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Il Centro di recupero animali selvatici di Treviso riparte a pieno ritmo

Giovedì mattina la firma della convenzione tra Provincia di Treviso e l'associazione Progetto Riccio Europeo. Il commento di Andrea Zanoni: «Associazioni unite per un fine importante»

E’ stata sottoscritta giovedì mattina, presso gli uffici del Servizio Protezione civile, caccia, pesca, agricoltura e polizia provinciale della Provincia di Treviso, la convenzione con la quale l’Ente pubblico affida il servizio di recupero e cura degli animali selvatici feriti ai sensi dell’articolo 5 della L.157/92, all’associazione Progetto Riccio Europeo. Si tratta di un evento epocale, per la prima volta, infatti, il servizio dedicato agli animali selvatici viene affidato a un’associazione ambientalista che si adopererà per garantire le cure adeguate, la rimessa in libertà oppure la detenzione fino a morte naturale, nel caso in cui siano riscontrate gravi menomazioni che rendono impossibile la vita in natura degli animali selvatici recuperati.

Per poter assolvere a questo importante incarico, che richiede competenze specifiche e grande impegno di personale, l’associazione Progetto Riccio Europeo si avvarrà del supporto dei dottori Benini e Vecchiato, veterinari esperti in animali selvatici e dei volontari delle maggiori associazioni presenti sul territorio provinciale: LAV, LEIDAA, OIPA, WWF e con l’appoggio inoltre della LIPU. L’accordo sottoscritto con la Provincia di Treviso prevede che le associazioni opereranno per i prossimi quattro mesi, garantendo una reperibilità telefonica di quattordici ore per ogni giorno della settimana e l’intervento tempestivo su tutto il territorio provinciale e comunque non superiore alle venti ore.

“Siamo consapevoli che ci attende un grande lavoro e un notevole impegno – dichiarano i rappresentanti di LAV, LEIDAA, OIPA, PRE e WWF – soprattutto in questo periodo che coincide con la stagione riproduttiva della maggioranza degli animali selvatici, ma siamo anche certi che l’entusiasmo dei nostri volontari unito alla professionalità dei nostri veterinari, potranno assicurare dignità e vita a tanti animali altrimenti destinati a sofferenza e morte”.

Da oggi quindi saranno le associazioni a rispondere al numero unico del CRAS 320.4320671 al quale confluiscono le chiamate dei cittadini che rilevano la presenza di animali selvatici in difficoltà sul territorio provinciale. La rete dei volontari delle associazioni, diffusa su tutto il territorio provinciale, provvederà a prendere in carico il caso nel più breve tempo possibile, compatibilmente con altri interventi contemporanei, così da garantire soccorso e cure tempestive nel pieno rispetto del benessere degli animali.

Il commento di Andrea Zanoni

«La ripartenza del Centro recupero animali selvatici, di Treviso, gestito per la prima volta da un gruppo di associazioni ambientaliste, è una bellissima notizia: è importante che in queste strutture ci siano volontari che hanno una vera passione per gli animali e per la loro tutela. Purtroppo non è sempre così. Faccio le mie congratulazioni all’associazione capofila Progetto Riccio Europeo e alle altre realtà che collaboreranno, Lav, Leidaa, Oipa, Wwf e Lipu; è meraviglioso vedere tutte le associazioni ambientaliste ed animaliste unite  per un così importante fine». Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico, esprime con queste parole la propria soddisfazione per la convenzione siglata con la Provincia di Treviso.

«Questi centri sono previsti dalla legge nazionale del 1992 sulla protezione della fauna selvatica che è patrimonio indisponibile dello Stato e quindi della collettività: sono fondamentali ma il loro ruolo non è sufficientemente valorizzato. Ogni anno sono contattati da migliaia di cittadini perché la casistica degli interventi è ampia: animali abbandonati, oppure investiti in strada o feriti da mezzi meccanici agricoli, nidiacei senza genitori perché predati, solo per citare alcuni casi. Nel bellunese, ad esempio, manca il Centro di recupero, con le gravi conseguenze che abbiamo visto nei mesi scorsi. Come gruppo - sottolinea Zanoni - ci siamo sempre mossi per chiedere un maggiore supporto e più fondi, con emendamenti e interrogazioni. Le risorse garantite dalla Regione sono insufficienti anche per assicurare gli interventi di pronto soccorso, previsti dalla legge: nell’ultimo bilancio avevamo chiesto uno stanziamento di 350mila euro per il funzionamento dei Cras, ricevendo il ‘no’ della maggioranza. Siamo al paradosso: vengono dati molti più soldi alle associazioni venatorie, 900mila euro, impiegati in discutibili convegni antibracconaggio anziché a questi centri»

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