Vendemmia 2020 in Veneto: si preannuncia un'annata dalle grandi aspettative

Dal Veneto alle altre regioni vitivinicole italiane, ma anche in Francia e Spagna, ci sono le premesse per una buona stagione vitivinicola

Quest’anno ci sono tutti i presupposti per un’ottima vendemmia, che nel Veneto potrebbe raggiungere i 13 milioni di quintali, ma il meteo dovrà dare una mano perché da qui in avanti l’uva ha bisogno di giornate di sole, giuste temperature e buone escursioni termiche tra il giorno e la notte. Nei giorni scorsi, come abbiamo visto, non è andata proprio così: le piogge abbondanti che hanno interessato tutto il Veneto non sono affatto servite all’uva che sta maturando sulla pianta. Gli operatori vitivinicoli attendono così la stabilizzazione del meteo e il veloce ritorno delle calde giornate d’agosto. Va comunque sottolineato che finora il vigneto veneto ha goduto complessivamente di una stagione climatica ideale, che tradotto significa uve quasi ovunque sane e limitate malattie nelle vigne, ma i viticoltori sanno bene che non è certo questo il momento di abbassare la guardia.

Le primissime stime di produzione dell’annata vitivinicola 2020 sono state fornite giovedì mattina in occasione del “46° Focus sulle previsioni vendemmiali nel Veneto, nelle principali regioni vitivinicole italiane, in Francia e Spagna”, 2° evento del Trittico Vitivinicolo 2020 promosso da Veneto Agricoltura in collaborazione con Regione, Avepa, Arpav e CREA-VE, svoltosi sulla piattaforma ZOOM a causa delle restrizioni per Covid-19 e che ha visto la partecipazione di quasi 130 persone. “Se la vendemmia 2020 fa ben spera – ha ricordato in apertura dei lavori l’Assessore all’Agricoltura del Veneto – è altrettanto vero che poi il vino va venduto e, purtroppo, la crisi per Covid-19 non ha certo aiutato quest’anno il comparto e l’intera filiera. Dovrà essere compito di tutti, Regione Veneto inclusa, dedicarsi con forza ancora maggiore alla promozione nei mercati internazionali dei nostri vini di qualità. Per centrare questo obiettivo sarà però necessario operare in squadra, coinvolgendo quindi cantine, consorzi e Istituzioni”.

Da parte sua, il Commissario straordinario di Veneto Agricoltura, ing. Alberto Negro, ha ricordato quanto sia importante per il comparto vitivinicolo operare al fianco di tecnici preparati, in grado cioè di cogliere le sempre nuove esigenze del vigneto, determinate anche dai cambiamenti climatici. Come per altre produzioni agricole, anche la viticoltura dovrà sempre più puntare sulla ‘precisione agronomica’, e su questo fronte l’impegno di Veneto Agricoltura non mancherà, perché la ‘viticoltura di precisione’ rappresenterà sempre più un percorso irrinunciabile”. Vediamo ora, in estrema sintesi, quale è la situazione ad oggi nelle diverse aree vitivinicole del Veneto relativamente allo stato sanitario dei vigneti e alle previsioni di produzione quali-quantitative per i principali vitigni, dati analizzati giovedì mattina da Diego Tomasi del CREA-VE supportato da Francesco Rech dell’ARPAV-Servizio Meteorologico relativamente all’andamento meteo del primo semestre.

Treviso

Grazie alle ottimali condizioni meteo-climatiche fin qui registrate, a parte ovviamente le aree colpite da grandinate, si prevede in provincia di Treviso, principale polo vitivinicolo veneto assieme a Verona, una vendemmia con buona qualità uve. Per il vitigno Pinot Grigio si stima una riduzione di produzione del -15/-20% per effetto della scarsa fertilità delle gemme e di una approssimativa lignificazione dei tralci della precedente annata. Per il Glera si segnalano mediamente meno grappoli sulle piante ma gli stessi sono più pesanti, mentre la produzione è nella norma. Anche per Chardonnay e Pinot Bianco la produzione risulta essere nella norma, mentre per il Merlot dovrebbe essere in aumento del +10/+15% rispetto al 2019. Complessivamente si stima una produzione di 6.700.000 quintali di cui 6.000.000 di uve a bacca bianca e 700.000 a bacca nera. Va segnalato che i nuovi vigneti incideranno in modo marginale sulla produzione, considerato che nel 2019, rispetto al 2018, vi è stato un crollo di nuove superfici piantate.

Belluno

Vigneto: buone le condizioni fogliari e dei grappoli. Uva: i parametri organolettici dei frutti sono interessanti sia per la gradazione zuccherina che per la pigmentazione già avanzata sulle uve bianche precoci, mentre è in fase iniziale sulle rosse. E’ stimata una buona acidità ed un complessivo buon quadro aromatico. La vendemmia, stante l’attuale andamento climatico, si annuncia anticipata di una decina di giorni. Le belle fasi di fioritura e allegagione, salvo imprevisti, prevedono un aumento della resa di produzione di circa il 10% rispetto al 2019. Si stima, inoltre, un ulteriore incremento del 10% dovuto all’aumento di superficie vitata produttiva.

