Politica

Assegno di maternità, Puppato: "Imprenditori che lo chiedono alle lavoratrici sono indegni"

La senatrice del PD: "è un'azione ingiustificabile, che manifesta solo avidità e un'impresa gestita solo nell'ottica di lucrare è un'azienda destinata al fallimento"

TREVISO “È inaccettabile che alcuni titolari pensino di poter chiedere l’assegno di maternità alle lavoratrici in gravidanza, chi lo fa non è un imprenditore, ma una persona molto piccola, senza alcuna lungimiranza”. Lo dice Laura Puppato, senatrice PD, commentando i casi denunciati nella Marca. “L’assegno di maternità è un aiuto alle donne in dolce attesa e alle coppie che stanno per avere un bambino, è fondamentale in un paese come il nostro, in cui il tasso di natalità è così basso, dare tutto il supporto a chi sceglie questa strada - ha aggiunto Puppato - ma è necessario che vi sia un cambio culturale anche degli imprenditori e non solo delle istituzioni, pensare che si possa ricattare una donna ottenendo che dia il proprio assegno all’azienda, è un’azione ingiustificabile, che manifesta solo avidità e un’impresa gestita solo nell’ottica di lucrare è un’azienda destinata al fallimento. Fortunatamente la maggioranza degli imprenditori hanno compreso il ruolo sociale dell’impresa - conclude l'esponente del Partito Democratico - specie in un territorio come il Veneto, e sanno contribuire allo sviluppo di tutto il territorio, non solo del proprio conto in banca".

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