Silvia Benedetti (Misto): “Zaia si esponga contro le trivellazioni in Adriatico”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday

“Negli ultimi giorni sono moltissime le prese di posizione contrarie alle nuove autorizzazioni per le trivellazioni alla ricerca di petrolio e gas, sia a terra che in mare, concesse dal Ministro per la Transizione Ecologica Cingolani. Anche io non posso che essere contraria a quello che è uno scempio ambientale che di ecologico non ha nulla”. Questa la netta posizione della portavoce del Gruppo Misto alla Camera dei Deputati Silvia Benedetti, che così continua: “Un movimento d’opinione composto da sempre più personalità, come ad esempio un gruppo di sindaci abruzzesi che hanno scritto a Mattarella ed a Draghi, dovrebbe essere ascoltato dal Ministro o dal Governo. Mi aspetto una netta posizione contraria venga presa anche dal Presidente del Veneto Zaia, che finora non si è espresso in materia ma che ricordo già in occasione del referendum del 2016 essersi speso contro le trivellazioni. In Veneto le trivellazioni per l’estrazione di metano sono pericolose, soprattutto in Polesine e nel Delta del Po. Ricordo che sono state fermate negli anni ’50, perché avevano causato un grave fenomeno di subsidenza che continua tutt’ora, con una discesa del terreno di tre metri negli ultimi 20 anni a trivelle ferme. Ed ora il Ministro della Transizione Ecologica, fortemente voluto dal Movimento 5 Stelle, con una decisione scellerata ed incomprensibile, rischia di aggravare una situazione già difficile con la piattaforma 'Teodorico', che dovrebbe porsi al largo del Delta del Po. Forse qualcuno del Movimento dovrebbe spiegare a Cingolani - termina Benedetti - che cosa sia la subsidenza e soprattutto che la transizione ecologica dovrebbe essere reale e non soltanto a parole".

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