Mercoledì, 28 Luglio 2021
Green Centro

Divieto di fumare all'aperto: «Treviso segua l'esempio di Milano»

Davide Nava e Mauro Moretto, esponenti di "Noi Verdi" e "Europa Verde" (sezione di Treviso) chiedono che anche in Veneto venga rispettato il diritto a non subire il fumo passivo

Sigaretta accesa

Da gennaio 2021 Milano ha vietato il fumo all'aperto in luoghi pubblici se presenti altre persone a distanza minore di 10 metri in parchi, fermate dei mezzi pubblici, aree gioco, aree cani e cimiteri. L’obiettivo è tutelare minori e soggetti più deboli a rischio dal fumo passivo.

"Noi Verdi" e "Europa Verde", sezione di Treviso, propone lo stesso provvedimento anche a Treviso e in Veneto. «Fumare infatti, è un'azione che danneggia anzitutto chi fuma, ma anche chi, suo malgrado, sta accanto al fumatore, anche all’aperto - commentano in una nota ufficiale Davide Nava e Mauro Moretto - Non solo: fumare inquina pesantemente anche l'ambiente, sia a livello di emissioni della combustione, sia con i milioni di mozziconi ogni anno abbandonati in ambiente: a terra, nei tombini, in spiaggia. Cominciare ad arginare anche negli spazi aperti questa pratica dannosa è ormai doveroso. Il punto però non è il divieto, ma il diritto. La vera questione infatti è più ampia e riguarda il diritto a non subire il fumo passivo e dunque, più in generale, quei nuovi diritti di cittadinanza, improntati alla sostenibilità che a nostro avviso, non sono ancora sufficientemente tutelati. Sono sempre di più i cittadini che vogliono vivere in modo sano e sostenibile. Sono cittadini che vogliono aria pulita da respirare, acqua pulita dal rubinetto, vogliono potersi muovere senza auto e in sicurezza. Queste persone reclamano il rispetto dei loro diritti e da parte loro, si comportano in modo coerente.

Questi comportamenti secondo noi, vanno sostenuti e promossi perché sono alla base di una società veramente sostenibile. Quanto più si diffonderanno questi "stili di vita", tanto più avremo la concreta possibilità di costruire una società sostenibile, nei fatti, non solo nei proclami. Il divieto di "fumare in pubblico" è la contropartita di uno di questi "nuovi diritti di cittadinanza" che dobbiamo imparare a tutelare: il diritto a non essere mai esposti al fumo passivo, a sua volta parte del diritto di non essere costretti a respirare aria inquinata. Introdurlo dunque, è un primo segnale di attenzione della politica. Un ottimo segnale, ma siamo solo all'inizio» concludono Nava e Moretto.

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