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Assemblea provinciale del PD, Adreetta: "Congresso regionale vero. Senza dibattito un partito perde la sua funzione"

Tra i punti toccati il referendum del 17 aprile: "Ci sarà un' iniziativa provinciale a Mogliano Veneto per informare iscritti e cittadini su tutte le posizioni"

CONEGLIANO "Il dibattito dell’assemblea provinciale ha confermato quanto avevo già detto nella direzione regionale del pomeriggio a Padova. Stiamo pagando tutti il risultato disastroso dell’elezioni regionali al termine del quale ci sarebbero stati il tempo e le condizioni per convocare  gli iscritti a confrontarsi sui motivi della sconfitta e iniziare subito un percorso nuovo. Questo non è accaduto, abbiamo perso un anno senza impostare alcuna azione politica e la prospettiva è quella di perdere altro tempo con commissioni e quant'altro per individuare in una prossima assemblea un segretario regionale che porti al congresso in data da destinarsi. A fronte di tutto ciò l’assemblea provinciale di Treviso chiede subito un congresso regionale non per le conte interne, ma per confrontare le idee, anche diverse e discutere  degli argomenti di attualità politica, come l'autonomia e i referendum di ottobre che interessano i veneti: che non si vada ad un accordo di assemblea utile solo ad alcuni in vista delle prossime politiche".

A dichiararlo è Lorena Andreetta, segretaria provinciale del Partito Democratico di Treviso, all'indomani dell'assemblea di Conegliano. Una riunione durata quasi tre ore, alla presenza delle deputate della Marca, e al termine della quale la soluzione per rispondere alle dimissioni del segretario regionale Roger De Menech dopo la sconfitta delle elezioni regionali dello scorso anno  regionali è stata univoca: un congresso regionale vero e aperto senza accordi al ribasso. I punti all’ordine del giorno erano tre: il referendum del 17 aprile sul rinnovo delle concessioni alle estrazioni in mare, lo stato del partito in vista delle amministrative e la posizione da tenere in vista dell’imminente assemblea regionale che archivierà la gestione De Menech. Tutti gli interventi hanno finito per essere un ragionamento globale su le questioni, vedendo le difficoltà sulle amministrative e il mancato dibattito sul referendum come una conseguenza di un partito veneto che arranca senza una guida da dopo le elezioni regionali. "Ai cittadini interessa discutere dei temi. Ho ribadito in direzione regionale prima ed in assemblea provinciale dopo che i cittadini vanno informati ed invitati ad andare a votare al referendum del 17 aprile non condividendo l'invito all'astensione per principio e tantomeno per un partito che è al Governo e sul punto devo dire che anche l'assemblea provinciale ha condiviso”, aggiunge Andreetta.

Molto apprezzato l'intervento dei segretari di circolo dei comuni che vanno al voto: è stato sottolineato che il partito sta scontando errori politici della segreteria regionale che vengono da lontano, come gli eletti nelle liste civiche di Alessandra Moretti che sostengono candidati sindaci in concorrenza con il PD. Sul punto sottolinea Andreetta: “Avevo già detto al tempo delle regionali che le liste civiche non avrebbero portato risultati utili, ma solo sottratto voti e diviso i circoli locali. Situazione puntualmente avveratasi, con il conto da pagare ora con l’arrivo delle amministrative”. In un momento politicamente difficile, complice la crisi economica, con i sindaci leghisti che si rifiutano di accogliere i richiedenti asilo impedendo quell’accoglienza diffusa che potrebbe facilitare l’inserimento temporaneo di queste persone nelle strutture individuate, è necessario un impegno importante. Per questo la segretaria provinciale ha chiesto a tutti un impegno responsabile ed unitario in aiuto ai circoli dei comuni che vanno al voto.

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