Bandiera bruciata a Vittorio Veneto, Damiano: “Atto irrispettoso e incivile, punizione esemplare”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday

Lorenzo Damiano leader dei Pescatori di Pace e responsabile economico del gruppo politico europeo APF, Alliance for Peace and Freedom, non manda giù il gesto riconducibile alla “noia” di due giovani a Vittorio Veneto di Treviso colpevoli di aver bruciato la bandiera italiana.

«Punizione esemplare»

«Un gesto irrispettoso e incivile che merita una punizione esemplare. Ahimè troppi giovani e troppe persone arrivano in questo Paese pensando di poterne calpestare le tradizioni, gli usi e i costumi complice una classe politica inadeguata e costantemente istigatrice all’odio verso gli italiani stessi. Il problema di questa società è che manca un humus di valori, manca l’amore per il proprio Paese. Siamo sempre pronti a valorizzaree a riempirci la bocca di rispetto per gli altri ma nessuno che insegni veramente il rispetto per chi ha dato la vita per il nostro Paese e l’amore per la nostra nazione».

«Ripristiamo la leva militare»

Damiano, che farà il suo primo intervento europeo a Bruxelles a fine ottobre, protegge una categoria, quella degli alpini, più volte pungolata: «Ricordo tempo fa una polemica che coinvolse proprio Vittorio Veneto dove il vescovo proibì di recitare la preghiera dell’alpino per non offendere gli immigrati. Ecco questo esagerato  buonismo porta all’istigazione all'odio. Non dobbiamo vergognarci di amare le nostre radici e le nostre tradizioni: e invece è questo che la classe politica di oggi ci sta imponendo. Addirittura impedendo il libero pensiero, e la censura di Facebook di queste ore è emblematica. Vorrei venisse ripristinata immediatamente la leva militare: fondamentale per insegnare ai giovani cos’è il sacrificio e cos’è la patria. Oggi più che mai in un tempo dove l’Ue vuole morta la nostra Italia e le nostre origini ce n’è bisogno».

«Chiesa troppo modernista»

Infine chiude: «Quanto mi piacerebbe che i vescovi si occupassero unicamente di evangelizzare le Sacre Scritture, difendere i valori cristiani e la dottrina sociale e non di fare politica spicciola. Il gregge è abbandonato dalla Chiesa di oggi, troppo modernista. Chi lo deve guidare cominci ad amare nuovamente il suo popolo e la nostra fede: solo così, in nome di Dio fatto uomo in Cristo, potrà salvarlo».

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