Qualità della vita a Treviso: cittadini green ma preoccupati per il lavoro

E’ quanto emerge dall’indagine “La qualità della vita a Treviso e il suo futuro” condotta da Community Media Research per conto dell’Amministrazione

TREVISO - Gli effetti della crisi si sono fatti sentire anche a Treviso: tre quarti della popolazione rileva un inasprimento del contesto sociale ed economico. Ad essere calate sono le opportunità di lavoro, ma anche il tenore di vita, mentre è aumentato l’allarme per la criminalità. Tutti gli indici sono negativi, ma le possibilità di studio in città sono state intaccate solo relativamente e la convivenza con gli stranieri non desta particolari preoccupazioni. I trevigiani svelano un’anima green e orientata alla sostenibilità, ritengono strategiche tutte le azioni volte a un miglioramento delle condizioni ambientali, quali l’incremento del verde comunale, la mobilità con mezzi pubblici e in particolare di trasporti ecologici, oltre all’utilizzo di energie rinnovabili. E’ quanto emerge dall’indagine “La qualità della vita a Treviso e il suo futuro” condotta da Community Media Research per conto dell’Amministrazione Comunale, il percorso di ascolto delle esigenze e di analisi delle percezioni della popolazione rispetto ad alcuni temi strategici che contribuirà alla definizione del piano di sviluppo della città di Treviso.

Le qualità della vita a Treviso: gli ultimi 5 anni

Sebbene il 19,4% della popolazione ritenga che negli ultimi cinque anni le condizioni di vita siano rimaste stabili, il 39,7% dei cittadini rileva un inasprimento del contesto sociale ed economico, mentre il 37,3% segnala un peggioramento (in particolare tra gli ultra-cinquantenni, i residenti in centro, gli inattivi e le donne). Risultano calate le opportunità di lavoro (con un saldo di opinione - la differenza tra la percentuale chi ha dichiarato un miglioramento e viceversa chi ha espresso un peggioramento - pari a -87,1), il tenore di vita (-76,0) e l’educazione delle persone (-63,1). I trevigiani percepiscono un peggioramento della criminalità (-53,8) e minore rispetto della legalità (-52,5%). Tutti gli indici sono in calo, ma il peggioramento è relativo per quanto riguarda la partecipazione ad associazioni (con un saldo di -11,9), la possibilità di studiare (-14,3), le iniziative culturali e le occasioni per il tempo libero (rispettivamente -19 e -21) e la convivenza con gli stranieri (-22).

Secondo i cittadini e i city user la criticità in assoluto più urgente da affrontare è la disoccupazione (per il 38% dei rispondenti), problema segnalato in particolare dalle donne, da chi possiede la licenza media, da disoccupati e casalinghe, la fascia tra i 50 e i 59 anni e i city user. Ma il 12,2% dei trevigiani chiede anche interventi urgenti per contenere il costo della vita e l’aumento dei prezzi (in particolare i giovani con meno di 19 anni e gli studenti), di potenziare i servizi sociali e sanitari (l’11,2%) e di ridurre il deterioramento ambientale (il 10,2%, in particolare tra chi risiede in centro). Da evidenziare che il tema dell’integrazione degli immigrati viene segnalato come problematico solamente dal 5,5% della popolazione (in particolare dagli operai).

Nonostante le criticità rilevate, le prospettive a Treviso sono migliori che nel resto d’Italia. La situazione economica nazionale è valutata negativamente dall’86,4% dei cittadini, mentre per Treviso la quota scende al 73,7%. Stesso trend anche per condizioni sociali, in peggioramento nel Paese secondo il 79% degli intervistati e a Treviso per il 61,3%.

