rotate-mobile
Venerdì, 20 Maggio 2022
Politica

Airone ucciso a Cison, Zanoni scrive ai quotidiani trevigiani

L'eurodeputato IdV Andrea Zanoni scrive ai quotidiani trevigiani in merito all'episodio dell'airone ucciso da un imprenditore a Cison di Valmarino

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday

Una notizia riportata di recente da alcuni quotidiani del Veneto merita, se mi è concesso, alcune osservazioni di approfondimento. Si tratta di un fatto per se rimarchevole (l’uccisione a colpi di fucile di un esemplare di airone cenerino, specie selvatica protetta, e relativo intervento dei carabinieri di Cison di Valmarino per il sequestro dell’arma utilizzata) che diventa ancor più rilevante quando si viene a conoscere un retroscena che rende la vicenda, a ben vedere, eccezionale.

La denuncia dell’uccisione brutale dell’airone è, infatti, giunta da un dipendente dell’allevamento ittico che, appena assistito al misfatto, non ha avuto tentennamenti di sorta nel rivolgersi alle forze dell’ordine.

Un gesto senza precedenti, in un contesto lavorativo particolare come quello degli allevamenti intensivi di animali dove l’attenzione per le sofferenze degli stessi lascia spesso a desiderare. Se poi l’animale è considerato un “invasore” che può intaccare la rendita patrimoniale (anche solo di pochi euro per qualche trota sottratta per dar da mangiare ai suoi pulcini) si direbbe che la condanna a morte dello stesso venga eseguita senza appello e sia ampiamente giustificata dalla maggioranza.

Ma questa volta è accaduto qualcosa di diverso. Di nuovo e, per alcuni versi, rivoluzionario.

Nel produttivo nord-est, in un momento in cui la perdita del posto di lavoro è una preoccupazione sempre più crescente e diffusa, una persona sacrifica questa sicurezza per contrastare un comportamento violento compiuto ai danni di un animale selvatico.

Un gesto inimmaginabile solo qualche decina di anni fa. Indicativo di un cambiamento culturale in atto in cui i diritti degli animali (nel caso quello di non subire violenza) sono riconosciuti da un numero sempre più alto di cittadini.

Un comportamento esemplare, meritevole di pubblico encomio, che speriamo sia presto imitato anche da tutte quelle persone che ancor oggi, testimoni di crudeltà sugli animali, per insensibilità, ignoranza della legge o silenziosa omertà tendono a girare la testa dall’altra parte”.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Airone ucciso a Cison, Zanoni scrive ai quotidiani trevigiani

TrevisoToday è in caricamento