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Un momento del sit-in

Un momento del sit-in

I giovani scendono in piazza per il clima: «Gli effetti degli squilibri termici sono apocalittici»

I militanti di Extinction Rebellion Treviso: «La crisi climatica non è una bufala, una storiella o un’opinione. Essa è realtà e dobbiamo convivere con questo fatto»

«Oggi è il quinto anniversario dalla sottoscrizione degli Accordi di Parigi! Cinque anni fa i Paesi membri della conferenza hanno firmato a livello internazionale con il seguente impegno: contenere l'aumento della temperatura media globale ben al di sotto della soglia di 2 °C, e di limitare tale incremento a 1.5 °C, poiché questo ridurrebbe sostanzialmente i rischi e gli effetti dei cambiamenti climatici. Una differenza di due gradi, pur sembrando minima, ha difatti effetti disastrosi in grande scala. Basti pensare che ad oggi 1,1 °C in più ci ha portati ad assistere globalmente ad uragani, inondazioni, incendi senza precedenti e in Italia l’aumento di fenomeni alluvionali, è evidente». A dirlo sono i giovani militanti di Extinction Rebellion Treviso, scesi in piazza San Vito nella giornata di sabato per protestare contro i cambiamenti climatici,

«L’Accordo di Parigi ha individuato gli obiettivi e stabilito linee guida generali, ma in definitiva gli Stati che vi hanno aderito non sono vincolati né ad attuare azioni concrete e indispensabili per la transizione ecologica né a promuove le azioni politiche necessarie a raggiungere questi obiettivi. La prova dei fatti è che dopo cinque anni praticamente non si è fatto alcun passo avanti nel contenimento dell'aumento di temperatura. La crisi climatica non è una bufala, una storiella o un’opinione: essa è realtà e dobbiamo convivere con questo fatto. È irresponsabile e pericoloso ignorarla ed è di vitale importanza per noi che il nostro governo agisca subito concretamente affinché la transizione ecologica avvenga il più presto possibile. tutto questo anche perché le proiezioni indicano che, con i ritmi di emissioni odierni, gli effetti degli squilibri termici sono apocalittici, con carestie, siccità, migrazioni di massa dai territori più danneggiati, eventi meteorologici estremi quotidiani e conseguenti danni alla stabilità socio-politica. L’Italia tra le altre cose, con il suo fragile equilibrio con il bacino mediterraneo, risente in modo ancora più sensibile di tali effetti» concludono i manifestanti.

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