I progetti per la Treviso del futuro

I cittadini di Treviso, immaginandosi sindaco per un giorno, hanno assegnato massima priorità agli interventi legati a due macro aree: politiche di sviluppo e dimensione ambientale e urbanistica. Analizzando nel dettaglio le attività legate allo sviluppo, ad ottenere il punteggio più elevato (ben il 95,5% della popolazione) è la promozione di azioni in sostegno all’occupazione. Questione che si lega fortemente all’esigenza di maggiore appoggio alle famiglie in difficoltà economica (91,4%), alla necessità di tributi comunali più equi (91,6%) e al bisogno di maggiore qualità nei servizi ad anziani e disabili (per il 93,6%). La dimensione ambientale e urbanistica si evidenzia tramite le indicazioni dei cittadini di incrementare il verde pubblico sul territorio comunale (per il 90,5%), il favorire la mobilità con mezzi pubblici (91,3%) e in particolare di trasporti ecologici (91,8%) oltre alla spinta all’utilizzo di energie rinnovabili (90,5%). Risultano però rilevanti anche gli interventi di riqualifica degli immobili di proprietà del Comune oltre al riutilizzo di quelli in disuso (rispettivamente il 92,5% e il 91,4%) al fine di evitare ulteriore cementificazione.

Le nove anime dei trevigiani

L’analisi fattoriale delle indicazioni relative ai progetti strategici per la Città ci permette di delineare nove profili prevalenti. Oltre un cittadino su dieci appartiene al cluster Green (l’11,6%), costituito in particolare dai residenti del centro, da impiegati-tecnici e pensionati, che pone forte attenzione all’ambiente e, in particolare, alla mobilità pubblica ed ecologica, alla riqualificazione degli immobili comunali e alla riduzione della cementificazione del territorio in favore del verde pubblico, oltre alla valorizzazione del Sile e alla creazione di piste ciclabili e più in generale al controllo dell’inquinamento. Circa cinque cittadini su cento (il 4,9%), in particolare i giovani con meno di 29 anni, i city user e chi è in possesso della laurea o è ancora studente, evidenziano uno spirito Sostenibile pensando allo sviluppo di Treviso, guardano infatti con attenzione all’efficienza energetica, alle energie rinnovabili e ai trasporti ecologici.

Il 9,7% della popolazione dimostra invece un’anima Culturale e ritiene prioritari gli interventi per rivitalizzare il centro storico e i quartieri, per favorire l’avvio di imprese culturali e le azioni volte a incrementare il turismo, lo sviluppo di un polo museale e l’organizzazione di grandi eventi culturali. Il gruppo è composto in particolare dai residenti in città, da laureati e principalmente da impiegati-tecnici e lavoratori autonomi. Il 6,5% dei rispondenti pone in rilievo il tema Loisir, attraverso la richiesta di mettere a disposizione le sedi delle circoscrizioni agli abitanti dei quartieri, l’educazione allo sport e lo sviluppo di strutture sportive pubbliche. Per la maggior parte il gruppo si compone di cittadini con più di 50 anni, con la scuola dell’obbligo e di casalinghe.

L’8,5% del campione, invece, può essere definito Inclusivo, dimostra infatti interesse per le azioni rivolte al sociale (ad esempio: l’integrazione culturale, il registro delle unioni civili, l’ostello notturno per i senza dimora, il recupero degli alloggi sfitti e l’apertura di luoghi d’incontro per le donne) ed è composto da lavoratori manuali, disoccupati e pensionati. Una quota inferiore (il 6,4%) può essere definita Welfarista (la fascia della popolazione tra i 40-49 anni e gli impiegati-tecnici), in relazione alla richiesta di maggiori aiuti alle famiglie in difficoltà economica, politiche per lo sviluppo e sostegno al lavoro, la conciliazione degli orari della famiglia e del lavoro e migliore qualità dei servizi per anziani e disabili.

Sette cittadini su cento (il 6.9%) individuano in Trasparenza e Sicurezza i principi su cui puntare per lo sviluppo futuro della Città. Gli ultra-cinquantenni, i residenti in periferia, chi possiede l’obbligo scolastico, casalinghe e pensionati richiedono un bilancio comunale più comprensibile, tributi più equi, potenziare il servizio di polizia di quartiere e la promozione dell’educazione stradale.

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Al profilo Formativo appartiene il 4,6% dei cittadini che si riconosce tra chi pone particolare attenzione all’integrazione scuola-lavoro e al sostegno economico alle scuole, non a caso si tratta di studenti e di giovani con meno di 29 anni. Infine, il 4,3% dei trevigiani (gruppo composto da studenti e casalinghe soprattutto) è accomunato nel definire strategico il Network, quindi: la connessione internet nelle scuole, il wi-fi gratuito in città e il sostegno economico alle scuole.

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