Piste ciclabili: «La ciclopolitana non arriva nel quartiere San Paolo»

Luigi Calesso, portavoce di Coalizione Civica Treviso, ha raccolto le istanze di alcuni residenti del quartiere trevigiano. Critiche al nuovo progetto presentato dal Comune

In foto il parcheggio della chiesa di San Paolo, più sotto uno scorcio di Viale Nazioni Unite a Treviso

«Il Comune di Treviso promette la “ciclopolitana”, nuove e rinnovate piste ciclabili, ma ancora una volta a essere dimenticati sono i quartieri interni, quelli che non si affacciano lungo le strade a grande scorrimento».

San Paolo - viale Nazioni Unite-2

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L'allarme arriva da Luigi Calesso, portavoce di "Coalizione civica Treviso". «Un esempio chiaro è quello del quartiere di San Paolo - spiega il politico trevigiano - le cui strade interne non sono contemplate nel progetto dell’amministrazione, a cominciare da viale Nazioni Unite che è caratterizzata, invece, dalla presenza di una fila di parcheggi». Calesso ha raccolto nei giorni scorsi le istanze di alcuni residenti della zona che gli hanno chiesto di documentare la situazione della strada e dei parcheggi. «Nella zona all’incrocio tra viale Nazioni Unite e via Inghilterra i parcheggi lungo la strada sono occupati mentre quelli vicino alla chiesa, a poche decine di metri di distanza, sono quasi vuoti. L’amministrazione ha valutato la possibilità di sostituire quei parcheggi con un percorso ciclabile che risulterebbe molto utile in una zona così densamente popolata, vista anche la presenza, appunto, del vicino parcheggio della chiesa? Tra l’altro - prosegue Calesso - poco tempo fa una parte di viale Nazioni unite è stata asfaltata: non avrebbe potuto essere quella l’occasione per sostituire i parcheggi con la segnaletica della pista ciclabile per poi, nell’ambito della “ciclopolitana” mettere in sicurezza il percorso riservato alle biciclette? Anche questa piccola vicenda conferma l’impressione complessiva sul grande progetto della ciclopolitana: un intervento riservato alle strade più importanti della città e che non tiene in considerazione le esigenze di aree anche densamente popolate e che sono completamente prive di corsi riservate ai ciclisti. Insomma la ciclopolitana, per ora, non arriva a San Paolo».

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