Consumo di suolo, Favero (PD): «Treviso al secondo posto in Veneto»

Il responsabile Ambiente e Territorio del PD trevigiano: «Perdere terreno vergine significa rendere il nostro territorio meno sicuro dal punto di vista idrogeologico, non combattere il cambiamento climatico in atto, restare privi di spazi utili alle nostre produzioni agricole di qualità»

La mappa del consumo di suolo in Veneto

«Purtroppo tra i tanti primati positivi del Veneto non c’è quello dello stop alla cementificazione. I dati ISPRA presentati mercoledì danno la maglia nera alla nostra regione che, con oltre 785 ettari persi, è la regione che nel 2019 ha consumato più suolo in Italia, il tutto nonostante il calo demografico nazionale e regionale. Per le province venete Treviso è al secondo posto dopo Padova e prima di Vicenza per incremento di terreno impermeabilizzato. Perdere terreno vergine significa rendere il nostro territorio meno sicuro dal punto di vista idrogeologico, non combattere il cambiamento climatico in atto, restare privi di spazi utili alle nostre produzioni agricole di qualità». Lo dichiara Matteo Favero, Responsabile Ambiente e Territorio del PD Provincia di Treviso e Vice Responsabile nazionale Coordinamento Programma del Partito Democratico.

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«Con migliaia di capannoni e case vuote in Veneto il lavoro nell'edilizia e nell'indotto, utile anche alla ripartenza dopo la crisi del Covid-19, si crea solo con la rigenerazione urbana, con la demolizione e la ricostruzione di immobili abbandonati, con la cura del territorio senza nuovo consumo di terreno che è risorsa non rinnovabile. A questo saranno dedicati miliardi di euro del Recovery Fund europeo destinati all'Italia. Il Veneto non può perdere questa opportunità economica perché ostaggio di una politica regionale che punta su progetti superati alla "Veneto City", o su nuovi centri commerciali o poli logistici, vedi l'esempio di Casale sul Sile» conclude Favero.

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