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La situazione a Ponte di Piave

La situazione a Ponte di Piave

Nubifragi, frane e allagamenti: Alta Marca sotto la morsa del maltempo

Dalla tarda serata di sabato, fino alle prime luci di domenica, i pompieri hanno eseguito decine di interventi per limitare quanto più possibile i danni provocati dal vento e pioggia

Una notte di lavoro intensa è quella che hanno passato i vigili del fuoco in tutta la provincia di Treviso, principalmente nell'Alta Marca trevigiana. Il meteo, infatti, a partire da sabato sera non ha mai dato tregua fino alle prime luci di domenica, lasciando dietro di sé una lunga sequela di danni ancora da calcolare. In ogni caso, ad essere state colpite maggiormente sono le zone di Cordignano, Vittorio Veneto e Fregona, oltre all'area del Fadalto, il bellunese, il vicentino e il veneziano, per un totale di ben 411 interventi in tutto il Veneto.

Ad avere la peggio però è stato proprio il territorio di Cordignano che è stato letteralmente sommerso dall'acqua a causa dell'esondazione del fiume Meschio stanotte verso le ore 4, tanto che molte famiglie hanno dovuto rifugiarsi ai piani superiori delle loro abitazioni in quanto scantinati e piani terra sono stati a lungo impraticabili a causa dell'alta acqua presente, soprattutto nella frazione di Pinè. Grossissimi disagi, poi, si sono verificato sia nella piazza centrale che in via Diaz, tanto che i vigili del fuoco hanno dovuto operare per ore, insieme alla protezione civile e ai cittadini, per liberare le strade dai detriti e dall'acqua. A causare la maggio parte dei danni, che il sindaco Biz stima in diverse centinaia di migliaia di euro, è purtroppo stato il cedimento di un tratto di argine "La Mura dell'Argine", senza contare che i tecnici regionali stanotte hanno registrato i livelli più alti negli ultimi 30 anni per gli idrometri e per questo il Comune invita "per emergenze i cittadini a chiamare i vigili del fuoco al numero 115 per le richieste di interventi, mentre il numero del municipio è 0438 779719".

A Vittorio Veneto, invece, si è verificata una prima frana sulla strada che porta in Cansiglio in zona Nove (dove sono caduti anche molti alberi e dove si è anche danneggiato in maniera importante il tetto dell locale stazione ferroviaria) mentre una seconda ha bloccato a lungo la Statale Alemagna. Danni poi anche in Fadalto e nell'area di Fregona nella quale i vigili del fuoco hanno dovuto evacuare una famiglia in località Breda e chiudere la strada che porta in paese, oltre a dover intervenire a Sottocastel per alcuni smottamenti. Chiusa anche poi la Statale 635 al San Boldo a causa di alcune piante sulla carreggiata, mentre a Nervesa della Battaglia il sindaco e i carabinieri hanno fatto evacuare, a titolo precauzionale, una coppia di gestori di un piccolo sito per ultraleggeri a causa del fatto che la pista era invasa dall'acqua e loro abitano lì vicino. E ancora, alle ore 9 a Salgareda il fiume Piave ha quasi raggiunto il livello di guardia.

E ancora, a Cappella Maggiore è esondato il torrente Caron allagando la piazza del paese mentre a Sarmede alcune abitazioni sono finite sotto acqua. A causa della caduta di un albero sono inoltre state interrotte la strada che conduce al castello di San Salvatore di Susegana e via Giovanni XXIII a Tezze di Vazzola. Infine, i danni causati dal maltempo stanno avendo impatto anche sul traffico ferroviario tanto che dalle 5.40 è sospesa la linea Belluno-Conegliano tra le zone di Vittorio Veneto e Ponte nelle Alpi, mentre da poco prima delle ore 9 sull’autostrada A27 Venezia-Belluno in via precauzionale è stato temporaneamente chiuso il tratto tra Fadalto e Belluno in direzione di Belluno, per consentire verifiche sul versante esterno al tracciato autostradale interessato nella notte da violenti nubifragi. Sul luogo dell'evento sono intervenuti le pattuglie della Polizia Stradale ed il personale della Direzione 9° Tronco di Udine di Autostrade per l'Italia. Per consentire la riapertura del tratto è già stata avviata la realizzazione di una corsia in deviazione. In tutta la provincia, però, tutti i Comandi dell'Arma del Comando Provinciale dei carabinieri di Treviso sono allertati e le pattuglie in circuito stanno monitorando la situazione dei principali corsi d'acqua.

