Glifosato bandito dal Consorzio del prosecco Conegliano Valdobbiadene

Si tratta del risultato di un lungo e preciso lavoro sinergico e di grande cooperazione tra amministrazioni locali dei 15 Comuni della Denominazione e il Consorzio di Tutela

Un vigneto

Il Prosecco di Conegliano Valdobbiadene dice 'no' all'uso del glifosato. É stata presentata a Treviso la nona edizione del Protocollo Viticolo, il documento che propone e promuove un sistema virtuoso di difesa integrata della vite e che è giunto al suo traguardo più rilevante: quest'anno, infatti, è l'anno della messa in atto del divieto di uso del glifosato, sebbene le normative italiane ed europee ne consentano ancora l'impiego.

Il Conegliano Valdobbiadene è la più estesa zona in Europa che ha vietato l'uso della sostanza chimica più discussa degli ultimi anni, che continua ad essere utilizzata in moltissime aree agricole italiane ed europee. Si tratta del risultato di un lungo e preciso lavoro sinergico e di grande cooperazione tra amministrazioni locali dei 15 Comuni della Denominazione e il Consorzio di Tutela. Come di consueto la presentazione del Protocollo è anche l'occasione per il Consorzio di Tutela di fare un punto sui risultati raggiunti, ma anche di volgere lo sguardo al futuro e di interrogarsi sulle prossime attività. «Questa edizione del Protocollo Viticolo riveste per noi una grande importanza -afferma Innocente Nardi, Presidente del Consorzio di Tutela- Innanzitutto perché il divieto dell'uso del glifosato rende sempre più necessarie le nostre indicazioni alle aziende circa la gestione alternativa del vigneto, come ad esempio lo sfalcio meccanico. Ma soprattutto consideriamo il no al glifosato, imposto dalle amministrazioni della Denominazione, un traguardo raggiunto grazie al dialogo costante tra il Consorzio e queste ultime».

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Commenti (1)

  • Avatar anonimo di Veneto
    Veneto

    Si, e' un piccolo passo avanti ma il divieto di usare glisofati ed altri prodotti inquinanti dovrebbe essere esteso a tutto il Veneto per non dire l' Italia. Certo che per comprendere la pericolosita' di certi prodotti ci sono voluti anni e nel frattempo l' ambiente e' stato devastato e rasi al suolo boschetti planiziali, siepi, etc., privando gli animali selvatici del loro ambiente naturale. E questo sarebbe amore per la natura? Purtroppo di mezzo c'e' sempre il DIO denaro.

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