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Alberi tagliati alle scuole medie di Ponzano: la Lipu denuncia e il Comune risponde

Il sindaco Baseggio: «Se avessi potuto le avrei salvate, ma non c'è stata scelta di fronte alle necessità di sicurezza e di incolumità pubblica»

«In questi giorni sul territorio comunale fa da protagonista il taglio di tre alberature di indubbio valore naturalistico presso il cortile della scuola secondaria di primo grado - dichiara il sindaco di Ponzano Veneto, Antonello Baseggio - Si tratta di alberature sacrificate per esigenze di costruzione e per la realizzazione di sottoservizi che mai avrei voluto realizzare. L'abbattimento autorizzato dalla Sovrintendenza ha visto tutto il percorso autorizzatorio preparato dagli Uffici tecnici e dalla relazione di un agronomo. È chiaro che l'abbattimento di questi alberi, sfortunatamente, non potrà mai essere recuperato da nuove piantumazioni perché è innegabile che loro storia, la loro grandezza e il grande respiro non potrà essere sostituito».

«Personalmente - continua il primo cittadino - posso dichiarare che se avessi potuto le avrei salvate. Allo stesso tempo, se avessi potuto non avrei affrontato una costruzione di tale dimensione e di tali costi che graveranno nei conti comunali e nelle tasche dei cittadini di Ponzano per decenni. Ma questo è il progetto che abbiamo ereditato e questa è la costruzione che porteremo a termine. Mi piacerebbe ricordare a tutti, però, la mia storia personale che non è legata ai mattoni ne tanto meno al cemento. Correva l'anno 1997, infatti, quando l'Amministrazione di allora decise di abbattere il Celsius Australis detto comunemente "spacca sassi, bagolaro o bisoer" di fronte alla chiesa di Merlengo. Un albero imponente, probabilmente uno dei più vecchi del nostro territorio visto che compariva perfino sulle carte Napoleoniche, bellissimo e perfino poetico...certamente pericoloso ma probabilmente "recuperabile"».

«Per l'occasione vennero interessati tutti gli organi possibili: dalla Sovrintendenza, alla Forestale, dagli Amministratori locali a quelli provinciali. Furono raccolte in poche ore migliaia di firme e fu organizzato anche un incontro pubblico. Il tutto per poi alla fine vederlo comunque capitolare di fronte alle necessità di sicurezza e di incolumità pubblica. Racconto tutto questo perché a depositare le firme il 9 giugno 1997, con protocollo n. 06996, e a incatenarmi sotto quel albero insieme a tanti altri c'ero io! Non la Lipu, ne tanto meno molti che ora si stracciano le vesti» chiosa Baseggio.

«È proprio questa coscienza che in questi giorni, insieme a quella degli Uffici tecnici, a seguito dell'abbattimento di due alberi morti presso il parco di Villa Cicogna (sede municipale) ha preferito salvarne un terzo proprio perché nido di alcuni "cuculi canorus" oramai parte integrante della nostra vita e del nostro giardino. L'albero probabilmente è morto ma la bellezza della natura lo farà continuare a vivere, almeno finché potremo garantirne la sicurezza».

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