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Finanziamenti asili nido nel Veneto, l'assessore Lanzarin: "Dallo Stato zero euro"

TREVISO “I servizi per la prima infanzia sono una priorità irrinunciabile delle politiche per la famiglia della Regione Veneto. Ma non per lo Stato, visto che Roma per il 2016 non ha stanziato sinora un euro per garantire il funzionamento degli 868 nidi attivi nella nostra regione. A differenza della Regione, che nel proprio bilancio di previsione ha riservato 31 milioni di euro per nidi e materne, con l’obiettivo di implementare ulteriormente nel corso dell’anno le risorse disponibili per scuole e servizi per l’infanzia”.

E’ quanto l’assessore al sociale della Regione Veneto Manuela Lanzarin ha ribadito al convegno a Bassano il 12 febbraio, sul tema “Investire sull’ infanzia: i nodi attuali e gli effetti di lungo periodo della partecipazione ai nidi”, promosso dal Comune di Bassano e dall’Università di Padova. Negli anni la rete dei servizi per la prima infanzia in Veneto è cresciuta, arrivando a contare 257 asili nido, 326 nidi integrati, 59 centri per l’infanzia, 193 micronidi e 33 nidi aziendali.

In totale, a fine 2015, il complesso dei servizi educativi per la prima infanzia risulta disporre di 26.184 posti per bambini in età 0-2 anni. In media in Veneto un bambino su 5 frequenta un nido o un nido integrato, con un grado di maggior copertura nelle province di Rovigo e di Verona, dove a frequentare  un nido o un centro per l’infanzia sono  rispettivamente il 24,2 per cento e il 23,5 per cento dei bambini sotto i 3 anni.

La Regione – fa notare l’assessore - ha sostenuto la nascita di questi servizi con contributi in conto capitale, investendo nel decennio scorso oltre 37 milioni di euro per la realizzazione delle strutture e continua a finanziarli con contributi in conto gestione destinati ad abbassare le rette a carico delle famiglie. Dal 2010 ad oggi ha investito in media 20 milioni l’anno per il funzionamento dei nidi, erogando contributi nell’ordine di 800-900 euro l’anno per bambino”.

L’investimento per la prima infanzia è e resta un  impegno al quale la Regione non intende derogare, nonostante le ristrettezze di bilancio e la contrazione dei trasferimenti statali – conferma l’assessore – perché le famiglie vanno aiutate offrendo loro servizi, in particolare per la prima infanzia e per la terza età. Purtroppo all’impegno finanziario della Regione su questo fronte  non corrisponde un analogo sostegno finanziario da parte dello Stato: quest’anno non c’è un euro nei trasferimenti statali per la prima infanzia. Una lacuna grave, alla quale la Regione tenterà di sopperire, nei limiti delle proprie risorse, attivando progetti specifici per la prima infanzia”.

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