Amazon a Casale sul Sile, flash mob in piazza: «No al polo logistico!»

«Il modello di Amazon alimenta la crisi climatica, distrugge le economie locali e di prossimità, oltre a creare precarietà e sfruttamento. Tutto ciò nella Marca non serve»

Un'istantanea della protesta

"No al polo logistico Amazon a Casale sul Sile!". E' questo il grido di protesta che si è elevato oggi dalla piazza di Casale dove è andato in scena un flash-mob di protesta da parte di Fridays for Future di Treviso e Venezia Mestre, Cso Django e Adl Cobas. «La traiettoria di Amazon durante la pandemia è emblematica della connessione tra l’aumento delle disuguaglianze, la devastazione ambientale e la precarizzazione del lavoro - dichiarano i manifestanti - Il presidente di Amazon, Jeff Bezos, è l’uomo più ricco del mondo. Se agli inizi della pandemia, il 18 marzo scorso, aveva un patrimonio di 113 miliardi di dollari, il 13 ottobre ne aveva 203 miliardi. Attualmente, il suo patrimonio è sceso a “soli” 182 miliardi di dollari, ovvero 153 miliardi di euro. Mentre il businessman di Seattle vedeva accrescere il proprio potere a dismisura, più di 19 mila dipendenti diretti di Amazon contraevano il Covid-19 e la multinazionale aumentava emissioni di Co2 e consumo di suolo».

«Con lo sviluppo delle più avanzate tecnologie per la sorveglianza dei lavoratori, la precarizzazione e la pericolosità delle condizioni di lavoro e l’estrazione capillare di dati personali, Amazon è ormai diventata un simbolo tra i più distopici di sfruttamento del lavoro e degrado ambientale. Si aggiunga a questo l’elusione fiscale, essendo noto che i colossi dell’hi-tech pagano pochissime tasse grazie a meccanismi di contabilità creativa purtroppo perfettamente legali. Si ricordi anche l’approfondimento dell’atomizzazione sociale, perché i mercati e le piazze sono luoghi di socialità e aggregazione erosi dal consumo online» chiosano i manifestanti.

«Anche per questo abbiamo scelto la data del Black Friday per protestare contro la prevista costruzione del maxi polo della logistica a Casale sul Sile, in cui dovrebbe insediarsi il nuovo magazzino di Amazon. Il piano urbanistico “Parco Tematico” minaccia la scomparsa di 500.000 mq di suolo verde e permeabile, l’arrivo di 1300 mezzi all’ora nell’ora di punta, l’equilibrio idrogeologico di un’area vicinissima al Fiume Sile. Di fronte a un territorio già compromesso da migliaia di capannoni abbandonati, si progetta un maxi polo logistico che comprometta la salute del territorio e dei suoi abitanti, non solo di Casale, ma anche di Mogliano, Quarto d’Altino, Preganziol» continuano dalla piazza.

«Il possibile insediamento di Amazon all’interno del “Parco Tematico” ci allarma ancora di più perché testimonia l’incapacità delle amministrazioni locali di affrontare la crisi climatica. Invece di pianificare la riduzione dei gas climalteranti, si continua a preferire un modello di sviluppo, come quello di Amazon, che alimenta la crisi climatica, distrugge le economie locali e di prossimità, crea precarietà e sfruttamento. Il solo iter amministrativo di adozione del piano, che ha escluso completamente i cittadini, rappresenta per noi un valido motivo di mobilitazione. Dubitiamo che Amazon - all'avanguardia nell'automazione e nella precarizzazione - creerà più posti di lavoro di quanti ne distruggerà, ma ad ogni modo una via d’uscita dal ricatto occupazionale c’è: redistribuzione della ricchezza, riduzione dell’orario di lavoro e transizioni a forme di produzione sostenibili!» concludono i manifestanti.

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