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Polemiche sul bosco di San Paolo, il Comune: «Andiamo avanti, non rischiamo penali»

L'assessore comunale Alessandro Manera: «Abbiamo avuto rassicurazione dall'Avvocatura civica, anche perché l'area è di proprietà comunale. Dobbiamo solo capire quale sarà lo spazio compensativo da dare alla società»

«Il Bosco urbano di San Paolo, in viale Nazioni Unite, si farà e i lavori inizieranno nelle prossime settimane (indicativamente per il mese di marzo), meteo permettendo». A dirlo è l'assessore comunale Alessandro Manera che ha così rispedito al mittente le ultime polemiche in merito al caso sollevato dalla Logan Srl, la società che avrebbe dovuto costruire in piccolo ipermercato nell'area ma che in autunno si era vista sottrarre dal Comune i diritti edificatori per tramite di una nuova variante urbanistica. Un caso tornato alla ribalta a inizio mese quando gli avvocati della Logan hanno chiesto delucidazioni al Comune minacciando una causa da 2 milioni di euro di fronte al Tar del Veneto per far valere i propri diritti. Alla base del contendere ci sono, infatti, anche i diritti compensatori che la società vanta per essersi vista "espropriare" l'area. «Abbiamo avuto rassicurazione dall'Avvocatura civica sul fatto che non rischiamo alcuna penale, anche perché l'area è di proprietà comunale - continua Manera - Dobbiamo solo capire quale sarà lo spazio compensativo da dare alla società, ci sono delle trattative in corso. In ogni caso l'osservazione effettuata da Logan passerà per il Consiglio Comunale che farà le proprie valutazioni».

L'opinione di Gigi Calesso di Coalizione Civica per Treviso

«Per la serie “grandi progetti dati per certi dall’amministrazione Conte e che rischiano di bloccarsi prima ancora di partire” la puntata di oggi riguarda il “bosco di San Paolo” la cui realizzazione sarebbe oggetto, secondo la stampa locale, di una possibile causa al Comune. Parlo di nuova puntata perché nelle settimane scorse il Sindaco ci ha spiegato che, a causa della mancata (finora) assegnazione di fondi del PNRR, sono a rischio i progetti di ristrutturazione della ex-caserma Salsa, di completamento della biblioteca Zanzotto e di realizzazione del dormitorio all’ex-macello. Il Sindaco Conte, se non ricordo male, aveva già dato per finanziati questi progetti ma se contava su una assegnazione di fondi del PNRR che, in realtà, fino a questo momento non sono arrivati come poteva dare per certa la realizzazione dei progetti? Mi par di capire che, alla fine, i fondi arriveranno ma mi sembra quantomeno “imprudente” presentare i progetti come pronti per la fase realizzativa quando si è in attesa del finanziamento» chiosa Calesso.

«Altrettanta imprudenza pare abbia caratterizzato la vicenda del “bosco di San Paolo” di cui il Sindaco Conte ha annunciato l’imminente realizzazione (partenza dei lavori a marzo 2022, ha detto) garantendo, se non ricordo male di avere ottenuto il consenso della società proprietaria dell’area su cui si sarebbe dovuto edificare il supermercato.

1) Sul piano “tecnico” rilevo che tutto questo “accordo” non deve esserci visto che la società ha chiesto l’annullamento della variante necessaria per avviare la realizzazione del bosco e paventa, pare, di fare causa al Comune se proseguirà sulla strada intrapresa.

2) Sul piano politico ricordo la necessità di “compensazione” del diritto a edificare il supermercato è tutta di “marca leghista”.  Decaduto nel 2017 il preesistente piano di recupero l’amministrazione Manildo rifiutò la proposta della proprietà dell’area di un “accordo pubblico privato” che già prevedeva la realizzazione di 1.500 metri quadrati di superficie commerciale (esattamente la superficie media dei supermercati in Italia)».

«La vicenda sembrava conclusa ma la maggioranza consiliare di centrodestra ha ben pensato di accettare il tentativo della proprietà di riesumarla. Con l’approvazione in Consiglio Comunale da parte della Lega e dei suoi alleati della richiesta della proprietà in sede di controdeduzioni alle osservazioni al Piano degli Interventi, infatti, nel 2019 è stato rimesso in piedi il progetto del supermercato. Ma anche le precedenti responsabilità politiche del progetto del nuovo supermercato a San Paolo, in tutte le sue varie fasi e versioni, sono delle amministrazioni comunali leghiste, quelle che hanno preceduto la giunta Manildo. Si era partiti, infatti, nel 2006 con l’approvazione di un “piano di recupero” (anche se da recuperare non c’era niente) che già prevedeva, oltre alla destinazione residenziale anche una parte destinata ad attività commerciali. Insomma, quello del “bosco a San Paolo” sembra proprio un “pasticciaccio brutto”» conclude Calesso.

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