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«A Vittorio Veneto addio alle tariffe agevolate per l’esercizio terapia degli anziani»

Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico che ha presentato un’interrogazione chiedendo alla Giunta di intervenire per ripristinare le agevolazioni

«Da inizio anno centinaia di anziani non possono più usufruire delle agevolazioni per le attività svolte nella palestra medica di Vittorio Veneto. Già nel 2017 c’era stata una ‘stretta’, con una protesta generalizzata che è però caduta nel vuoto. Adesso, infatti, un ciclo di sedute di esercizio-terapie deve essere pagato a prezzo pieno, 170 euro anziché 70, poiché non è stata rinnovata la convenzione con l’Ulss 2.  Al di là degli slogan ecco il risultato delle politiche ‘al risparmio’ di Zaia, si colpisce l’utenza anziana, quella maggiormente bisognosa di sostegno». A dirlo è Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico che ha presentato un’interrogazione chiedendo alla Giunta di intervenire per ripristinare le agevolazioni, nel rispetto della Legge regionale 8/2015 ‘Disposizioni generali in materia di attività motoria e sportiva’.

«Quello svolto a Vittorio Veneto è un servizio medico fondamentale che riguarda oltre 300 anziani residenti in tutta l’area della Sinistra Piave. Senza agevolazioni per molti di loro è impossibile proseguire con queste attività motorie mettendo a rischio i progressi raggiunti nel tempo, con la conseguenza di doversi rivolgere ai servizi specialistici e con l’automatico aumento dei ricoveri ospedalieri. È stata avviata anche una petizione, che ha superato le 150 firme, per chiedere il ripristino delle tariffe, facendo riferimento proprio alla Legge 8/2015 che all’articolo 21 stabilisce che la Regione ‘promuove l’esercizio fisico strutturato e adattato come strumento di prevenzione e terapia in persone affette da patologie croniche non trasmissibili, in condizioni cliniche stabili’. Chissà che non sia uno degli ‘effetti collaterali’ della Pedemontana per la cui realizzazione la Regione ha già stanziato trecento milioni, che da qualche parte devono pur arrivare. Zaia continua a predicare bene e razzolare male: anche questo è un modo, odioso, di mettere le mani in tasca ai veneti».

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