diritti degli operai (o meglio, esisterebbero ma non vengono applicati), dove piccole mani di dodicenni puliscono i vetri degli iPhone con sostanze tossiche… Sono un “ingranaggio umano” destinato a produrre profitto, tanto che il problema dei suicidi dei lavoratori quando non è stato ignorato è stato risolto cinicamente installando reti sotto i capannoni. Può la Apple non conoscere questa realtà? E noi siamo disposti a distogliere lo sguardo da uno sfruttamento, che ben sappiamo non riguardare solo la tecnologia, né solo Shenzen?

“Una stagione sul sofà” prosegue sui social

La stagione continua nel weekend e durante la settimana sui canali social del Teatro Stabile del Veneto con la rassegna di fiabe e racconti “Famiglie connesse”, il laboratorio teatrale di cittadinanza online condotto da Mattia Berto “L’ora d’aria”, con le video-letture di romanzi e dei Sonetti di Shakespeare a cura degli allievi della Scuola Teatrale d’Eccellenza, la sfida di poesie su Zoom con il Poetry Slam e l’immancabile appuntamento con la fiaba della buonanotte “Sogni d’oro”.

L’intrattenimento continua anche sul sito del Teatro Stabile di Bolzano www.teatro-bolzano.it/podcast che ogni martedì e ogni sabato fino al 30 maggio, mette a disposizione un podcast per ascoltare alcuni degli spettacoli di maggior successo creati a Bolzano e presentati in tour nei principali teatri d’Italia. I titoli di questa settimana sono La Vedova Scaltra di Goldoni (2004/2005) e Lauben di Roberto Cavosi (1989/1990).

Proseguono sui canali social de Il Rossetti-Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia gli appuntamenti quotidiani dell’iniziativa “Teatro da Casa”: a partire da venerdì 24 aprile saranno numerosi gli artisti amici del Rossetti ad aprire al pubblico le porte della loro casa per donare brevi, piacevolissimi momenti di teatro. Fra i protagonisti dei prossimi giorni figurano infatti Peppino Mazzotta, Maria Grazia Plos, i piccoli di podrecca e davvero delizioso è il regalo de Les Ballets Trockadero de Montecarlo che riserva agli spettatori una tranches di un loro divertentissimo capolavoro. L’appuntamento è ogni giorno alle 19 sui profili Facebook e Instagram del Teatro, mentre tutti gli appuntamenti passati di “Teatro da casa” si possono guardare e riguardare sul sito del teatro, www.ilrossetti.it.

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