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Greta Tuborg

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Scarichi inquinanti nella rete fognaria, boom per la vendemmia: è caccia agli ecovandali

Un progetto di Ats prevede il monitoraggio continuo della rete fognaria allo scopo di controllare gli scarichi delle attività produttive e quindi prevenire problemi agli impianti di depurazione sia in termini di carico idraulico che di qualità dell’acqua successivamente scaricata

La lotta contro l'inquinamento ambientale compie un balzo in avanti grazie al tracciamento degli scarichi industriali che consentirà di ottenere una “matrice dell'acqua”. E' così che AltoTrevigianoServizi intende stanare gli ecovandali che immettono nella rete fognaria sostanze inquinanti e anche pericolose per la salute delle persone e della fauna soprattutto ittica sostanze e materiali che mettono a rischio il buon funzionamento dei depuratori creando rischi potenzialmente molto elevati relativi alla contaminazione dei corsi d'acqua.

«E' quello che succede ogni anno e che si sta ripetendo anche in questi giorni nell'area di Valdobbiadene -spiega il presidente di Ats Fabio Vettori- soprattutto in concomitanza con i periodi di vendemmia quando vengono immessi in rete scarichi anomali riconducibili alle attività vitivinicole. La concentrazione di carico organico degli scarichi è altamente inquinante perché mette a repentaglio l’attività del depuratore di Valdobbiadene, inficiando il lavoro stesso di depurazione e conseguentemente la qualità ambientale. Controlli più puntuali e approfonditi ci consentiranno di prevenire queste situazioni e contribuire a identificare i responsabili».

A fare da diga ai rischi di potenziale inquinamento e l’ambiente è il progetto pilota Kando, avviato proprio in questi giorni. Si tratta del  monitoraggio continuo della rete fognaria allo scopo di controllare gli scarichi delle attività produttive e quindi prevenire problemi agli impianti di depurazione sia in termini di carico idraulico che di qualità dell’acqua successivamente scaricata. «Concretamente -ha spiegato Pierpaolo Florian, amministratore delegato di AltoTrevigianoServizi-  c'è una fase in cui viene condotta l'analisi delle utenze collegate alla rete fognaria con un’ipotesi di matrice dell’acqua che deriva dai big data derivanti  dai monitoraggi effettuati, in particolare nei punti strategici della rete. Questo consente di rilevare in tempo reale  il coefficiente di rischio delle utenze collegate alla rete fognaria. Successivamente campionatori automatici prelevano il refluo all’avverarsi di un inquinamento. Grazie alla tecnologia con invio dati in IOT (Internet of things) sarà possibile  monitorare, accertare e trasferire informazioni in tempo reale, in maniera tale che possano essere registrate con precisione le  variazioni dei parametri complessi del refluo fognario tenendo sotto controllo un indice unico di inquinamento».

Ats è tra l'altro una delle prime aziende pubbliche di gestione del servizio idrico ad utilizzare in Italia questa tecnologia per la rilevazione degli eventi inquinanti nella rete fognaria perfezionata da una start up israeliana. «Mentre prima in caso di contaminazione da inquinanti ci si trovava a dover intervenire a posteriori -ha concluso Florian- ora sarà possibile rilevare ogni anomalia come “inquinamento in corso”, andando anche a identificare lo scarico responsabile».

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