Anziani nelle case di riposo, l'appello a Zaia: «Si rischia di morire di solitudine»

Il candidato alle elezioni regionali per il Partito democratico: «Bisogna prevedere il tampone ai familiari per garantire visite regolari»

Carlo Beltramello

«La situazione nelle residenze per anziani e nelle strutture per persone con disabilità e con disagio psichico è diventata insostenibile e finora chi avrebbe dovuto non se ne è occupato a sufficienza. Si rischia che queste persone muoiano di solitudine senza ricevere visite». Il candidato alle elezioni regionali per il Partito democratico, Claudio Beltramello, lancia un nuovo allarme a tutela delle categorie più fragili e si rivolge direttamente al presidente della Regione Luca Zaia. L’appello è a nome di tante famiglie che, negli ultimi giorni, hanno segnalato difficoltà crescenti e problemi non più rinviabili nell’assistenza ai propri cari che in alcune situazioni possono vedere per soli 30 minuti a settimana e spesso separati da un vetro.

«Nelle case di riposo, così come nelle strutture residenziali per persone con disabilità o con disagio psichico – spiega Beltramello - le visite sono state ridotte drasticamente e a volte si limitano a trenta minuti di tempo in un’intera settimana. Questo ha provocato un crollo psicologico per le persone ospitate e disagi enormi per le famiglie che vorrebbero poter rivedere i propri cari in sicurezza e con regolarità”. In particolare, al candidato del Partito democratico è stato segnalato un crescente e preoccupante senso di solitudine negli anziani e nei vari ospiti delle strutture di residenza. “Ci sono casi ormai gravissimi con aumento di sintomi psichiatrici, depressione, rifiuto del cibo. Le persone si lasciano andare senza che le famiglie riescano a fare qualcosa. Il grido di allarme arriva dai familiari ma anche dagli operatori delle strutture, a cui dobbiamo tributare un grande ringraziamento perché hanno fatto in questi mese un grande lavoro di cui purtroppo si è parlato troppo poco».

È quindi urgente intervenire per frenare il fenomeno ed evitare che l’isolamento sfoci in sofferenza o, addirittura, in malattia. «La limitazione delle visite è stata necessaria e fondamentale durante la fase acuta dell’emergenza, nella quale diversi focolai si sono concentrati drammaticamente proprio nelle Rsa italiane, ma questa misura deve essere ora ricalibrata. Dobbiamo trovare un equilibrio tra l’esigenza di sicurezza imposta dalla pandemia del Covid-19 e l’esigenza di assistenza e di vicinanza che hanno i residenti in strutture per anziani e per persone con disabilità».

Da qui la proposta del candidato del Partito democratico, che è anche medico, specialista in Igiene e Salute pubblica e da sempre si occupa di organizzazione dei servizi sanitari: vSi identifichi un familiare che possa fare visita alla persona cara con regolarità - spiega Beltramello - e lo si sottoponga a tampone nei tempi congrui per consentirgli un accesso agevole alla struttura, certo mantenendo sempre misure come la mascherina e l’igiene delle mani. Questa è già la prassi per le famiglie con pazienti ricoverati in ospedale: perché, superata la prima fase di emergenza, non è stata estesa alle famiglie con anziani e disabili? Occorre fare qualcosa – conclude Beltramello - prima che il limite di sopportazione sia superato e che i danni diventino irreparabili. Tutelare le persone più fragili è la nostra priorità».

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