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Grandine sulla Pedemontana trevigiana: Zaia chiede lo stato di crisi

Il decreto rimarrà “aperto”, anche in vista delle avverse previsioni meteo per le prossime ore e in attesa che i comuni interessati effettuino le opportune ricognizioni e il censimento dei danni provocati dal maltempo

Vigneti colpiti dal maltempo (Credits: Meteo Bassano e Pedemontana del Grappa)

Il presidente del Veneto, Luca Zaia, con proprio decreto, ha dichiarato mercoledì 30 giugno lo stato di crisi e di calamità per le attività agricole a seguito delle violente grandinate che, nella serata di martedì, hanno interessato la zona della Pedemontana trevigiana. Il decreto rimarrà “aperto”, anche in vista delle avverse previsioni meteo per le prossime ore e in attesa che i comuni interessati effettuino le opportune ricognizioni e il censimento dei danni provocati dal maltempo. Lo stato di calamità naturale è stato indetto per il ristoro ai danni che hanno interessato le attività agricole della zona, in particolare le colture vitivinicole.

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Da Susegana a Mareno di Piave, da Godega Sant’Urbano a San Vendemmiano i tecnici Coldiretti si sono attivati fin dal primo mattino di mercoledì sul territorio colpito dal maltempo. La grandine, infatti, si è abbattuta sulle colture andando come di consueto a provocare danni, spesso determinanti, ai raccolti e alle strutture delle imprese agricole. Nelle prossime ore sono attese le stime definitive. Coldiretti Treviso ha accolto positivamente il decreto del presidente Zaia. «Se le previsioni anticipano altri eventi atmosferici avversi della medesima gravità bene che il decreto rimanga “aperto”» concludono.

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