Emozioni scoperte: svelato il libro del laboratorio di scrittura del Ca' Foncello

Trenta gli autori del volume, curato da Marta Bellè e Luca Pinzi e illustrato da Carla Felicetti. La presentazione alla cittadinanza organizzata per la fine di gennaio

“Emozioni scoperte” è il nuovo libro curato da Marta Bellè, Carla Felicetti e Luca Pinzi e scritto con il contributo di 28 autori che hanno partecipato ai corsi di scrittura autobiografica svoltesi nell’ultimo triennio al Ca’ Foncello grazie al servizio di psicologia ospedaliera dell’ospedale del capoluogo trevigiano.

Un progetto di Ulss 2 Marca trevigiana sostenuto dall’iniziativa “Campagna Amica in città” di Coldiretti Treviso. Il volume presenta una trentina di scritti che rispondono a diversi esercizi di scrittura e che sono stati realizzati nel corso dei vari laboratori tenuti dal giornalista Luca Pinzi, specializzatosi negli anni proprio nella scrittura autobiografica dopo il proprio percorso di malattia, affiancato da Marta Bellè, psicologo-psicoterapeuta del servizio di psicologia ospedaliera dell’Ulss 2.  Inoltre, il volume è impreziosito dai disegni di Carla Felicetti, grafica e illustratrice, che ha interpretato le emozioni dei vari contributi del libro. Prefazioni a cura del direttore generale Francesco Benazzi e del direttore del servizio di psicologia ospedaliera, Massimo Prior. «Emozioni scoperte è il titolo che diventa la perfetta sintesi di ciò che succede nei nostri laboratori di scrittura dove avviene la fondamentale la lettura di noi stessi tramite quella dei testi che scriviamo, ma soprattutto che condividiamo con i nostri compagni di viaggio – spiega Luca Pinzi – I gruppi si cementano facendo nascere dei veri capolavori dove le persone hanno piena libertà di esprimersi. A volte si trova il coraggio di scrivere delle proprie emozioni senza veli, appunto scoperte, ma altre volte emergono parole che ci fanno scoprire e meglio identificare i nostri stati d’animo messi a dura prova dalla malattia che toglie ma anche dona».

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La malattia irrompe nella vita delle persone in maniera improvvisa, impattando non solo sulla salute fisica, ma anche sul nostro funzionamento emotivo, sociale e spirituale. Il trauma psichico a volte può fungere anche come spinta al cambiamento come crescita personale. In tal senso, la malattia funge da catalizzatore per cambiamenti psicologi positivi nella percezione di sé, delle relazioni interpersonali e delle priorità della vita: «Su questo presupposto si basa l’inserimento del laboratorio di scrittura autobiografica all’interno della presa in carico psicologica. Pensiamo la scrittura possa essere un’opportunità per i nostri pazienti, per poter ordinare ed elaborare pensieri ed emozioni, alla ricerca di un nuovo adattamento, frutto della crescita personale – spiega Marta Bellè - Il Servizio di Psicologia Ospedaliera dell’Ulss 2 prende in carico pazienti, che per problematiche organiche, afferiscono ai vari reparti ospedalieri. L’invio dei pazienti avviene su decisione del personale medico che individua i pazienti con maggior distress psicologico e/o con variabili che li espongono a maggior rischio psicologico ad esempio la giovane età, l’avere in carico figli minori oppure precedente psicopatologia. Dopo un ciclo di colloqui individuali, vi è la possibilità di partecipare a delle attività di gruppo complementari come ad esempio il laboratorio di scrittura autobiografica, su indicazione dello psicologo-psicoterapeuta che ha in carico il paziente. La scrittura è un intervento psicosociale con l’obiettivo della riduzione del distress psicologico».«Cosa significa fare Sanità se non curare nell’accoglienza e nell’ascolto – sottolinea Francesco Benazzi nella prefazione al libro - Ogni giorno nei nostri ospedali, strutture sanitarie, territori si sviluppano molteplici incontri tra professionisti, volontari e persone bisognose di cure e di relazioni sane dove l’ascolto attivo diventa anche partecipativo di un percorso di guarigione. Questo libro è l’esemplificazione di questi processi virtuosi che le nostre strutture e il tessuto economico e sociale della Marca trevigiana sanno mettere in campo per il prossimo. Mi piace immaginare i numerosi incontri in cui gli autori dei bellissimi e profondi scritti di queste pagine erano intenti a scrivere, leggere, ridere e piangere assieme ai nostri Marta Bellè e Luca Pinzi, artefici di un progetto di scrittura autobiografica che si somma ai tanti indispensabili progetti che, per fortuna, numerose realtà associative organizzano per il bene di tutti». Il nuovo libro sarà presentato alla cittadinanza a fine gennaio. 

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