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Venerdì, 26 Novembre 2021
Scuola

Si ritorna a scuola il 7 aprile: ecco le nuove regole

La didattica in presenza ha delle linee guida da seguire molto stringenti, vietati gli assembramenti alle macchinette del caffè, mascherina sempre

Mercoledì 7 aprile si torna in classe. Asili nido, scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado (sino alla prima media) vedranno il tanto atteso ritorno della didattica in presenza. Torneranno in aula al 100% fino alla secondaria di primo grado, superiori al 50%. Più di 700 mila persone saranno di nuovo negli Istituti scolastici.

La scuola torna in presenza in Veneto: tutte le regole da seguire

Dal 7 al 30 aprile 2021, è assicurato in presenza lo svolgimento:

  •  dei servizi educativi per l'infanzia (nidi e micronidi, sezioni primavera e servizi integrativi quali spazi gioco, centri per bambini e famiglie, servizi educativi in contesto domiciliare comunque denominati e gestiti);
  • dell’attività scolastica e didattica della scuola dell'infanzia (materna);
  • dell’attività scolastica e didattica della scuola primaria (elementari);
  • dell’attività scolastica e didattica della scuola secondaria di primo grado (scuole medie).
  • le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado (licei, istituti tecnici etc.) garantiscono l’attività didattica in presenza ad almeno il 50 per cento, e fino a un massimo del 75 per cento, della popolazione studentesca, mentre la restante parte si avvale della didattica a distanza.

Resta sempre garantita la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o per mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, garantendo comunque il collegamento telematico con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata.

Quali attività possono essere svolte nelle Università? 
Le Università, sentito il Comitato universitario regionale di riferimento, predispongono, in base all’andamento del quadro epidemiologico, piani di organizzazione della didattica e delle attività curriculari, da svolgersi a distanza o in presenza, che tengono conto delle esigenze formative e dell’evoluzione del quadro pandemico territoriale e delle corrispondenti esigenze di sicurezza sanitaria nel rispetto delle linee guida del Ministero dell’università e della ricerca, nonché sulla base del protocollo per la gestione di casi confermati e sospetti di COVID-19.

Si possono tenere le sessioni d’esame e le sedute di laurea?
Sì, potranno essere svolte in presenza nel rispetto delle “Linee guida concernenti la completa ripresa delle ordinarie attività nelle istituzioni della formazione superiore per l’anno accademico 2020-2021” e, comunque, con le modalità previste dai piani di organizzazione della didattica e delle attività curriculari, adottati dagli atenei, sentito il Comitato universitario regionale di riferimento. Nel caso in cui non possa essere assicurato il rispetto delle citate linee guida, ovvero in tutti gli altri casi in cui non si renda possibile la presenza degli studenti, i piani di organizzazione della didattica dispongono il ricorso alle modalità a distanza, nel qual caso dovranno comunque essere assicurate le misure necessarie a garantire la sicurezza.

Il Governo sta lavorando per definire un complesso di norme valido in tutta Italia in caso di contagi a scuola.

  • Le regole riguarderanno soprattutto il caso di un alunno positivo al Covid ed entrato in contatto «stretto» con una persona contagiata. Definiranno la durata della sua quarantena, quella della classe, i periodi necessari e sufficienti per fare il tampone, l’eventualità e i tempi della DaD per lo studente se prosegue il contagio, il conteggio e la giustificazione delle assenze. E tutte le modalità di interazione tra scuola, famiglia e asl. 
  • Con tutta probabilità sarà vietata ai ragazzi ogni occasione di stare insieme davanti alle macchinette che, se necessario, saranno disattivate. Niente gruppi, riunioni o qualunque incontro in grado di generare assembramenti. Toccherà ai dirigenti scolastici garantire il rispetto di tutte le regole. L’unico momento di aggregazione tra gli studenti con le previste distanze deve essere soltanto quello in classe. 

Verso un protocollo unico in caso di contagi in classe, dunque, un insieme di regole valide per tutti gli istituti del territorio nazionale per evitare le difficoltà e le incomprensioni di questi mesi. «Ho denunciato più volte questo problema – sottolinea Mario Rusconi, presidente dell’Anp (associazione nazionale presidi) Lazio – in caso di studenti contagiati a Roma la AslRm1 ha dato indicazioni diverse dalla AslRm2. Le regole cambiavano nelle scuole romane a seconda della zona, è assurdo».

Le regole 

Nelle scuole è obbligatorio per studenti e insegnanti l’uso della mascherina?

In classe, tutti gli studenti e gli insegnanti, così come il personale scolastico ausiliario e amministrativo hanno l'obbligo di utilizzare mascherine, eccezion fatta per i bambini di età inferiore ai 6 anni e per le persone con patologie o disabilità incompatibili con l'uso dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie.

Se i docenti della scuola primaria hanno necessità di avvicinarsi ai bambini per guidarli nello svolgimento di un compito possono farlo utilizzando la visiera e la mascherina?
Risposta) Il ruolo della visiera è quello di proteggere la persona che la indossa da droplet di dimensioni
maggiori che, data un’eventuale distanza ravvicinata con un’altra persona priva di mascherina, possono
arrivare a colpirla in viso. Poiché per gli allievi della scuola primaria, ad oggi, è previsto l’uso della
mascherina, la visiera non è dunque necessaria. In caso di necessità l’insegnante può avvicinarsi all’allie vo ,
indossando la mascherina chirurgica e disinfettandosi frequentemente le mani con un prodotto a base
alcolica (al 60% di alcol).

E' necessario indossare la mascherina sempre, anche in situazione statica e con il corretto distanziamento?
Risposta) Al riguardo si richiama la nota del Ministero dell’Istruzione prot. 1994 del 9/11/2020, con
oggetto “Uso delle mascherine". Pertanto, è chiarito che l’obbligo di indossare la mascherina vale in qualsiasi circostanza, tanto al chiuso quanto all’aperto (nelle pertinenze della scuola), e dunque anche in aula, in condizioni statiche e
distanziamento interpersonale superiore al metro. Naturalmente lo stesso obbligo è esteso agli istituti secondari di secondo grado, nei casi di attività in presenza, come sottolineato dalla nota del Ministero dell’Istruzione prot. 1990 del 5/11/2020. Momenti di mitigazione di tale obbligo possono rinvenirsi in occasione delle pause dall’attività didattica (ad es. ricreazione con assunzione di alimenti e bevande, merenda pomeridiana, ecc.) e, naturalmente, durante il pasto.

Da tale obbligo restano esonerati, come già noto e ribadito dallo stesso DPCM, i bambini della scuola dell’Infanzia, i docenti, gli ATA e gli allievi con forme di disabilità non compatibili con l'uso continuativo della mascherina (opportunamente documentate), nonché gli insegnanti di sostegno e gli OSS che interagiscono con questi ultimi. Si ribadisce che, per garantire l’uniformità di comportamenti all’interno della stessa classe, onde non ingenerare un dannoso effetto imitazione, i bambini iscritti alla scuola primaria devono indossare tutti la mascherina, a prescindere dall’età anagrafica.
Pur non essendoci un riferimento normativo specifico che stabilisca la durata di una mascherina monouso (come sono normalmente le mascherine chirurgiche), questa va sostituita se umida o addirittura bagnata, sporca o danneggiata. E’ comunque buona regola sostituirla dopo 4-6 ore di utilizzo continuativo.

Le faq della Regione Veneto qui.

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