VW: sarà un anno molto difficile

Mentre la pandemia mette il lucchetto alle fabbriche, la Volkswagen, chiude la maggior parte dei suoi stabilimenti europei

Il Gruppo Volkswagen, sta chiudendo tutti o quasi, gli stabilimenti disseminati in Europa a causa della pandemia da COVID-19 e si appresta ad affrontare sfide economico-finanziarie ancora sconosciute. Impossibile fare previsioni per il 2020, soprattutto se la pandemia, continuerà ad aleggiare e ad imporre dettami.

Herbert Diess, CEO del Grupp VW, ha palesato che la scelta di chiudere gradualmente, è stata guidata dalla cura per la salute e la sicurezza dei dipendenti e delle loro famiglie. Una priorità, la più importante e con l’obiettivo di contribuire al rallentamento della diffusione del coronavirus.

Le misure attuate hanno incluso l'interruzione della produzione negli stabilimenti del Gruppo VW in Spagna, Portogallo, Slovacchia e Italia. La maggior parte degli altri impianti tedeschi ed europei chiuderà nelle prossime settimane. Insieme ai timori per la diffusione di virus, il Gruppo palesa anche un significativo deterioramento delle vendite e incertezza sull'approvvigionamento delle componenti, come ragioni centrali della chiusura della catena produttiva.

Tuttavia, la produzione è stata ripresa in diverse fabbriche cinesi, poiché il virus sembra essersi placato e emesso sotto controllo. Essendo la più grande casa automobilistica straniera della Cina, l'esposizione finanziaria della Volkswagen durante la crisi è stata acuta, con il probabile crollo delle vendite che avrebbe avuto un effetto significativo sulle sue prestazioni per il 2020.

La pandemia, presenta al gruppo VW sfide operative e finanziarie ancora ignote, tuttavia l’approccio si è dimostrato ottimista che vede una possibile ripresa, costruita su punti di forza dell’azienda e attraverso una stretta, il tutto unito all’atteggiamento positivo.

L'incertezza sul 2020, è in netto contrasto con il messaggio di positività, memore anche del successo dell’anno precedente, in cui l’utile operativo complessivo ha visto un incremento del 22% e di circa 6,9 miliardi di euro.

La divisione autovetture VW, ha registrato ricavi per 88,4 miliardi di euro - 4,5% in più rispetto al 2018 - e un utile operativo prima che gli articoli speciali aumentassero da 3,2 a 3,8 miliardi di euro. Skoda, Seat e Porsche hanno registrato un aumento delle vendite tra il 10 e il 15%, con Bentley che ha ripreso a guadagnare con un sostanziale aumento del 35,1% dei ricavi e un ritorno delle vendite del 3,1% (dal -18,6% dell'anno precedente).

Con l'economia globale sempre più influenzata dalla pandemia, la maggior parte dei grandi gruppi automobilistici ha subito enormi perdite nel mercato azionario. La VW non è sola, con il suo prezzo delle azioni in calo del 38% da gennaio. Tuttavia, Diess ha sostenuto che il significativo investimento del Gruppo nell'elettrificazione, non verrebbe "ridistribuito" 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Remo Sernagiotto ricoverato al Ca' Foncello: «Condizioni disperate»

  • Zaia, nuova ordinanza: «Capienza ridotta in negozi e centri commerciali»

  • Guida Michelin 2021: i ristoranti stellati nel trevigiano

  • Covid, nuova ordinanza di Zaia: «Riapriamo i negozi di medie e grandi dimensioni al sabato»

  • Metodo Bianchini: come perdere peso senza rinunce

  • Schianto tra camion, chiuso il tratto Portogruaro-San Stino della A4

Torna su
TrevisoToday è in caricamento