Giovedì, 16 Settembre 2021
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Da Alternativa Ambiente tutor e lavoratori fragili per i lavori in vigneto

L'ambito è quello di SocialAgrinet, progetto avviato da Alternativa Ambiente quale cooperativa sociale di Vascon di Carbonera

Rompere il muro tra profit e no-profit creando, testando e promuovendo un modello di collaborazione per favorire gli inserimenti socio-occupazionali nel settore agricolo, al fine di sviluppare nuove opportunità di lavoro per soggetti svantaggiati e deboli all'interno delle imprese agricole, in particolare nel settore viticolo. Questo è quanto si prefigge SocialAgrinet, progetto avviato da Alternativa Ambiente cooperativa sociale di Vascon di Carbonera nel settembre 2019 grazie ai finanziamenti del PSR Veneto 2014-2020 (Misura 16.9.1), giunto ora a metà del suo percorso (la conclusione è prevista per febbraio 2023). Nonostante i rallentamenti imposti dalla pandemia, sta creando e sviluppando pratiche e reti per la diffusione dell'agricoltura sociale, tanto che nei prossimi mesi potrà anche ampliare le proprie relazioni con altre aziende agricole.

Spiega meglio di cosa si tratta Marco Toffoli, presidente di Alternativa Ambiente cooperativa sociale: «Anche se Alternativa Ambiente è oggi impegnata in un ampio spettro di attività, l'agricoltura sociale resta il "cuore storico" del suo operato, poiché è figlia della cooperativa agricola che già negli anni Settanta creava opportunità di lavoro e di socialità per i detenuti del carcere di Treviso. Inoltre, tra le oltre 450 persone a cui la cooperativa ha garantito lavoro e conseguente reddito anche nel difficilissimo 2020, ben 108 tra loro hanno svantaggio. Per questo siamo sempre impegnati nel ricercare nuove opportunità di lavoro per persone con diverse tipologie di svantaggio - dai problemi con la giustizia alla disabilità, dalla dipendenza da sostanze ai problemi psichiatrici - o per persone fragili escluse dal mercato del lavoro, anche temporaneamente. E per questo abbiamo investito molte energie in SocialAgrinet, progetto che prevede la realizzazione di una pratica di agricoltura sociale basata sul ruolo dei "tutor di mestiere", figure appositamente preparate per affiancare soggetti in marginalità sociale soprattutto per problemi psichiatrici.

Abbiamo così opportunamente formato i primi quattro "tutor", anche in collaborazione con il Servizio di Integrazione Lavorativa (SIL) dell'ULSS2 Marca Trevigiana e Consorzio Intesa - CCA, partners del progetto, che ad oggi hanno affiancato complessivamente 16 soggetti svantaggiati, opportunamente individuati per poter eseguire soprattutto le potature invernali in vigna. Si tratta di un lavoro delicato e complesso, che richiede metodo e precisione: non tutti i nostri utenti sono validi candidati a svolgere questa mansione ma, grazie al supporto del SIL e alla competenza dei tutor, le persone individuate hanno svolto un lavoro più che soddisfacente. Inoltre, il constante monitoraggio delle attività, ci ha consentito di elaborare i criteri di individuazione e osservazione di potenziali altri tutor ed altri utenti per ampliare la portata del progetto.

Per ora, infatti, il lavoro è stato svolto nel comparto agricolo di Alternativa Ambiente e nell'azienda agricola Le Carline di Pramaggiore, anch'essa partner del progetto, ed è stata coinvolta anche la Tenuta San Giorgio di Maserada. La soddisfazione per il lavoro svolto dai primi utenti espressa dalle due aziende ospitanti, ci supporta nell'impegno, che non è mai semplice e che deve essere sempre costante. Ma che si sta rivelando decisamente gratificante. Inoltre, contiamo che nel corso del progetto possano essere coinvolti e preparati nuovi tutor, altri soggetti possano portare a termine i percorsi di formazione e che si possa ampliare lo spettro di competenze acquisite presso le aziende agricole partner».

Specifica Piero Cavarzerani, responsabile della divisione sociale di Alternativa Ambiente: «La formazione dei tutor ha richiesto un corso di formazione, condiviso con le aziende agricole coinvolte e il SIL-ULSS2, iniziato a gennaio 2020 e che si è prolungato nel tempo anche a causa della pandemia. Ma quando, nel dicembre scorso, abbiamo avviato i percorsi di affiancamento lavorativo e il loro dettagliato monitoraggio, è subito parso chiaro che la collaborazione tra i partner, l'attenta formazione dei tutor e le metodologie di valutazione delle competenze degli utenti coinvolti, stavano dando frutti significativi. Parallelamente all'attività di affiancamento degli utenti da parte dei tutor, abbiamo infatti avviato un innovativo percorso di valutazione condiviso tra partner e consulenti, in particolare la dott.ssa Sara Vianello per gli aspetti psicologici ed il dott. Roberto Rasera per la parte organizzativa generale ed amministrativa. Abbiamo utilizzato il Profilo di performance (Butler) solitamente utilizzato nello sport per incrementare la consapevolezza di allenatori ed atleti nel riconoscere i punti di forza e le aree di miglioramento, incoraggiando la condivisione di bisogni e informazioni. La sua applicazione in questo contesto di inserimento lavorativo rappresenta una novità, ed ha contribuito in maniera determinante a formare delle ben affiatate "squadre" che ora siamo anche pronti a replicare, sia per creare nuove occasioni lavorative per i nostri utenti, sia per portare questo significativo progetto di agricoltura sociale anche nelle tante aziende viticole del territorio». 

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