Padova e Rovigo

Nel complesso l’annata 2020 potrebbe raggiungere un livello qualitativo medio-alto, molto però dipenderà dall’andamento climatico del prossimo periodo. La siccità primaverile ha reso ottimale la fase di impollinazione, mentre le piogge di giugno/luglio hanno favorito una buona maturazione dei grappoli che risultano carichi. Il loro numero sulla pianta risulta essere inferiore rispetto alla scorsa vendemmia, ma questo aspetto è compensato dalla notevole dimensione. Relativamente ai vitigni Glera e Moscato Giallo si prevede quest’anno una produzione in linea con quella del 2019. Per il Pinot Grigio è previsto un +10% in pianura, mentre si hanno rese più contenute in collina; la siccità e le piogge degli ultimi mesi hanno infatti portato la pianta ad investire sui grappoli, generalmente di maggior dimensione e peso.

Relativamente al Merlot, si stima un calo -10/-12% (con una resa di circa 140 q/ha) rispetto al 2019 dovuto alla presenza di gemme ceche nella parte centrale degli archetti per le forme di allevamento Sylvoz e Capovolto. In provincia di Rovigo invece la produzione del Merlot è in linea con il 2019. Per il Raboso, nel 2020, nella la provincia di Padova la previsione produttiva della vendemmia 2020 è in linea con le produzioni 2019, mentre a Rovigo si segnalano produzioni abbondanti.

Venezia

L’annata sembra essere buona, anticipata rispetto al 2019, con uve che presentano un alto valore in sostanze zuccherine. La produzione complessiva, allo stato attuale, sembra essere inferiore rispetto a quella del 2019, in particolare per il Pinot. Nello specifico il Pinot Grigio potrebbe avere un decremento del –10% rispetto al 2019, mentre Chardonnay e Glera un incremento rispettivamente tra il +5% e il 10% e del +5%. Le uve a bacca nera risultano essere nelle medie stagionali senza picchi né cadute di produzione. Non si segnalano particolari focolai di oidio e prenonospora. Anche nel veneziano l’entrata in produzione dei nuovi vitigni non incide significativamente sulla resa complessiva. 

Vicenza

Essendo una vendemmia che si prospetta leggermente più tardiva rispetto agli ultimi anni, si presume che la maturazione delle uve possa avvenire in presenza di condizioni climatiche in grado di favorire caratteristiche compositive equilibrate a livello di bacca, favorite ad oggi dalla quasi totale assenza di particolari patologie fungine delle viti. Di conseguenza, sotto il profilo qualitativo si ritiene che la vendemmia 2020 possa raggiungere alti livelli. L’andamento meteo dei prossimi giorni sarà determinante per il buon prosieguo della stagione vegetativa. Sotto il profilo produttivo, l’imminente vendemmia potrebbe assestarsi su valori intermedi rispetto alle due precedenti campagne, mantenendosi in linea con la resa prevista dai disciplinari DOC. In linea di massima, rispetto al 2019, si stima per il Garganega e il Merlot un aumentano rispettivamente del +10% e del +5%, mentre Pinot Grigio e Glera potrebbero subire un calo rispettivamente -15% e del -10% rispetto al 2029. La produzione di Chardonnay, sempre rispetto allo scorso anno, dovrebbe invece rimanere invariata. Nell’area vicentina, l’incidenza dei nuovi impianti sulla resa complessiva è del 4%.

Verona

Considerato lo sviluppo vegetativo generale dei vigneti, il perfetto stato sanitario delle uve e, anche nelle zone collinari, l’assenza di stress da carenza idrica, si ritiene che l’aerea veronese – autentica locomotiva vitivinicola regionale assieme a Treviso - la vendemmia 2020 presenti tutti i presupposti per avere un elevato livello qualitativo delle uve, andamento meteo permettendo. Relativamente alle principali aree DOC scaligere si prevede una produzione di Pinot Grigio in calo del -20% rispetto al 2019; mentre per Chardonnay e altri vitigni precoci l’aumento dovrebbe essere del +5%; per il Soave e il Soave Classico si segnalano maggiori rispetto alla scorsa annata quantificabili tra il +10/+15%. Anche Bardolino e Custoza dovrebbero incrementare la produzione del +5/+10%, mentre Durello e Arcole del +10/+15%. Per quanto riguarda il Valpolicella, le rese massime del disciplinare produttivo saranno soddisfatte, tranne nelle aree che hanno subito pesanti grandinate (ricordiamo che nell’areale del Valpolicella classico nello scorso mese di giugno si è verificata una grandinata che ha distrutto parte delle produzioni e ad oggi non si hanno ancora le stime delle perdite). L’entrata in produzione dei nuovi vigneti interessa particolarmente il Pinot Grigio e i vitigni del Valpolicella, trapiantati in quantità importate prima dei blocchi di rivendica. L'incremento di resa rispetto al 2019 è stimato intorno al 10% ed è dovuto all'entrata in produzione dei nuovi vigneti e al favorevole andamento climatico.

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Il Friuli-Venezia Giulia dovrebbe raggiungere i 2,8 milioni di quintali di uva, la Provincia di Trento 1,2 mln/q e la Provincia di Bolzano 485.000 q. Da nord a sud in Italia si attende una buona vendemmia, come pure in Francia e Spagna, alle prese con problemi di giacenze. I dettagli previsionali delle diverse regioni sono comunque disponibili nei canali Social di Veneto Agricoltura.

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