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Banca Prealpi SanBiagio: al via un nuovo progetto per contrastare le malattie della vite

Il progetto di ricerca applicata interessa 20 aziende, per circa 200 ettari di vigneto, con l’obiettivo di trovare metodi di contrasto sostenibili grazie al supporto di un gruppo di lavoro trasversale

È partito il progetto di ricerca applicata per contrastare il diffondersi di una malattia della vite trasmessa da un insetto che, negli ultimi anni, sta interessando sempre più vigneti: la Flavescenza Dorata. Il contrasto a tale fitopatologia impone l’adozione di tecniche mirate e sostenibili, finalizzate, in particolare, a preservare gli insetti utili: un’ulteriore iniziativa, sostenuta da Banca Prealpi SanBiagio, che coniuga tutela dell’ambiente ed economia territoriale.

Il progetto mette assieme un gruppo di lavoro trasversale che vede il coinvolgimento delle realtà di riferimento sul territorio Nordestino, cioè il Consorzio Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG, l’Università di Padova e l’Università di Udine, il Comune di San Pietro di Feletto. Banca Prealpi SanBiagio, la Banca di credito cooperativo con sede a Tarzo, ora anche territorio UNESCO, oltre a condividerne le finalità e a contribuire attivamente tramite il proprio Ufficio Agricoltura, sostiene economicamente l’iniziativa.

L’intuizione di sperimentare strategie di lotta sostenibile è di Benedetto De Pizzol, viticoltore, già assessore all'agricoltura di San Pietro di Feletto e attuale coordinatore regionale delle Città del Vino, a cui hanno prontamente risposto tutti gli attori della comunità locale, mettendo a fattor comune le proprie competenze. In questa fase la sperimentazione è alla prova sul campo, grazie alla partecipazione di una ventina di aziende viticole, tutte facenti parte del Consorzio Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG, per un totale di circa 200 ettari di vigneto.

Secondo Innocente Nardi, Presidente del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG: “Il progetto di ricerca volto a trovare soluzioni sostenibili alla Flavescenza dorata è un nuovo passo importante in direzione della tutela ambientale e della sostenibilità del nostro territorio. Essa rientra nell’ambito delle numerose attività e progetti che vedono il Consorzio impegnato sul fronte della sostenibilità ambientale. Il nostro obiettivo è tutelare l’attività dei nostri viticoltori e, al contempo, custodire l’integrità del nostro territorio in quanto è il patrimonio più prezioso su cui possiamo investire”.

Il Presidente di Banca Prealpi SanBiagio, Carlo Antiga, ha commentato: “Continuiamo a sostenere iniziative volte ad innovare il settore vitivinicolo per favorire lo sviluppo di un’agricoltura responsabile e attenta alla conservazione degli equilibri dell’ecosistema. La Banca è da sempre vicina alle realtà del comparto e vuole favorire una transizione verde, cooperando in maniera attiva e concreta, attraverso il sostegno a progetti che coinvolgono direttamente la comunità di riferimento. Aspetto particolarmente vero in questo caso, in quanto il successo dell’iniziativa dipenderà dalla piena collaborazione di tutti gli attori coinvolti”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il Prof. Carlo Duso dell’Università di Padova, Responsabile scientifico del progetto, il quale afferma: “Il progetto intende far luce sui principali fattori che hanno favorito la diffusione della Flavescenza Dorata in alcune aree viticole del Veneto. L’obiettivo è analizzare il comportamento dei vettori, in particolare dello Scaphoideus Titanus, considerando la frammentazione del paesaggio viticolo e la presenza più o meno rilevante di boschi e siepi contigui ai vigneti. I dati raccolti consentiranno di razionalizzare le strategie di controllo, riducendo gli effetti indesiderati degli insetticidi. L’iniziativa, partita da un gruppo di imprenditori vitivinicoli interessati a comprendere il fenomeno, è parsa subito di importanza tale da ritenere necessaria la costituzione di un gruppo di lavoro esteso a più attori del territorio”.

Lo studio analizzerà le relazioni esistenti tra vegetazione spontanea e vigneti, per verificare le strategie di lotta e valutare come agiscono gli insetticidi, così da raccogliere elementi utili nella gestione della malattia. Sotto un profilo tecnico, il progetto prevede il monitoraggio accurato dello Scaphoideus titanus e degli altri vettori nei vigneti coinvolti; la realizzazione di indagini per raccogliere i dati necessari per un’analisi statistica, attraverso la costruzione di mappe di distribuzione spazio-temporale dei vettori che consentono di tracciarne le dinamiche e valutare l’efficacia e gli effetti collaterali degli insetticidi.

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