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Agenti della Polizia locale di Treviso in bici lungo la Restera

Agenti della Polizia locale di Treviso in bici lungo la Restera

Capoluoghi a emissioni zero: Treviso è al 24esimo posto in Italia

Legambiente presenta CittàMEZ 2020, dossier sulla transizione verso la mobilità sostenibile in città. Padova il capoluogo veneto più virtuoso. Treviso meglio di Venezia, Verona e Vicenza

In cinque grandi città italiane - Milano, Napoli, Venezia, Bologna, Torino e Firenze - più di un terzo degli spostamenti - tra il 34 e il 58% - si compie a piedi, in bici, in tram o bus elettrico, in treno, in metropolitana o con mezzi elettrici, dal monopattino all’auto, privati o in condivisione. Una pattuglia di città di medie dimensioni (Ferrara, Bolzano, Padova, Trento, Bergamo, Ravenna, Pesaro e Brescia) dimostra, poi, con numeri interessanti, come sia possibile la transizione verso un futuro senza inquinamento e traffico automobilistico. Questa è la buona notizia che ci offre Città MEZ, il rapporto di Legambiente sulla mobilità a emissioni zero, che ha fotografato prima del lockdown i cambiamenti in corso nei nostri capoluoghi di provincia, attraverso indicatori che evidenziano le forme di mobilità che non producono inquinamento. I dati dimostrano che la mobilità delle persone in città sta cambiando, con una sempre maggiore propensione a scegliere modalità a “emissioni zero”. Ad aprile, il comprensibile timore della promiscuità sui mezzi pubblici ha indotto tante persone a usare l’automobile, alcune la bicicletta, ma solo nelle città più grandi; nella nuova normalità post Covid-19, le politiche adottate dai Comuni e dal governo saranno determinanti.

Nel dossier, tra le schede specifiche, anche tutte le prestazioni delle città capoluogo del Veneto. Sono 80 su 104 le città capoluogo italiane con dati disponibili per accessibilità e mobilità a zero emissioni: tra le città venete Padova risulta la più virtuosa, all’8° posto generale. Seguono a distanza Treviso (24°), Venezia (26°) e Verona (31°). Male Vicenza in quart'ultima posizione. Dati sul modale share non disponibili per Rovigo e Belluno per le quali si evidenziano però l'alto tasso di motorizzazione (auto*abitante) e il carente impegno in politiche di mobilità sostenibile. Questo il commento di Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto: «Se l'auto è ancora padrona di quasi la metà degli spostamenti nelle nostre città, oggi ad arrancare è il trasporto pubblico locale, anche a causa di una campagna di comunicazione negativa sui rischi di contagio nei mezzi pubblici (anche se l'abitacolo delle auto non è certo luogo migliore): si sono svuotati bus e treni e molti non hanno avuto altra possibilità che quella di prendere l'auto privata. Certo la bicicletta e la micromobilità segnano un aumentato gradimento, anche grazie a bonus e liberalizzazioni all'utilizzo attivati recentemente dal Governo. ma solo con un impegno sensibile ed urgente da parte degli Amministratori Locali - per l'aumento degli spazi dedicati alla mobilità a zero emissioni con incentivi e politiche concrete di supporto alla multimodalità di prossimità, proprietaria o in sharing, di monopattini, monoruota e biciclette - si potrà registrare un sensibile travaso di utenti anche su percorsi ciclopedonali, alleggerendo le città del Veneto da traffico e smog».

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