Continua il controllo della fauna selvatica in Veneto: «Cacciatori a rischio contagio»

Nonostante l'emergenza sanitaria di questi giorni, in Veneto non sono stati sospesi i piani di controllo della fauna selvatica. Lav Treviso scrive una lettera al Governatore Zaia

«Abbiamo inviato una lettera al presidente Zaia e agli assessori competenti chiedendo la sospensione immediata dei piani di controllo della fauna selvatica – dichiara Massimo Vitturi, responsabile Lav Animali Selvatici – perché sono azioni che, oltre a contrastare con i numerosi provvedimenti urgenti del Governo a tutela della salute pubblica, possono vanificare l’impegno e i sacrifici di tutti i cittadini, costretti in questi giorni all'isolamento tra le mura domestiche».

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In tutta la Regione, infatti, sono attualmente vigenti numerosi piani di controllo della fauna selvatica che prevedono la cattura e l’uccisione di una decina di specie diverse, con il coinvolgimento di moltissimi cacciatori e degli addetti al controllo quotidiano delle gabbie di cattura. Si tratta di attività che, oltre a causare la morte di migliaia di animali, rappresentano un rischio per la diffusione del Coronavirus, poiché comportano lo spostamento delle persone su tutto il territorio, anche per mezzo di squadre di cacciatori composte da un numero illimitato di persone. Trattandosi di attività che possono essere rinviabili a un altro momento e non sorrette da ragioni di urgenza, appaiono in evidente contrasto con le disposizioni impartite dal Governo, che consentono lo spostamento esclusivamente alle persone impegnate in attività urgenti. Siamo convinti che, alla luce della tragica realtà che il Paese sta vivendo, l’amministrazione regionale del Veneto non potrà che sospendere tutti i piani di controllo, nella consapevolezza che la tutela della salute dei cittadini è un impegno prioritario rispetto all'uccisione degli animali selvatici, la cui principale “responsabilità” è quella di entrare in competizione con i cacciatori. La lettera è stata inviata anche ai Ministri della Salute e dell’Interno, chiedendo si attivino in caso di inerzia della Regione e in quanto è possibile che analoghi piani siano attivi in altre Regioni, con i rischi che ne conseguono per la salute pubblica. In questi giorni in cui le istituzioni hanno impartito ulteriori restrizioni alla mobilità, come il divieto di attività sportive all'aperto, è essenziale che il Governo intervenga su tutti i possibili vettori del contagio.

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