Allarme sanità, Cittadinanzattiva Veneto scrive al presidente Zaia

Giuseppe Cicciù, segretario regionale di Cittadinanzattiva, ha scritto al presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. Il tema è di interesse pubblico, poiché riguarda la sanità regionale; inoltre, è una sintesi delle opinioni di Cittadinanzattiva applicate al territorio veneto.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday

Signor Presidente,

grazie della Sua cortese lettera, sia per le parole che Lei ha riservato alla mia salute, bene prezioso che oggi lo è ancor di più; sia per la pronta risposta che lei riserva alle mie preoccupazioni, fatte a nome e per conto dei molti cittadini, che sono in questo caso utenti del Servizio Sanitario Nazionale, oggi preoccupati della situazione che la nostra regione, sta vivendo in materia di salute e ben- essere. Condivido il giudizio di molti che la nostra sanità è stata per anni un punto di eccellenza e di sicurezza. Questo grazie sia alla programmazione, alla professionalità e dedizione di gran parte delle persone che vi lavorano, ma anche grazie al forte senso di responsabilità e collaborazione dei cittadini veneti, abituati alla valorizzazione delle nostre Istituzioni e dei servizi da questa resi. Oggi, in una situazione pesante come quella pandemica attuale, con previsioni non rosee sia attuali che per il domani, che prevede una nuova convivenza con pandemie e la presenza di altre nuove malattie, in gran parte rare e permanenti; sia per un invecchiamento oggettivo della popolazione che richiede non solo una nuova prevenzione ma anche la gestione di patologie croniche, viene richiesto un nuovo sforzo, diverso e più impegnativo. Non basteranno a ciò le conoscenze e le intelligenze di un gruppo di persone dedicate, istituzionalmente. Ci vogliono altre energie, altre intelligenze e nuove persone. A chi viene data e riconosciuta una delega, essa non può essere intesa, come una delega ad operare senza limiti, ma come momento di sintesi. E’ necessario trovare nuove forme di coinvolgimento vero delle persone (cittadini) che sono gli stakeholder primari del Servizio Sanitario Italiano, sia a livello nazionale che regionale. Sarebbe stato utile, averlo fatto anche ieri, ma fino ad oggi abbiamo trovato, spesso, nei suoi collaboratori preposti, una "sordità" al limite di una pesante invalidità. Cittadinanzattiva non vuole controllare e indagare, ma vuole e deve partecipare alle scelte. Noi non siamo dei supponenti indagatori, bensì dei partecipatori delle opinioni delle persone, che direttamente sono state o lo sono, anche per loro sfortuna, fruitori dei Servizi Socio Sanitari pubblici. Lei saprà e riconoscerà che noi, da anni, redigiamo un "Report Annuale PIT Salute" che riporta l'opinione di 25/30mila persone, venute, in modo spontaneo, a raccontarci le loro problematiche rispetto ai servizi resi dalle Ulss. In tale report emerge, a grandissime linee, che c'è una sanità che ha qualità importanti in ambito medico. Si riconosce professionalità e dedizione. Dall'altra parte esiste una gestione pesante, burocratica, fatta di scarsa informazione e di richieste documentative spesso inutili e ripetitive. Una serie di cavilli, di "visti", che hanno la funzione del controllo. Questi per Cittadinanzattiva (associazione di promozione sociale che si occupa dei diritti di relazione della persone) sono vissuti come difficoltà di accesso ai servizi (diritti) stabiliti dalla legislazione nazionale e regionale. Queste "difficoltà" sono decisamente preclusive per l'accesso alle prestazioni, inficiando il valore dello stesso diritto. Per questo rinnoviamo l'esigenza, che (ri)diventa richiesta, di una nostra partecipazione alle grandi scelte istituzionali, come associazione che si occupa dei diritti di cittadinanza delle persone. Supportiamo e colleghiamo questa richiesta, oltre che ad una prassi consolidata e diffusa di collaborazione tra la nostra associazione e il Ministero della Salute (ultima in ordine di tempo la presenza del nostro segretario generale, Antonio Gaudioso, nel Comitato di Sorveglianza sul vaccino anti Covid) e con diverse Regioni o Asl italiane; anche per quanto indicato e disposto dalla Costituzione Italiana agli articoli 32 e 118-ultimo comma della Costituzione e dalla legge 833, articolo 1, dove esplicitamente si cita che le "associazioni di volontariato (quello che siamo noi) possono concorrere ai fini istituzionali del Servizio Sanitario Nazionale nei modi e nelle forme stabilite dalla presente legge". Per questo e ad essa è collegata la recente decisione della Corte Costituzionale Italiana ( delibera n 1/2020) che riconosce alla associazioni non profit, come la nostra, il diritto di intervenire con memorie o appunti su temi di interesse sociale e collettivo. Infine, non ultimo, rifiutiamo l'idea che ogni tanto è stata balenata, anche dai suoi uffici o collaboratori, che nelle consultazioni i cittadini sono consultati tramite altre sigle sindacali o professionali. Queste ultime lo fanno in nome e per conto della professionalità e del ruolo sociale delle persone. Questa modalità, signor Presidente, è sbagliata e inaccettabile. Un'ultima considerazione, con riferimento alla attività del privato, che opera in complementarietà con il pubblico. Il nostro riferimento è alla necessità di intervenire nel territorio veneto in modo mirato e con servizi di prossimità e allora crediamo che erogare risorse ai privati che si avvalgono delle convenzioni con la Regione possa colmare lacune che il pubblico non può realizzare. Si pensi ad esempio alle terre alte del Bellunese e alle zone agricole del basso Veronese e di Rovigo. Non facciamoci vanto di essere quelli che spendiamo di meno per le attività in convenzione, bensì utilizziamo al meglio questo strumento per raggiungere comunità che fino ad ora sono rimaste abbandonate, a chilometri di distanza dalle loro sedi abituali. La ringrazio ancora per la Sua attenzione. Mi scuso qualora Lei ritenga sia stato prolisso, ma il tema è decisamente importante, e purtroppo date le limitazioni operative, anche per i diritti che sono fortemente condizionati dalle regole anti pandemiche, non ci resta che questo modo di relazionare per una reciproca informazione. Ciò detto, qualora fosse possibile e nei modi opportuni, siamo a Sua disposizione o a quella del Direttore della Sanità, dottor Luciano Flor, per una interlocuzione diretta. Cordiali saluti.

Giuseppe Cicciù - segretario generale Cittadinanzattiva Veneto

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