Nuovo supermercato a San Paolo: «Il quartiere non ha bisogno di altro cemento»

I Verdi di Treviso: «La costruzione di un supermercato in un’area verde di 2500 mq finora incontaminata è un esempio di pessima pianificazione urbanistica»

Il cartello posizionato e poi forse rubato

«Un grande striscione con scritto "No supermercato" piantato nel mezzo di un prato: gli abitanti del quartiere San Paolo di Treviso si stanno attivando contro l’ennesimo, superfluo, intervento di cementificazione selvaggia nei pressi di viale Francia. »In un tempo in cui il Covid sta mettendo in ginocchio le economie di piccola scala le Istituzioni insistono nel promuovere scelte che nuocciono all’ambiente e ai cittadini. Considerata la moria di capannoni industriali che vengono abbandonati altrettanto rapidamente come vengono costruiti, prevedere la costruzione di un supermercato in un’area verde di 2500 mq finora incontaminata è un esempio di pessima pianificazione urbanistica: significherebbe infatti promuovere un ulteriore e dannoso consumo di suolo, in una zona già martoriata dalla cementificazione compulsiva e senza freni». A dirlo sono Daniele Tiozzi e Elisa Casonato, Co-Portavoce Federazione dei Verdi Europa Verde Treviso.

«Le conseguenze sarebbero molteplici. Dal lato dei danni ambientali abbiamo: l'impermeabilizzazione del suolo che impedisce il corretto drenaggio delle acque, la perdita di biodiversità, la diminuzione della capacità di assorbimento di Co2, l'aumento della temperatura ambientale dovuto al riscaldamento delle superfici asfaltate, l'impoverimento del suolo circostante, l'irreversibilità, l'inquinamento relativo all'esercizio dell'attività economica nonché all'aumento di traffico stradale per trasporto merci - continuano i Verdi di Treviso - Dal lato dei danni economici c'è invece la competizione impari con attività economiche locali impreparate a sostenere la concorrenza della grande distribuzione organizzata e la competizione territoriale con altri supermercati vicini che innesca una guerra dei prezzi con conseguenze sulle scelte di sostenibilità dei prodotti e della giusta retribuzione dei lavoratori. A ulteriore riprova dell’insensatezza del progetto, basti segnalare la presenza in loco di almeno altri tre supermercati che distano non più di 2 km dalla zona interessata».

Ilaria Torresan, Federico Cappellesso, Stefano Dall'Agata e Francesco Negro di Verdi Europa Verde Treviso: «E’ davvero evidente che un supermercato in più non fornirebbe un servizio utile ai cittadini del quartiere, piuttosto innescherebbe una serie di problematiche legate all'occupazione: creazione di nuovi posti di lavoro a condizioni precarie, con contratti a termine tipici della GDO nonché mansioni alienanti, fagocitando al contempo le realtà lavorative degli esercizi di vicinato. Nuove aperture andranno ad incidere negativamente sulla redditività per metro quadro, aumentando il rischio di impresa e mettendo a rischio le attività già avviate, in un territorio in cui la metratura commerciale presenta già segni evidenti di saturazione».

«Le alternative etiche, responsabili e sostenibili a questo ennesimo scempio esistono - continuano i Verdi - Basti pensare alla riqualificazione di zone già precedentemente antropizzate. Noi dei Verdi Europa Verde di Treviso faremo sentire le nostre voci insieme a quelle dei cittadini del quartiere, affinché le proposte di impiego sostenibile dell’area non rimangano inascoltate». Una protesta, quella dei Verdi, che evidentemente ha dato fastidio a qualcuno visto che il cartello piazzato in zona piscine è improvvisamente scomparso: «Era stato posizionato vicino alla rotonda delle piscine a sostegno della contrarietà del territorio ad un nuovo supermercato - racconta il comitato del quartiere di San Paolo - Pare che sia stato rimosso. Non è però rimossa la contrarietà ad un nuovo supermercato. I quartieri San Liberale, San Paolo e Santa Bona hanno tante necessità ma non di un supermercato».

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