Antenne 5G, limitato il potere di scelta dei sindaci. Conte: «Con la salute non si scherza»

Polemiche dopo quanto previsto dal Decreto Semplificazioni: «Si tratta di una limitazione all’autonomia dei sindaci su un tema delicato che tocca da vicino le comunità e il paesaggio»

Un'antenna del 5G

Le nuove tecnologie avanzano e con esse non si placano certamente i dubbi e le incertezze. La questione legata al 5G ha smosso discussioni ad ogni latitudine, soprattutto in seno a molteplici sindaci che, lungo tutto il territorio nazionale, sono tutt'oggi preoccupati per le conseguenze di eventuali installazioni di antenne nelle aree di loro competenza. La replica generale a qualsiasi decisione dei primi cittadini è però definitivamente arrivata attraverso un articolo del Decreto Semplificazioni, con il quale si vieta ai sindaci l’introduzione di limitazioni per il 5G. Provvedimento che non ha soddisfatto il Codacons. La stessa associazione vicina ai consumatori ha etichettato la norma come «folle, incostituzionale, pericolosa, sovversiva e dannosa per l’incolumità dei cittadini. Siamo in presenza – ribadisce il Codacons - di una misura di stampo fascista, che espropria i sindaci delle proprie funzioni e impedisce di garantire la salute dei cittadini laddove vi sono esposizioni eccessive ai campi elettromagnetici».

La norma, definita “palesemente incostituzionale”, ha spinto lo stesso Codacons ad annunciare un ricorso alla Consulta per ottenere l’annullamento, essendo «la salute pubblica un interesse primario tutelato dalla nostra Costituzione, e non rappresentando il 5G una tecnologia indispensabile nei comuni». La battaglia del Codacons contro la recente limitazione è aperta a tutte le Amministrazioni comunali italiane, le quali potranno intervenire insieme all’associazione in Corte Costituzionale e presentare un’azione congiunta. I sindaci interessati possono pre-aderire tramite la mail info@codacons.it.

Sul punto è poi intervenuto duramente il sindaco Conte: «Il nuovo DL Semplificazioni stabilisce che i sindaci dovranno attenersi alle direttive statali in tema di antenne 5G. Si tratta di una limitazione all’autonomia dei sindaci su un tema delicato che tocca da vicino le comunità e il paesaggio. Il DL, di fatto, annulla tutte le ordinanze di quei Comuni che si erano opposti alla rete di nuova generazione. Ai sindaci viene tolta la possibilità di difendere il territorio e la salute dei cittadini che, per noi, viene prima di tutto. Queste infrastrutture rischiano di essere impattanti sotto molteplici punti di vista ed a pagarne le conseguenze saranno l’ambiente ed i cittadini e soprattutto le nuove generazioni che rischiano di avere in eredità un territorio rovinato. I sindaci vengono trattati come semplici esecutori di ordini che arrivano dall’alto e questo intacca la nostra dignità oltre che il nostro ruolo. Come Presidente di Anci Veneto, ma anche come sindaco di Treviso, sto approfondendo la questione attraverso alcune conferenze con tecnici Ulss e Arpav e rappresentanti delle varie posizioni sul tema. Con la salute non si scherza».

Dello stesso pensiero anche Simonetta Rubinato, già sindaco di Roncade e parlamentare della Repubblica: «Ho appreso con preoccupazione che anche rispetto alla vicenda riguardante le antenne per il 5G, che verranno installate sull’intero territorio nazionale, l’autonomia degli enti locali è ancora una volta messa in discussione. Infatti, il decreto Semplificazioni, con i chiarimenti pubblicati dal Ministero dell’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione, ha tolto esplicitamente il potere di veto da parte dei Comuni sulla collocazione delle antenne sui loro territori. Fatto grave, tanto più nel corso di un’emergenza epidemiologica che ha testimoniato l’importanza dei primi cittadini in Italia ed in particolare in Veneto, quali autorità di salute pubblica. Non abbiamo imparato dopo la tragica esperienza del Covid-19 quanto è fondamentale la salute pubblica? Come possono i sindaci proteggere i loro cittadini qualora ritenessero queste antenne possano danneggiarli o anche soltanto impattare eccessivamente sul piano ambientale?».

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«Ecco che il Governo nazionale toglie a loro la possibilità di decidere, mentre la Regione Veneto guidata da Luca Zaia tace dinnanzi a questa grave limitazione alla libertà dei sindaci di decidere per quel che li compete. Ci tengo ad esprimere, da ex sindaco Roncade per due mandati, la mia solidarietà ai sindaci del Veneto e all’Anci Veneto, confermando di essere sempre al loro fianco per combattere affinché abbiamo l’autonomia decisionale che spetta al loro ruolo. La nostra Carta Costituzionale è molto chiara sul principio di sussidiarietà, da me portato avanti nella battaglia per l’autonomia del Veneto e nella mia azione in Parlamento, e ritengo sia proprio in occasioni come queste che la nostra Regione dovrebbe dimostrare di essere al fianco dei nostri amministratori locali, appellandosi alla Costituzione per far valere questo principio» conclude la Rubinato.

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