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Almalaurea 2021: le Università Venete sono in continua crescita

I laureati nella nostra regione trovano sempre più occupazione, sopra alla media nazionale, i più pagati e ricercati sono gli informatici, i meno retribuiti gli psicologi

Ha coinvolto 76 atenei italiani il Rapporto sul profilo e sulla condizione occupazionale dei laureati, presentato questa settimana dal Consorzio Interuniversitario Almalaurea. Il report ha analizzato le performance di 291 mila laureati nel 2020 per quanto riguarda il profilo formativo, mentre per la condizione occupazionale ha considerato 655 mila laureati di primo e secondo livello contattati a uno, tre, cinque anni dal conseguimento del titolo.

Università di Venezia

Il tasso di occupazione dei laureati Iuav è superiore alla media nazionale: a un anno dal conseguimento del titolo risulta occupato il 72,8% degli intervistati (la media nazionale è 68,1%); le percentuali salgono al 94,6% a cinque anni dalla laurea (a fronte di una media nazionale dell’87,7%), dato in crescita rispetto ai risultati dell’ateneo lo scorso anno (93% nel report Almalaurea 2020).

Cresce anche la percezione dell’efficacia della laurea, un elemento che combina la richiesta della laurea per l’esercizio del lavoro svolto e l’utilizzo, nel lavoro, delle competenze apprese all’universita?: a un anno dalla laurea l’efficacia del titolo è percepita dal 71,9% degli intervistati, a cinque anni dal 72,5% (68,5% la media nazionale).

Le retribuzioni a cinque anni dalla laurea arrivano in media a 1605 euro mensili netti (erano 1455 mensili lo scorso anno; la media nazionale è 1556 euro).

Nel corso dell’ultimo anno, Iuav ha intensificato l’impegno a favore degli studenti, in particolare ha mantenuto la sua vocazione internazionale, garantendo un supporto costante ai propri studenti impegnati nelle diverse esperienze, nonostante le difficoltà e le limitazioni imposte dalla pandemia.

In media il 18.8% di laureati (triennali e magistrali) sono riusciti a vivere un’esperienza formativa all’estero riconosciuta dall’ateneo; il dato sale al 32% se si considerano i laureati magistrali (dati eccellenti comparati alle medie nazionali rispettivamente dell’11,3% e del 15,3%). I principali paesi di destinazione sono europei (grazie al programma Erasmus+), ma negli ultimi anni Iuav ha registrato un crescente flusso di mobilità outgoing verso Stati Uniti, Canada, Cile, Argentina e Cina.

Sul fronte della formazione on the job, in media l’88.4% dei laureati Iuav ha svolto un tirocinio curriculare (che è parte integrante del percorso formativo); tra questi, il 16% ha svolto tirocini all’estero.

I risultati registrati nel report Almalaurea confermano la natura esperienziale della didattica Iuav: tramite i tirocini (in Italia e all’estero) e i periodi di mobilità internazionale, gli studenti hanno potuto vivere un’esperienza formativa e culturale che consente uno skill building, ossia l’acquisizione di nuove competenze trasversali particolarmente strategiche per l’inserimento nel mondo del lavoro.

Università di Verona

L'università di Verona si conferma una delle scelte migliori per trovare con più facilità lavoro dopo la laurea.
L’ateneo veronese ha ottenuto risultati ben sopra la media nazionale e regionale per quanto riguarda l’occupazione dei laureati e delle laureate, in particolare tra i magistrali, che dall’89,6% del 2020 sale al 91%. Il rapporto nazionale ha analizzato le performance formative di 291mila laureati e laureate nel 2020: in particolare, 165mila laureati e laureate di primo livello, 89mila dei percorsi magistrali biennali e 36mila a ciclo unico. Sono stati, inoltre, analizzati i profili di 655mila laureati e laureate di primo e secondo livello nel 2019, 2017 e 2015 contattati, rispettivamente, a uno, tre e cinque anni dal conseguimento del titolo.
Per quanto riguarda i laureati e le laureate triennali, a un anno dal conseguimento del titolo il tasso di occupazione è del 78,4%, superiore della media regionale del 73,3% e ben al di sopra di quella nazionale che si attesta al 69,2%.

La retribuzione è in media di 1.346 euro mensili netti, contro i 1.279 euro a livello regionale e 1.270 euro a livello nazionale. Il 70% degli occupati considera il titolo molto efficace o efficace per il lavoro svolto. Più nel dettaglio, il 62,4% dichiara di utilizzare in misura elevata, nel proprio lavoro, le competenze acquisite all’università.

Ancora più soddisfacenti i dati che riguardano i laureati e le laureate di secondo livello: dopo un anno dalla laurea, il tasso di occupazione è pari all’80,2% (82,9% tra i magistrali biennali e 72,2% tra i magistrali a ciclo unico).

Si tratta, anche in questo caso, di una percentuale molto più alta di quella regionale del 74,5% e di quella nazionale del 68,1%. A cinque anni dalla laurea, il dato migliora ancora, arrivando a un tasso occupazionale del 91%, incrementando il già ottimo dato dello scorso anno (89,6%). Superiore ai dati regionali e nazionali anche la retribuzione media: dopo un anno dalla laurea è di 1.421 euro mensili netti (contro i 1.357 regionali e i 1.364 nazionali), cifra che sale a 1.587 euro dopo cinque anni dalla laurea.

