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Sottopasso di viale Cacciatori: le preoccupazioni per pedoni e ciclisti

L'opinione di Gigi Calesso, Coalizione Civica per Treviso, dopo la pubblicazione del progetto

Il rendering di viale Cacciatori

La realizzazione di un sottopasso ferroviario in viale Cacciatori è sicuramente una buona notizia per la mobilità dei trevigiani perché permette l’eliminazione di un passaggio a livello caratterizzato da chiusure lunghe e frequenti e che, quindi, rappresenta un “blocco” non indifferente per il transito tra la zona centrale della città e Santa Maria del Sile, Sant’Angelo, Canizzano. Il progetto, derivante dal Protocollo d’Intesa Regione Veneto con la società RFI delle Ferrovie dello Stato, però, solleva alcune pesanti perplessità sulla funzionalità del futuro sottopasso, soprattutto per quanto riguarda il suo utilizzo da parte di pedoni e ciclisti, problemi che preoccupano giustamente i residenti nella zona.

Nel tratto di Viale Cacciatori che porta al sottopasso – per chi proviene da Santa Maria del Sile – mancano i marciapiedi e la pista ciclabile che prima erano presenti, sia pure con spazi limitati (allegato rendering del progetto). Ma, soprattutto, la pista ciclopedonale avrà l’uscita unicamente su viale Orleans, alla rotonda che verrà realizzata all’incrocio con viale Trento e Trieste (come si può notare dall’allegata tavola di progetto): pedoni e ciclisti provenienti da Santa Maria del Sile, quindi, non potranno attraversare, come fanno adesso, il PUT all’altezza di Lungosile Mattei e utilizzarlo per raggiungere in sicurezza il centro storico. Dovranno, invece, percorrere il sottopasso – in mezzo ai gas di scarico degli automezzi - per quasi 400 metri (di cui circa 100 completamente sotterranei) per poi immettersi su viale Trento e Trieste quasi all’altezza della stazione ferroviaria, in una condizione di molta minore sicurezza rispetto all’utilizzo di Lungosile Mattei.

Tra l’altro, c’è il forte rischio che la rotonda diventi un punto di intasamento del traffico automobilistico proveniente da viale Cacciatori che non sarà più “diluito” dalle chiusure del passaggio a livello e, quindi, riverserà, soprattutto nelle ore di punta una notevole quantità di veicoli sulla nuova rotonda. Si tratta di una preoccupazione che, adesso che il progetto è noto in città, penso sarà condivisa dai moltissimi pedoni e ciclisti che da Santa Maria del Sile, Sant’Angelo e Canizzano utilizzano attualmente viale Cacciatori per entrare in centro storico all’altezza del “ponte de fero” e, a sottopasso realizzato, non potranno più utilizzare questa direttrice.

I residenti in viale Cacciatori, inoltre, sono preoccupati per gli effetti che la realizzazione del sottopasso potrebbe comportare per le abitazioni più vicine, a livello di staticità e vorrebbero che venissero effettuate sugli edifici in questione delle indagini che confermino la loro tenuta strutturale anche durante i lavori e una volta che il tunnel sarà stato realizzato. Per quanto riguarda il complesso dell’opera, inoltre, ritengono che sarebbero utili degli interventi di mitigazione, ad esempio con l’inserimento di piante e siepi che riducano l’impatto del sottopasso sul paesaggio urbano.

Mi pare, nel complesso, che il progetto risponda alla solita logica della prevalenza dell’autoveicolo rispetto alla mobilità pedonale e ciclistica, logica ormai ampiamente superata soprattutto per quanto riguarda gli spostamenti negli ambiti urbani ma che, purtroppo, ancora sopravvive. Penso. quindi, che l’amministrazione comunale dovrebbe intervenire sugli enti preposti (Regione Veneto e RFI) che si preparano a realizzare il sottopasso perché ne vengano modificate le caratteristiche in modo tale da rendere più sicuro e agevole il transito da parte di pedoni e ciclisti lungo una direttrice molto utilizzata proprio da chi si sposta a piedi e in bicicletta da Santa Maria del Sile e oltre al centro. Una città come Treviso, come dichiarato dal Sindaco, “che è fra i dieci comuni-pilota in Italia per la sperimentazione di modelli “Next Generation City” per Città inclusive, verdi, dinamiche e vivibili” deve tener conto dell’impatto e della fruibilità di tale opera.

Sarebbe, in particolare, da valutare attentamente la possibilità che il sottopasso abbia una “uscita” per pedoni e ciclisti subito dopo i binari ferroviari (per chi viene da Santa Maria de Sile) permettendo l’utilizzo del tratto di viale Cacciatori fino al PUT. Se la modifica del progetto dovesse comportare qualche rallentamento per il traffico automobilistico ritengo che si tratterebbe di un disagio sopportabile visto che, comunque, l’eliminazione del passaggio a livello comporta notevoli risparmi di tempo per chi utilizza l’autoveicolo.

Gigi Calesso – Coalizione Civica per Treviso

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