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Siepe di “piantata trevigiana” a rischio in Fonderia, Calesso: «Il Comune verifichi»

L'esponente di di Coalizione Civica per Treviso: «La consistenza della piantata si sarebbe ridotta ormai di oltre un terzo rispetto ai duecento metri lineari presenti fino a qualche anno fa»

La siepe al centro della polemica

«All’interno del terreno di proprietà comunale in zona Fonderia, utilizzato dalla sezione di Treviso del Tiro a Segno Nazionale, è presente un pregiato filare di "vite maritata", la tipica “piantata trevigiana” che alterna alberi a sostegno delle viti interposte tra loro. La “piantata” in questione è formata da aceri, bagolari, gelsi e vite fragola, ha almeno 150 anni di vita, è sopravvissuta anche alle due guerre mondiali quando molti alberi vennero abbattuti per far fronte alle necessità di riscaldamento - dichiara Gigi Calesso di Coalizione Civica per Treviso - Mi viene segnalato che da alcuni anni la piantata starebbe cadendo in degrado a causa della carenza di manutenzione a cui chi utilizza l’area sarebbe tenuto secondo la convenzione sottoscritta con il Comune, manutenzione di cui gli uffici comunali, quindi, dovrebbero verificare la corretta e costante esecuzione».

«Alcuni degli alberi che formano la piantata sono catalogati come piante di interesse storico, altri no (e non si comprende bene il motivo di questa “differenza di trattamento”) ma è il filare nel suo complesso che andrebbe adeguatamente salvaguardato, appunto come esempio di quella “piantata trevigiana” che è una delle caratteristiche peculiari del nostro territorio agricolo, molto presente fino a qualche decennio fa ma la cui consistenza è rapidamente diminuita negli anni successivi. Tra l’altro, il regolamento vigente nel nostro Comune per la salvaguardia del patrimonio arboreo impone obblighi molto precisi, appunto, per la manutenzione e la tutela degli alberi e delle piante tanto più se di interesse storico» continua Calesso.

«Secondo quanto mi viene riferito, la consistenza della piantata in Fonderia si sarebbe ridotta ormai di oltre un terzo rispetto ai duecento metri lineari presenti fino a qualche anno fa e la situazione di insufficiente manutenzione se non di incuria sarebbe già stata ripetutamente segnalata gli uffici comunali senza però alcun risultato, almeno apparente - chiosa Calesso - Non sarebbero mancati neppure interventi particolarmente invasivi, risoltisi nella distruzione di alcune piante, e anche questo è stato segnalato agli uffici comunali. Ci sarebbero state anche delle offerte da parte di persone interessate di “adottare” il filare per curarne la manutenzione ma anche in questo caso l’amministrazione non avrebbe dato risposta».

«Chiedo quindi all’Amministrazione comunale di effettuare le necessarie verifiche sullo stato della siepe in questione e, se necessario, di provvedere perché vengano effettuati costantemente i necessari interventi di manutenzione ordinaria (e quelli straordinari che dovessero rivelarsi necessari) per preservare dal degrado un ambito che rappresenta un pezzo, pur piccolo, della storia e dell’identità rurale della città. Se per la salvaguardia della piantata, inoltre, dovessero rivelarsi necessari interventi che, per le loro caratteristiche e il loro costo, non sono di competenza di chi utilizza l’area, dovrebbe essere il Comune stesso a farsene carico. Piantare nuovi alberi è sicuramente importante e necessario ma non lo è meno salvaguardare quelli già esistenti e che già svolgono gli importanti compiti di assorbimento delle polveri sottili e di raffrescamento che le nuove piantumazioni potranno sostenere solo tra qualche decina d’anni» conclude l'esponente di Coalizione Civica per Treviso.

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