Aeroporto Canova, interviene il Pd: «Prima la salute, Zaia cosa sta facendo?»

Il commento di Giovanni Zorzi, segretario provinciale, Giovanni Tonella, segretario dell’Unione Comunale di Treviso e Innocenzo D’Angelo, coordinatore dei circoli dell’Alto Sile

Il Partito Democratico, dalla segreteria provinciale al coordinamento di circoli dell'Alto Sile fino a quelli del capoluogo, è compatto nel denunciare la situazione che si è venuta a creare attorno al piano di sviluppo dell’aeroporto Canova dopo lo stop ordinato dal Ministro Costa.

«Per noi è impensabile che si possa attuare un qualsivoglia piano di sviluppo per un’infrastruttura altamente impattante come un aeroporto senza prima avere un quadro chiaro dei possibili rischi sulla salute degli abitanti. Bene ha fatto il ministro Costa a intervenire. L’amministrazione Manildo aveva sollecitato, più di due anni fa, l’Ulss 2 per avere dati certi. Finché non si hanno i rilievi richiesti, è inutile correre dietro ai progetti di Save per un sito in cui il numero di voli è già oltre il tetto stabilito da Enac» dichiarano all’unisono Giovanni Zorzi, segretario provinciale, Giovanni Tonella, segretario dell’Unione Comunale di Treviso città, e Innocenzo D’Angelo, coordinatore dei cinque circoli dell’Alto Sile (Quinto, Zero Branco, Morgano, Paese e Istrana). «Infrastrutture e qualità della vita stanno dentro il grande tema della sostenibilità, una parola che sembra manchi nel vocabolario di chi dovrebbe governare processi che riguardano lo sviluppo di territori complessi. Luca Zaia non perde occasione di ricordare che al suo Veneto devono essere trasferite dallo Stato tutte le 23 materie, tra cui la competenza sulle grandi reti di trasporto. Facile reclamare l’autonomia quando si vuole fare solo mera propaganda – incalzano Zorzi, Tonella e D’Angelo – Che disegno strategico ha in testa Zaia sul futuro di quello che è uno dei tre aeroporti veneti? Pensa che le sorti di un’infrastruttura così cruciale per la qualità della vita delle comunità coinvolte debbano essere lasciate agli interessi del privato? È questo il modello di Veneto autonomo che vuole realizzare?» Il Partito Democratico non ci sta e in attesa che riprenda l’iter delle commissioni tecniche, ha già in programma un incontro pubblico a inizio anno con esperti e rappresentanti delle istituzioni per ripensare l’identità dell’aeroporto e del territorio nel quale si è sviluppato in questi anni.

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