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Sile Caldaie (Foto d'archivio)

Sile Caldaie (Foto d'archivio)

Amianto all'ex Sile Caldaie, «Arpav smentisce il sindaco Carraretto»

Il gruppo politico "Per Casier" attacca il sindaco del paese sulle dichiarazioni in merito alla pericolosità dell'amianto trovato nell'ex azienda e chiede una bonifica dell'area al più presto

Il Gruppo consiliare “Per Casier” ha provveduto nel corso della seduta del consiglio comunale di lunedì 28 ottobre a depositare una mozione con la quale, in riferimento alla vicenda relativa alla presenza di amianto nell'area ex Sile Caldaie, chiede al sindaco Carraretto di farsi carico del problema emettendo un'apposita ordinanza di bonifica e vigilando sul rispetto dei tempi, ormai stringenti, da parte della curatela fallimentare.

Lo scorso 31 luglio, dopo un articolo apparso sulla stampa locale sull’allarme amianto per gli stabili della ex Sile Caldaie nel centro di Casier, il sindaco rispondeva smentendo pericoli per la popolazione. Il gruppo consiliare di minoranza chiedeva lumi presentando in Consiglio un’interrogazione urgente motivata da alcune incongruenze riscontrate. La "perizia di stima" commissionata dal Tribunale di Treviso, tramite il curatore fallimentare alla Ing. Franco de Angeli S.r.l., perizia datata 24 Aprile 2019 evidenzia, infatti, come la copertura in ethernit dei capannoni «Non si trovi in buone condizioni, come mostra l'analisi eseguita dalla ditta Agrolab Italia S.r.l.», essendo «in presenza di sfaldamento superficiale con moderato rilascio di fibre libere in atmosfera». Proprio la perizia redatta da Agrolab Italia il 23 novembre 2018, all’allegato CZ-15.01 calcola l’indice di degrado delle coperture indicando un valore pari a “60”, corrispondente alla necessità di rimozione delle opere entro 12 mesi dalla valutazione, quindi entro il 23 novembre 2019.

Nella risposta fornita per iscritto alla minoranza, il sindaco illustrava come secondo l’azienda, intervenuta in Consiglio comunale per voce dell'assessore al bilancio e curatore fallimentare, dottor Massimo Vendramin, fossero state effettuate successive misurazioni che non avevano riscontrato dispersioni nell’ambiente al di sopra delle soglie consentite. Mentre la perizia e l'allegato parlano di un rilascio di fibre, il curatore assicurando di no, indicava la perizia del Tribunale come allarmistica. Testualmente, inoltre, il sindaco ha riportato come «Sia Arpav che i nostri consulenti interpellati in merito hanno confermato che non sussista alcun allarme o pericolo per la popolazione a causa delle coperture sui capannoni della ex Sile Caldaie», circostanza smentita categoricamente tanto da Arpav Treviso, quanto dalla sede regionale di Mestre, che riferiscono di non aver prodotto alcun documento riferito alla valutazione in oggetto. La nuova mozione mirerebbe, secondo “Per Casier” a preservare l’interesse pubblico ad una tempestiva operazione di bonifica, facendo luce sui mancati riscontri dell’autorità regionale per la protezione ambientale alle rassicurazioni del sindaco Carraretto e invitando quest’ultimo a non prestare fede incondizionata alle rassicurazioni che il dottor Massimo Vendramin, curatore fallimentare dell’ex Sile Caldaie, offre all'amministrazione di Casier e al Consiglio comunale nella sua doppia veste di controllato e controllore.

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