L’ isolamento, può condurre ad una maggiore creatività

Il COVID-19, ci ha indotti ad un isolamento forzato, che questo possa rivelarsi un modo per scoprire e sviluppare il nostro lato creativo?

"Senza grande solitudine, nessun lavoro serio è possibile".

Queste parole, pronunciate dal grande pittore, incisore e scultore spagnolo Pablo Picasso (1881-1973), sono scolpite con un sentimento che è a dir poco spavaldo.

Dietro questa impiallacciatura imperterrita, tuttavia, si trova una premessa centrale: l'isolamento può alimentare o ostacolare la creatività?

Il mondo dell'arte, della musica e della letteratura, è disseminato di esempi che sono stati tutti ispirati dal tempo trascorso ‘chiusi’ se stessi. L'isolamento, la solitudine e l'asocialità, sono per loro stessa natura tutti intrecciati: tutti sono un catalizzatore per ritirarsi in un luogo sicuro ed evitare il mondo esterno e tutti i suoi innumerevoli problemi. C'è anche una distinzione da fare tra essere costretti all'isolamento e farlo per propria volontà.

Al centro di ciò, c'è però il ritiro intenzionale o involontario dalla società, dagli amici o dai propri cari per scoprire il proprio vero sé, ed esprimerlo in modo creativo.

È un epiteto dato alla maggior parte degli artisti e dei creativi che sono malinconici reclusi, perseguendo la convinzione che l'isolamento aumenti la produttività. Questa inclinazione a mostrare comportamenti antisociali, è vera fino a un certo punto. Le persone timide che preferiscono isolarsi, si stavano abbandonano a "una forma relativamente benigna di astinenza" che, se migliorato, può caratterizzarsi caratterizzato come una forma di ritiro potenzialmente vantaggioso.  Le persone si ritirano per tre motivi principali: paura e ansia; un’antipatia per l'interazione sociale; asociale.

Quindi, due le scelte: la prima è quella di farsi soffocare dalle paure e ansie, portando con sé anche la creatività, asfissiandola. Il secondo caso, è abbracciare positivamente la propria solitudine, promuovendo lo sviluppo del pensiero creativo, sviluppando nuove idee, come un artista in uno studio o un accademico nel suo ufficio. "

In nessun luogo come letteratura, il concetto di isolamento è stato descritto con tale potere viscerale: come atto sia inibitorio e violento e che soffre cavalcando l’onda dell’alienazione, scioccato e rafforzato da una sensazione di prigionia, come l’allontanamento dalle figure familiari (niente di più vicino alla situazione che stiamo vivendo oggi, a causa del Coronavirus).

Sia, in modo stimolante: pensiamo ad Anna Frank che attraverso il suo diario, documenta le prove di vivere in una dependance segreta con la sua famiglia ad Amsterdam, mentre si nascondeva dai nazisti. Questa, è chiara una testimonianza della sua capacità di resistenza di essere claustrale e tagliata fuori dal mondo.

Isolamento = Creatività

Gli esseri umani sono animali sociali, che bramano connessioni, relazioni, compagnia e amore. Non c'è dubbio che sia estremamente utile e divertente cooperare e collaborare con gli altri. Con l'approccio giusto, tuttavia, la solitudine può essere affrontata in modo funzionale con risultati tangibili.

Se osserviamo i benefici pratici dell'isolamento sulla creatività, possiamo vedere che se si progetta un ambiente per lavorare in modo efficace mentre si è isolati, è meno probabile che ci si ‘distragga’ e ci si lasci abbandonare alla negatività dell’esserlo. È più facile invece, entrare nel flusso creativo e senza altre persone che possano interrompere quel flusso.

Molti produttori creativi bloccano ampie aree dei loro calendari, per concentrarsi profondamente sulla creazione del loro miglior lavoro, senza il ‘rumore’ esterno e l'influenza degli altri. E i luoghi stimolanti che l'isolamento può portarti a scoprire nella mente, possono fornire uno scoppio d'ispirazione per un grande lavoro creativo.

I luoghi "stimolanti" citati sono promossi da una sorta di ‘Locked - in’ mentale (oltre a quello fisico forzato) che incoraggia lo spirito umano, piuttosto che trattarlo come qualcosa a cui soccombere docilmente.

È ovvio che trascorrere del tempo in solitudine, non è di per sé un tratto produttivo. Tuttavia, impiegare la voce creativa che vive dentro di noi tutti ed essere in grado di esprimerla attraverso la scrittura, il disegno o la riproduzione di uno strumento, è davvero il modo di trasformare l'isolamento in una ricerca stimolante e utile.

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