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Il lago di Revine (foto di Fele Raffaele)

Il lago di Revine (foto di Fele Raffaele)

Zanoni (PD): «Laghi di Revine, si attuino tutte le misure di tutela ambientale necessarie»

Il consigliere regionale del Partito Democratico: ««Il mio auspicio è che finalmente questo parco d’interesse locale parta con le carte in regola istituendo l’ente gestore»

«Sostengo l’iniziativa del Comitato Marcia Stop Pesticidi per tutelare il parco Laghi di Revine, ma è necessario che i due comuni interessati, Revine e Tarzo, costituiscano l’ente di gestione, in modo da applicare le misure di tutela e poter accedere ai fondi dell’Unione europea». È quanto afferma Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico commentando la petizione in difesa del parco, nelle cui acque superficiali Arpav ha riscontrato la presenza di sostanze inquinanti come metalli pesanti e residui dei pesticidi, legate soprattutto alle attività agricole. 

«Le loro preoccupazioni sono anche le mie: dobbiamo difendere gli ecosistemi naturali, invece con l’espansione indiscriminata dei vigneti coltivati con l’aiuto della chimica di sintesi la situazione non può che peggiorare. Revine - spiega il vicepresidente della commissione Ambiente a Palazzo Ferro Fini - è un parco di interesse locale che però non ha ancora costituito l’ente di gestione, il soggetto che dovrebbe emanare un regolamento con tutte le misure per tutelare l’area. Finora i due Comuni hanno adottato solo il Piano ambientale: ritengo fondamentale e urgente uniformare le modalità di gestione del territorio del parco ed è perciò indispensabile la nascita dell’ente. Questo organismo consentirebbe inoltre di avere, oltre che la facoltà, la forza di accedere ai progetti Life dell’Unione Europea, da cui attingere i fondi per le norme di tutela già definite nel Piano ambientale; per la prevenzione di immissione di sostanze pericolose come ad esempio gli scarichi abusivi e le acque di scolo contaminate dai pesticidi come rilevato da Arpav, la bonifica del sito e la rinautralizzazione dell’ecosistema. La possibilità di usufruire di questi fondi è molto elevata, dato che il parco è un sito Rete Natura 2000 tutelato a livello comunitario come Zona speciale di conservazione e Zona di protezione speciale sia in base alla direttiva Habitat che alla direttiva Uccelli».

«Il mio auspicio - conclude Zanoni - è che finalmente questo parco d’interesse locale parta con le carte in regola istituendo l’ente gestore, al cui interno dovrebbero esserci non solo i rappresentanti delle amministrazioni locali, ma anche delle associazioni di tutela ambientale e di categoria, così come previsto per gli Enti parco regionali».

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