Pista ciclabile di Viale Vittorio Veneto, i ciclisti: «Sbagliato eliminarla»

L'associazione ciclistica Fiab Treviso commenta con perplessità e toni duri l'annuncio del sindaco Conte di voler rimuovere la pista ciclopedonale del capoluogo di Marca

In foto la ciclabile di Viale Vittorio Veneto

È di questi giorni la notizia che l'amministrazione comunale intenderebbe demolire la ciclabile di Viale Vittorio Veneto. Una notizia che Fiab Treviso ha commentato con queste parole: «Certamente quella ciclabile non è mai stata particolarmente benvoluta: stretta e alquanto pericolosa, con cordoli traditori, tanto che più di qualche ciclista è finito nel fosso. E gli ultimi tentativi di rimediare ad un lavoro evidentemente fatto da chi in bicicletta non ci va tanto, istituendo due sensi di circolazione per le bici, uno sul vialetto pedonale (tra l'altro contro-intuitivo, in quanto bisogna tenere la sinistra) non hanno fatto altro che aumentare la confusione. Ma da qui a volerla semplicemente abolire, “razionalizzando” il traffico (leggi dando ancora più spazio alle macchine) oltre che uno spreco di denaro pubblico, ci sembra un approccio sbagliato alla questione.

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Il sindaco dice di voler spostare la pista altrove, ma ci sembra che costringere le persone a prendere altre strade, senza tener conto che storicamente, la gente ha sempre fatto i passeggi per spostarsi tra Santa Maria del Rovere ed il centro, molto probabilmente non farebbe altro che rendere più pericolosa la circolazione delle persone che, ci scommettiamo, continuerebbero a pedalare sui passeggi, secondo un principio ben noto a chi si occupa di mobilità in contesti urbani, il “desire path”. Fiab Amici della Bicicletta di Treviso in questi mesi ha, come sempre, sistematicamente girato per le ciclabili della città, rilevando che lo stato della rete ciclabile è increscioso, oltre che pericoloso. Girare in bicicletta per Treviso richiede molto sangue freddo. Da ottobre ormai, la ciclabile tra via 33° Artiglieria e la Feltrina è interrotta perché il ponticello danneggiato non è stato ripristinato. Si è costretti ad attraversare la Feltrina in un punto non protetto. La ciclabile lungo Viale Fratelli Bandiera andando verso la stazione è da brivido:le macchine ci vengono incontro sparate, a proteggerci solo una sbiadita striscia gialla per terra. Se siamo sopravvissuti alle auto che prendono allegramente le curve, però, non bisogna abbassare la guardia: si piega a destra passando su buche e cordoli, e se non si sta attenti, o se ha piovuto, si rischia di cadere. Stessa esperienza da brivido lungo la ciclabile da Via Roma che, di fronte alla stazione, per non si sa bene quale motivo, sbuca fuori in strada, andando incontro alle macchine. La ciclabile in via San Girolamo, andando verso Piazza Matteotti, che almeno una volta aveva un minimo di separazione con la sede stradale, versa ora in condizioni pietose. Non parliamo poi di chi si sposta tra Fiera e il centro: il sottopasso di Viale IV Novembre è un classico esempio di ciclabile che finisce nel nulla, inghiottita da un buco nero, dove spesso i ciclisti vengono urtati dalle macchine, che nemmeno si sognano di rallentare. Da anni si parla di un ponte ciclabile parallelo al Ponte della Gobba per il collegamento tra il centro ed il Ca' Foncello. Forse sarebbe il caso, invece di spendere soldi per demolire l'esistente, per quanto imperfetto, di occuparsi di tutto quanto c'è ancora da fare, anche solo in termini di manutenzione, per non parlare di collegamenti con le scuole, la stazione, le periferie. Sarebbe davvero bello se i soldi stanziati per una demolizione, venissero invece spesi per la manutenzione ed il miglioramento della rete ciclabile cittadina. Il miglioramento dell'aria, della salute e della vita di noi tutti passa necessariamente attraverso l'incentivazione di una mobilità attiva e sostenibile. C'è molto da fare - conclude Fiab Treviso - anche solo per implementare i percorsi che si stanno delineando con PUMS (su cui attendiamo trepidanti notizie), BiciPlan, PAESC. Vogliamo poi parlare degli automobilisti che parcheggiano sulle ciclabili? Diciamo solo che sarebbe auspicabile che i vigili mostrassero la stessa solerzia mostrata nel rimuovere le biciclette parcheggiate fuori dagli spazi consentiti di fronte alla stazione, operazione pur encomiabile per l'evidente disagio arrecato, anche nel punire chi costringe i ciclisti a scansare le macchine parcheggiate sul proprio percorso, con pericoli evidenti. Conosciamo più di qualche ciclista, oltretutto, che essendosi azzardato a protestare, magari nei pressi di qualche scuola all'orario di uscita, è stato pressoché linciato. Ahimè, parlare di “dieta del traffico” in una città, ed in una regione, così piegata allo strapotere delle auto, sembra davvero fantascienza: ma occorre seriamente ragionare sulla mobilità attiva, da cui una pianificazione e gestione razionale della rete ciclabile non può prescindere».

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