Queste le parole del sindaco di Treviso, Mario Conte: «Sono vicino a tutti i sindaci del Zoldano, dell’Agordino, del Cadore e di tutte le zone di pianura che in queste ore stanno affrontando un’emergenza nell’emergenza a causa del maltempo. Alcune frazioni di comuni montani, purtroppo, sono isolate mentre altri comuni attraversati da fiumi (Piave, Meschio, Livenza...) stanno lottando contro il pericolo di allagamenti. Solidarietà a tutti i colleghi che stanno vivendo giornate di grande apprensione. Forza!»

Il bollettino meteo dell'assessore regionale Bottacin

"Previste precipitazioni specie sull'area di nord-est, con parziale attenuazione dello Scirocco ma neve circa da 1600 m sulle Dolomiti e 1800 m sulle Prealpi. Precipitazioni poi piuttosto diffuse, ma in prevalente attenuazione, su zone montane e pianura nord-orientale, modeste e sparse altrove. Il limite delle nevicate subirà contenute variazioni di carattere locale. Lo Scirocco avrà in genere caratteristiche sostanzialmente analoghe rispetto al periodo precedente, salvo lasciar spazio sull’entroterra pianeggiante a una Bora moderata.

Previsione dalle ore 10 alle 14:

Temporanea attenuazione seguita da una discreta intensificazione delle precipitazioni, che risulteranno più diffuse sulle zone centro-settentrionali e in particolare su quelle ad est. Fenomeni anche a carattere di rovescio. Il limite delle nevicate subirà contenute variazioni di carattere locale. Scirocco in discreta intensificazione ad est in quota e sulla costa, altrove ventilazione più varia.

Il protrarsi delle precipitazioni determinerà poi ulteriori incrementi dei livelli idrometrici lungo la rete idrografica in particolare dei bacini pedemontani/prealpini. Inoltre a seguito delle precipitazioni occorse nelle ultime ore e previste si attendono ulteriori innalzamenti dei livelli idrometrici nella rete idrografica principale, in particolare nei bacini Adige, Brenta, Bacchiglione, Piave, Tagliamento, Livenza. Le precipitazioni previste potranno determinare possibili locali disagi nella rete di drenaggio urbano; l’elevata saturazione dei terreni potrà inoltre determinare l'innesco di fenomeni franosi sui versanti. Saranno possibili altezze d’onda significative lungo tutta la fascia costiera. Il fiume Piave nel suo tratto di pianura potrà interessare le zone golenali".

Proprio per questi motivi il Presidente del Veneto, Luca Zaia, ha avviato l’iter per la dichiarazione dello stato di crisi per le zone della regione colpite dal maltempo. In attesa della firma da parte del Governatore e dell’inoltro al Dipartimento nazionale della Protezione Civile Nazionale per la richiesta di dichiarazione proclamazione dello stato di emergenza da parte del Consiglio dei Ministri, il decreto resterà “aperto” al fine di consentire agli enti locali di effettuare il censimento dei danni a opere pubbliche, infrastrutture, privati, aziende e siti produttivi e comunicarne gli esiti ai competenti uffici regionali. Lo stato di crisi, al momento, riguarda comuni delle zone dell’Alto Vicentino, della Pedemontana trevigiana e il territorio della Provincia di Belluno.

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