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Maltempo in Veneto, continua l'allerta nei bacini basso Piave e Sile

Tra le ore centrali e il tardo pomeriggio/sera di mercoledì 22 e giovedì 23 maggio ancora tempo instabile con probabili rovesci e temporali sparsi, localmente anche forti tra Prealpi e pianura

Il Centro funzionale decentrato della Protezione civile del Veneto ha emesso un nuovo avviso di criticità idrogeologica e idraulica che evidenzia ancora alcune zone di allertamento e conferma che l’allerta idrogeologica per temporali è gialla in tutti i bacini del Veneto eccetto il bacino dell’Alto Piave bellunese.

Si prevede che tra le ore centrali e il tardo pomeriggio/sera di oggi mercoledì 22 e di domani giovedì 23, tempo instabile con probabili rovesci e temporali sparsi, localmente anche forti tra Prealpi e pianura (specie per forti rovesci). Nella zona del Basso Piave, Sile e Bacino scolante in laguna permane uno stato di “attenzione” per rischio idraulico limitatamente al fiume Sile nella zona di Roncade. Nella zona Po,Fissero-Tartaro-CanalBianco e Basso Adige permane lo stato di “preallarme” limitatamente all’asta del fiume Po nella zona del delta.

La macchina dei soccorsi

Una quarantina di persone all’opera, 1.000 sacchi di sabbia distribuiti in poche ore e 5 mezzi della Protezione civile operativi sul territorio con equipaggiamenti per fronteggiare le emergenze idrauliche: sono questi alcuni numeri della macchina organizzativa di pronto intervento che si è mossa ieri per gestire l’emergenza maltempo a San Zenone degli Ezzelini.

Una macchina che si era già preallertata nel pomeriggio di lunedì 21 maggio con la diffusione di avviso criticità idraulica e del bollettino meteo della Protezione civile della Regione Veneto che annunciata l’allerta rossa per la zona VENE-B di cui San Zenone degli Ezzelini fa parte cui era seguito l’avvio della distribuzione dei sacchi di sabbia e la decisione del sindaco di chiudere le scuole per la giornata di martedì 22 maggio. Quindi, dopo una notte di sorveglianza e monitoraggio, con l’intensificarsi delle precipitazioni avvenute dalla tarda mattinata di martedì 22 maggio, si è reso necessario il dispiegamento di mezzi e persone che tempestivamente sono intervenuti nelle situazioni più critiche, dapprima chiudendo al traffico i tre sottopassaggi di Ca’ Rainati, in via Veggiane e in via P. Farronato a causa dell’esondazione del torrente Giaron. Le altre criticità hanno riguardato il bacino di laminazione di via Marin, tracimato nel primo pomeriggio, il centro della frazione Ca’ Rainati (via Risorgimento, via Corte, via Viazza, via San Francesco, via Piave, via Veggiane, via Montegrappa) dove è esondato il canale Viazza, e altre vie (via Valli, via Callesella, via Caozzocco, via Boschier, via Nogarazze, via Fratta, via Mezzociel, via Colderosa, via M. Pellizzari, via San Martino, via Gobba, via Perosina, via P. Farronato, via Vollone). La macchina organizzativa di pronto intervento ha permesso di gestire l’emergenza in maniera adeguata e senza effetti devastanti per il territorio ed i cittadini.

Via San Zenone

Precisa l’assessore ai lavori pubblici: «San Zenone presenta un territorio variegato, in parte collinare in parte pianeggiante e le notevoli precipitazioni sia in termini di durata che di intensità ci hanno messo a dura prova. Prova che oggi, dopo la situazione emergenziale, possiamo dire superata, anche grazie ai bacini di laminazione presenti sul territorio che hanno permesso di convogliare una grandissima quantità di acqua raccolta nella parte nord del Comune, ma con la riserva che molti interventi rimangono da fare per la messa in sicurezza dal rischio idraulico. E’ di fondamentale importanza investire in tutela del territorio e proseguire su questa strada, attivando ulteriori casse di espansione nel territorio, tre delle quali già in programma. Altrettanto fondamentale - precisa il sindaco - è stata la squadra di pronto intervento, fatta di volontari della Protezione civile adeguatamente formati, da alcuni dipendenti comunali a dalla Polizia locale ma anche da una decina di giovanissimi ragazzi che ieri, vista la situazione, non hanno esitato a “sporcarsi” le mani nell’aiutare a predisporre i sacchi di sabbia. Infine, felice si è dimostrata la scelta di chiudere le scuole precauzionalmente nella giornata di ieri proprio perché il momento in cui le precipitazioni hanno iniziato a farsi già intense e la situazione a peggiorare è stata dopo le 12.00 proprio in concomitanza con quello che sarebbe stato il momento di uscita di molti studenti dalle scuole ed il loro ritorno a casa: cosa che avrebbe potuto mettere in pericolo bambini, ragazzi e conducenti oltre ai volontari che in quelle ore prestavano operazioni di soccorso».

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