Il 63,9% dei laureati e delle laureate dell’ateneo scaligero termina l’università: in particolare e? il 62% tra i triennali e il 71,2% tra i magistrali biennali. Il voto medio di laurea e? 102 su 110: 99,4 per i laureati e le laureate di primo livello e 107,3 per i magistrali biennali.

Particolarmente interessante è il dato sui tirocini curriculari: il 77% dei laureati e delle laureate ha svolto tirocini riconosciuti dal proprio corso di studi: e? il 78,9% tra i laureati di primo livello e l’84,4% tra i magistrali biennali; si tratta di una percentuale particolarmente alta, considerando che a livello nazionale il dato è al 57,6% e a livello regionale al 65,6%. Inoltre, ha compiuto un’esperienza di studio all’estero riconosciuta dal corso di laurea il 12,5% dei laureati e delle laureate: il 10,8% per i triennali e il 15,8% per magistrali biennali.

Per tutte queste ragioni l’università di Verona è stata promossa a pieni voti dai suoi laureati: l’89,5% di loro si dichiara soddisfatto dell’esperienza universitaria nel suo complesso.

Università di Padova

Anche la performance dell'Università di Padova è stata analizzata, con ottimi risultati, tanto che oltre il 90% delle persone laureate a Unipd si dichiara soddisfatto della propria esperienza universitaria. Ottimo il tasso d'occupazione e la retribuzione netta di chi si laurea a Padova che si attestano sopra la media nazionale, soprattutto a cinque anni dalla laurea.

Secondo il rapporto dell'anno scorso: a un anno dal conseguimento del titolo triennale, il tasso di occupazione è di oltre l'83% e in media, su 10 persone laureate, 3 (28,7%) possono contare su un lavoro alle dipendenze a tempo indeterminato, 4 (39%) su un lavoro non standard, 1 (9,9%) è impegnata in un’attività autonoma (come libero professionista, lavoratore in proprio, imprenditore, ecc.), e 2 (23,8%) sono occupati da un lavoro part-time.
La retribuzione nel primo lavoro, con in mano una laurea triennale, è in media di 1.255 euro mensili netti.

Il tasso di occupazione di laureati e laureate di secondo livello, a un anno dal conseguimento del titolo, è di circa il 77% (sale a 89% a cinque anni dalla laurea): con contratto a tempo indeterminato è il 23,7%, con lavoro non standard il 34,1%; svolge un lavoro autonomo l'11,5% e un lavoro part-time il 25%.
Per chi stringe una laurea magistrale, la retribuzione è in media 1.274 euro mensili netti (1.527 dopo 5 anni).

Il 71,1% dei laureati e delle laureate è inserito nel settore privato, mentre il 21,5% nel pubblico. La restante quota lavora nel non-profit 7,2%. L’ambito dei servizi assorbe il 72,3%, mentre l’industria accoglie il 25,5% degli occupati; 1,5 la quota di chi lavora nel settore dell’agricoltura.

Il Rapporto Almalaurea 2021

LAUREATI SEMPRE PIÙ GIOVANI. Cala ancora l’età alla laurea, per il complesso dei laureati nel 2020, pari a 25,8 anni.

DONNE OLTRE LA METÀ DEI LAUREATI. Le donne, che da tempo costituiscono oltre la metà dei laureati in Italia, rappresentano tra quelli del 2020 il 58,7% del totale. Tale quota risulta tendenzialmente stabile negli ultimi dieci anni. Si rileva una forte differenziazione nella composizione per genere dei vari ambiti disciplinari. Le donne, che sono più regolari negli studi e più coinvolte degli uomini in esperienze che hanno effetti positivi sul piano occupazionale (in particolare fanno più tirocini), sono però più penalizzate nell’inserimento lavorativo. A un anno dalla laurea a parità di altre condizioni, la probabilità di trovare una occupazione per gli uomini è del 17,8% superiore a quella delle donne. Superiore è anche la retribuzione: di 89 euro, sempre a parità di condizioni e sempre a favore degli uomini.

CONTESTO SOCIO-CULTURALE DETERMINANTE. Nel Rapporto emerge che, tra i laureati, i più numerosi provengono da ambienti familiari favoriti sul piano socio-culturale. Il 30,7% ha almeno un genitore con un titolo di studio universitario (nel 2010 era il 26,5%). Il contesto familiare di origine condiziona le scelte formative e professionali dei giovani.

STIPENDIO. Il divario di carriera e stipendio delle donne rispetto ai colleghi uomini è notevole: 1.677 euro contro 2.018 a parità di condizione. In media un uomo guadagna il 17,8% in più di una collega donna. Non solo: incrociando i dati risulta evidente che un laureato in Lettere guadagna più di una laureata in Giurisprudenza o in Architettura: 1.407 euro contro, rispettivamente, 1.394 euro e 1.364 euro. I più pagati sono gli informatici, i meno retribuiti gli psicologi.

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