Maltempo sulla Marca, il Piave esonda e allaga diverse aree golenali

L’Assessore regionale alla Protezione Civile, Gianpaolo Bottacin: «La situazione è delicata e l'attenzione resta elevata. Chiedo a tutti di non muoversi assolutamente di casa»

Il Piave in piena nella Marca

Quella appena trascorsa è stata una notte particolarmente difficile per il sistema di Protezione civile regionale a causa del maltempo nel bellunese: il Meschio è esondato a Cordignano creando numerosi allagamenti ed è in corso l’evacuazione dei 76 ospiti della casa di riposo del Comune di Alpago. Nell’alto bellunese il rischio valanghe resta alto e alle ore 11 è stata convocata la riunione dell’Unità di Crisi regionale della Protezione Civile dove è stata effettuata una videoconferenza sul rischio valanghe con i sindaci dell’Alto Bellunese. Nel frattempo si segnala che il Piave in zona Nervesa della Battaglia è già abbondantemente in piena, tanto che in alcune golene è già purtroppo esondato, mentre si registrano danni importanti all'esterno del Rifugio Posa Puner di Miane a causa del forte vento (foto sotto). 

Alle 13 circa poi, sull’autostrada A27 Venezia-Belluno è stato riaperto il tratto tra Fadalto e Belluno in direzione di Belluno, che era stato chiuso per consentire verifiche sul versante esterno al tracciato autostradale interessato nella notte da violenti nubifragi. Sul luogo dell'evento, per garantire la prosecuzione delle attività di verifica, il traffico circola su una corsia in scambio di carreggiata e non si registrano turbative al traffico. Strada Ss 51 Alemagna invece chiusa in località Nove di Vittorio Veneto a causa di detriti sulla strada. Sul posto sta intervenendo l'Anas ma non si registrano fortunatamente veicoli o persone coinvolte. In località Barche di Falzè di Piave, invece, la frazione è stata chiusa al traffico con delle transenne a causa dell'acqua proveniente dalle zone golenali del Piavel.

Per quanto riguarda il traffico ferroviario, il traffico è ancora sospeso e riprogrammato con servizi sostitutivi con bus sulla linea Milano-Venezia, lo stesso è sospeso anche tra Ponte nelle Alpi e Vittorio Veneto per danni alla linea causati da condizioni meteo critiche; e ancora, allo scopo di contenere il diffondersi del Covid-19, in accordo con la Regione Veneto, i servizi notturni tra Venezia Santa Lucia e Portogruaro - Treviso - Vicenza - Verona sono cancellati dal 21 novembre al 12 dicembre compreso e sostituiti con bus dal 21 al 30 novembre, mentre dalla mezzanotte di sabato 5 dicembre alle ore 6 di lunedì 7 dicembre sono precauzionalmente sospesi i collegamenti delle linee Udine - Tarvisio Boscoverde, Udine - Sacile, Sacile - Maniago e Casarsa - Portogruaro. I treni della linea Trieste - Udine - Venezia sono limitati a Udine e soppressi nella tratta Udine - Venezia. La sospensione è dovuta alla pubblicazione dell'Ordinanza n° 44 del 4 dicembre della Regione Autonoma del Friuli Venezia Giulia per l'emergenza meteo che sta interessando la zona.

«La notte è stata particolarmente complessa, tra dissesti e frane che si sono verificati in provincia di Belluno, nell’Agordino, in Alpago nel Feltrino - spiega l’Assessore regionale alla Protezione Civile, Gianpaolo Bottacin - Ci sono stati vari allagamenti, il Meschio è esondato a Cordignano allagando vari quartieri. La situazione più delicata è nel comune di Alpago, dove  stiamo procedendo all’ evacuazione con autoambulanze di 76 ospiti non autosufficienti di una casa di riposo: vengono dirottati sull’altra casa di riposo di Ponte nelle Alpi e, in misura inferiore, in quella di Pieve di Cadore. Viste le persistenti piogge, l’attenzione resta ai massimi livelli – prosegue Bottacin - Il monitoraggio della situazione è costante, si sta cercando di dare pronte risposte ai cittadini».

«Si raccomanda a tutti di non spostarsi nelle prossime ore, se non per motivi urgenti e indifferibili. Sarà fatta ordinanza di divieto di accesso alle località montane ai non residenti a causa del maltempo visto che appelli e Dpcm non sono serviti. Ricordo infatti che a prescindere dal maltempo il Dpcm in vigore raccomanda fortemente di non spostarsi se non per motivi di lavoro, salute o necessità. Col maltempo e gli allertamenti che stiamo dando da giorni tale concetto era ulteriormente rafforzato. Si prega dunque di rispettare le indicazioni» conclude l'assessore.

Così, invece, il sindaco di Treviso Mario Conte: «Quattro squadre della Protezione Civile Treviso stanno monitorando la situazione nei punti critici della città dove, in passato, si sono verificati allagamenti. La situazione è sotto controllo anche perché nei giorni scorsi, grazie all'assessore Alessandro Manera, è stata effettuata una pulizia delle caditoie proprio per prevenire il rischio intasamenti e disagi».

E ancora, queste le parole dell'Amministrazione comunale di Orsago: «Esprimiamo la nostra solidarietà nei confronti delle famiglie e delle attività di Cordignano che, a seguito dell’esondazione del Meschio di questa notte, hanno subito danni alle loro abitazioni e negozi. Un ringraziamento ai nostri volontari della Protezione Civile che si sono resi disponibili da subito ad aiutare forze dell’ordine e vigili del fuoco. Un grande servizio che svolgono sempre con il massimo spirito di sacrificio e dedizione. Grazie! Infine, facciamo un'ulteriore raccomandazione a tutti i cittadini orsaghesi di prestare la massima attenzione al meteo anche nelle prossime ore».

Le parole del Governatore Zaia

«Quella appena trascorsa è stata una notte particolarmente difficile per il sistema di Protezione civile regionale a causa del maltempo nel Bellunese: il Meschio è esondato a Cordignano creando numerosi allagamenti, ed è in corso l’evacuazione dei 76 ospiti della casa di riposo del Comune di Alpago. Nell’alto Bellunese il rischio valanghe resta alto. La notte è stata particolarmente complessa, tra dissesti e frane che si sono verificati in provincia di Belluno, nell’Agordino, in Alpago nel Feltrino. Ci sono stati vari allagamenti, il Meschio è esondato a Cordignano allagando vari quartieri. La situazione più delicata è nel comune di Alpago, dove stiamo procedendo all’ evacuazione con autoambulanze di 76 ospiti non autosufficienti di una casa di riposo: vengono dirottati sull’altra casa di riposo di Ponte nelle Alpi e, in misura inferiore, in quella di Pieve di Cadore».

«Viste le persistenti piogge, l’attenzione resta ai massimi livelli. Il monitoraggio della situazione è costante, si sta cercando di dare pronte risposte ai cittadini. Ho avviato l’iter per la dichiarazione dello stato di crisi per le zone della regione colpite dal maltempo. In attesa della firma da parte del Governatore e dell’inoltro al Dipartimento nazionale della Protezione Civile Nazionale per la richiesta di dichiarazione proclamazione dello stato di emergenza da parte del Consiglio dei Ministri, il decreto resterà “aperto” al fine di consentire agli enti locali di effettuare il censimento dei danni a opere pubbliche, infrastrutture, privati, aziende e siti produttivi e comunicarne gli esiti ai competenti uffici regionali. Lo stato di crisi, al momento, riguarda comuni delle zone dell’Alto Vicentino, della Pedemontana trevigiana e il territorio della Provincia di Belluno» conclude Zaia.

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