Biocasa, la prima residenza in Europa caso studio in mostra a Treviso

La mostra BioCasa_82, del fotografo di architettura trevigiano Marco Zanta, aperta fino al 2 giugno, illustra un percorso verso come nasce il living ideale

TREVISO – Si chiama “BioCasa_82”ed è la prima residenza privata in Europa ad aver ottenuto come caso studio il prestigioso attestato di conformità al più alto livello del protocollo LEED for Homes, equivalente LEED Platino. E si può ammirare attraverso le foto di Marco Zanta, in mostra a Ca’ dei Carraresi a Treviso.

La mostra BioCasa_82, del fotografo di architettura trevigiano Marco Zanta, che rimarrà aperta fino al 2 giugno, illustra un percorso, identificato dai principali 7 elementi vitali, alla scoperta di come nasce il living ideale, inteso come massimo comfort termico, olfattivo, visivo, acustico e psicologico. Il Metodo Welldom e le scelte etiche e tecnologiche che hanno portato al completamento di un progetto così significativo in termini di benessere e sostenibilità. Il progetto ha infatti ottenuto, con 117 punti su un massimo di 136**, secondo il protocollo americano LEED Platinum, e 10 punti su 11 per quanto riguarda il parametro relativo all’innovazione nel design & engineering, i valori più alti in Europa proprio per gli aspetti progettuali che si distinguono per le caratteristiche di innovazione e di applicazione delle pratiche di sostenibilità e comfort nella realizzazione di edifici. BioCasa_82 è anche la prima nel nostro Paese ad aver condotto privatamente l’analisi carbon footprint ovvero il calcolo dell’”impronta” di CO2 rilasciata nell’ambiente nel corso del tempo, risultata inferiore del 60% rispetto alla media degli edifici tradizionali*.

All’ottenimento di questi risultati ha contribuito la scelta di un innovativo metodo di costruzione, il metodo “Welldom” sviluppato da Giovanni Fabris, che unisce le più avanzate tecniche costruttive, in materia di bioclimatica e di prestazioni energetiche, per ottenere il minimo impatto ambientale abbinato al massimo comfort – inteso come benessere termico, olfattivo (legato alla qualità dell’aria), visivo (relativo all’illuminazione), acustico e psicologico. Ecco che, per esempio, il clima raggiunge standard precisi di temperatura e umidità adatti all’attività svolta ambiente per ambiente; l’aria interna è sempre “nuova”, filtrata da pollini, polveri, acari; l’acustica è ottimale e non presenta alcun inquinamento proveniente da macchinari o riverbero interno; l’illuminazione è studiata per essere la più naturale possibile, ottimizzando l’apporto solare. Inoltre, tutti gli ambienti sono privi di gas radon, di prodotti di sintesi e VOC, di campi elettrici, magnetici e elettromagnetici nocivi.

Dal punto di vista del risparmio energetico e delle risorse naturali, Welldom ha progettato un sistema che vanta il 99% dei materiali utilizzati riciclabile, il 100% del recupero delle acque piovane e l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili grazie ad un impianto fotovoltaico che produce circa 14kWh di energia elettrica e a un impianto geotermico ad altissima efficienza per la produzione di calore, acqua calda sanitaria e il raffrescamento. La casa ha, infatti, consumi bassissimi (< 25 kW/m2 annuo).

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Inoltre, sono stati impiegati esclusivamente materiali ecologici certificati, riciclabili e, per quanto possibile, locali o a km 0: legno massiccio con standard PEFC o FSC intonaci ai silicati naturali, pavimenti in pietra di trachite/Zovonite delle cave di Zovon di Padova, calcestruzzi di Bigolino di Valdobbiadene, ecc.

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