Nuovo scuola di Biadene: si punta ad una struttura "nel bosco" e a contatto con la natura

Il progetto prevede diversi padiglioni immersi nel verde per un ambiente vivace dove interni ed esterni generano spazi educativi accoglienti e inclusivi

Il render del futuro patio (credit Mario Cucinella Architects)

Nelle scorse ore è stato presentato a Montebelluna il progetto definitivo per il nuovo plesso scolastico di Biadene, il quale unificherà le scuole Baracca di Biadene e Manzoni di Pederiva. La scuola si integra così al contesto, articolandosi in padiglioni immersi nel verde proprio come se fosse una vera e propria casa nel bosco, o meglio una scuola nel bosco, dove gli alunni crescono a diretto contatto con la natura, stimolati da un ambiente vivace dove interni ed esterni generano spazi educativi accoglienti e inclusivi che mettono al primo posto il benessere degli studenti, ma anche degli insegnanti e della comunità.

Spiega il sindaco di Montebelluna, Marzio Favero: «Noi siamo partiti da un’esigenza che va denunciata nella sua brutalità: realizzare una scuola che fosse a norma sismica e rispondente alle esigenze della sicurezza, ma che contemporaneamente si offrisse come spazio qualificato per lo sviluppo di una comunità educante, tenendo conto che gli alluni a quell’età hanno una forma di pensiero che si nutre anche del rapporto dell’ambiente naturale. E’ stata una fortuna per noi incrociare lo Studio Cucinella che è di rango internazionale. L’intesa è stata immediata e il Comune, in qualità di committente, ha posto due obiettivi, che dovrebbero essere sempre presenti nell’elaborazione di un progetto architettonico: la verità e l’autenticità. Un edificio è vero quando risponde all’insieme dell’esigenze di chi lo dovrà fruire, non solo quelle più strettamente funzionali ma anche quelle simboliche ed estetiche. L’autentica si ha quando il progettista esprime la propria cifra costruttiva dopo averla mediata col committente».

«Credo che il risultato raggiunto con questo progetto sia di grande interesse: abbiamo rinunciato al modello classico della scuola-monumento o scuola-caserma e puntato piuttosto alla logica di campus: un edificio con un solo piano, sicuro dal punto di vista antisismico, articolato in più padiglioni immersi in un futuro boschetto che richiama la continuità col contiguo Bosco del Montello - continua il sindaco - Ma è stata nostra preoccupazione anche aumentare l’area verde a disposizione dei giovani: quindi non solo l’impianto polivalente già esistente non viene toccato dal progetto, ma viene piuttosto ampliato con l’introduzione di un campetto di calcio ad accesso libero e la realizzazione di una palestra idonea per essere usata al pomeriggio anche per gli allenamenti di basket della polisportiva di Biadene Il risultato è frutto anche del dialogo coltivato con la scuola e con il Comitato civico: è un risultato all’altezza delle aspettative. La giunta lo ha approvato nei giorni scorsi, entro l’estate si chiuderà l’esecutivo per andare poi in gara».

Da un lato, questa nuova architettura si configura come un luogo di apprendimento a 360° gradi e, dall’altra, diventa una nuova importante polarità del contesto urbano, dando vita a un vero e proprio nuovo quartiere che si integra perfettamente sia nel tessuto urbano che in quello naturale attraverso una serie di servizi e strategie, come l’uso di materiali come il legno e la piantumazione di nuova vegetazione in continuità con il paesaggio naturale. Il nuovo polo scolastico è costituito da sei volumi dal disegno essenziale e dalle differenti funzioni che si sviluppano su un unico livello e si dispongono organicamente attorno ad un agorà centrale. Ogni blocco per la didattica ospita un laboratorio e quattro aule che sono in stretta relazione con il giardino esterno grazie ad una loggia pensata come estensione open air dello spazio per l’insegnamento che può essere adibita ad attività di tipo diverso a seconda delle necessità del percorso formativo.

L’intervento è fortemente caratterizzato dai numerosi spazi verdi, come il giardino - dotato di aree boscate e di un orto didattico – e aperti come il cortile centrale e il piazzale di ingresso, che diventa una vera nuova piazza di quartiere per tutta la comunità scolastica. Ognuno di questi spazi, come tutti gli spazi interni, è pensato in ogni dettaglio perché funzioni effettivamente come un terzo educatore e diventare una prosecuzione dell’ambiente circostante sia naturale che urbano. «La scuola non è solo un involucro dove i ragazzi vanno, ma l’architettura sta dicendo qualcosa a quegli studenti. Sta dicendo soprattutto che ci stiamo prendendo cura di loro. Anche perché mediante l’architettura dobbiamo dare il senso ai ragazzi che stiamo occupando del loro futuro, e che lo stiamo facendo attraverso la costruzione dello spazio, di quei luoghi educativi nuovi di cui hanno bisogno» afferma Mario Cucinella.

L’intero processo di redazione del progetto, infatti, ha tenuto al centro di ogni scelta il bambino, il suo benessere emotivo e il rispetto delle necessità di ogni fase evolutiva della sua crescita fisica e psicologica. La qualità degli spazi del nuovo polo scolastico si estrinseca in modo particolare nella possibilità di usufruire di ambienti che tengano conto dei molteplici aspetti collegati alla crescita fornendo i corretti stimoli per tutte le sue fasi. Tutto questo portato di conoscenza si declina architettonicamente nella forma degli spazi, nella loro organizzazione, nell’insieme delle percezioni sensoriali legate alla luce, ai colori, alle sonorità, alle suggestioni tattili; elementi che rimangono nella memoria del bambino e che ne favoriscono lo sviluppo e la crescita.

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