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Luca Zaia con la bandiera di San Marco (Foto d'archivio)

Luca Zaia con la bandiera di San Marco (Foto d'archivio)

Obbligo della bandiera di San Marco, il progetto arriva in Prima Commissione

Dure critiche da parte delle opposizioni in consiglio regionale sul Progetto di legge del Governatore Zaia: «I veneti hanno bisogno di servizi, non di inutili leggi manifesto»

«I veneti hanno bisogno di servizi, in particolare per la natalità e gli anziani, non di bandiere. La propaganda leghista ha invece la necessità alimentare continuamente lo scontro con Roma, a maggior ragione a ridosso delle elezioni, e così ecco un altro provvedimento inutile e inefficace. Che senso ha ripresentare un progetto di legge per obbligare gli edifici pubblici statali a esporre il gonfalone di San Marco, dopo che è stato bocciato dalla Corte Costituzionale?».

A chiederlo è Claudio Sinigaglia, consigliere del Partito Democratico e vicepresidente della Prima commissione dove oggi è stato illustrato il Pdl 477. “La Consulta, dopo l’impugnazione del governo, ha già dichiarato illegittima la proposta poiché in contrasto con l’articolo 117 della Costituzione visto che invadeva ‘la competenza legislativa esclusiva dello Stato in materia di ordinamento e organizzazione amministrativa’. Perché adesso l’esecutivo Conte dovrebbe cambiare idea? Ci saranno nuovi ricorsi, nuove spese legali per un esito già scritto. La norma infatti è identica, con la sola differenza che scompaiono le sanzioni per chi non espone il gonfalone. Quindi mi chiedo come la Regione riuscirà a far rispettare l’obbligo. È evidente - attacca Sinigaglia - che siamo di fronte all’ennesima ‘arma di distrazione’ utilizzata da Zaia per distogliere l’attenzione dai tanti problemi dei veneti e per i quali la Regione non riesce o non vuole trovare soluzione. Un provvedimento che va di pari passo con un’altra legge ancora più assurda, quella della bandiera di San Marco regalata ai nuovi nati, con un esborso annuo di 200mila euro che sicuramente potrebbero essere spesi in modo assai migliore».

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