"Conte si dimentica che è stata la Lega a cedere il controllo del Canova a Venezia"

"Anche sull’aeroporto le amministrazioni leghiste di Treviso hanno rinunciato, come in tanti altri ambiti, a giocare un ruolo chiave per il futuro della città"

Il candidato sindaco Conte sembra dimenticare che questo è il vero problema per Treviso rispetto al governo dell'aeroporto, non è certo la vendita delle azioni di Save ma risale molto più indietro nel tempo all'epoca dei sindaci leghisti a cui lui si ispira e di cui loda continuamente l'operato. Il rilancio dell’aeroporto di Treviso è coinciso fin dall’inizio, di fatto, con l’estromissione delle istituzioni trevigiane dai luoghi decisionali strategici della società Aertre. Il Comune di Treviso deteneva il 37,62% del capitale di Aertre, ma le quote di Save SpA (45%) e di Veneto Sviluppo (10%) nell’aeroporto trevisano ne hanno portato il controllo fuori dalla città e dalla provincia: è a Venezia ed in Regione che dal 1996 si decidono le sorti del Canova, nella completa indifferenza delle allora giunte leghiste cittadine.

E non si può certo dire che l’entrata di Save in Aertre abbia portato male all’aeroporto di Treviso che, sotto la guida di Venezia ed in sinergia con il Marco Polo, in dieci anni è risorto. Con la riduzione della partecipazione del Comune in Aertre Spa conseguente alla mancata partecipazione del Comune all’aumento di capitale della società nel 2007 ciò che prima era una realtà nei fatti si è concretizzato anche giuridicamente: l’amministrazione comunale di Treviso ha mantenuto la presidenza dell’aeroporto, ma i trevigiani sono in minoranza nel consiglio d’amministrazione e uno degli amministratori nominato da Save ha, di fatto, la possibilità di gestire in assoluta autonomia sia l’ordinaria che la straordinaria amministrazione del Canova.

Va detto anche che Save e Veneto Sviluppo poterono decidere quell’aumento di capitale senza il consenso del Comune perché il Comune stesso (Sindaco Gentilini) aveva accettato nel 1995 una modifica allo statuto che riduceva dai due terzi alla metà più uno la quota di capitale rappresentato necessario, appunto, per decidere gli aumenti di capitale. Se il controllo della società veneziana è stato quello che ha portato l’aeroporto di Treviso alla condizione di più che soddisfacente transito di passeggeri e di merci, non possiamo però sottovalutare il fatto che le strategie di gestione del Canova sono state a servizio delle esigenze dello scalo di Venezia molto più che non a quelle (turistiche, in particolare) del territorio di Treviso. Che interesse aveva Save se non quello a trasformare l’aeroporto di Treviso in .seconda pista. Di quello di Venezia? Certo non aveva alcun interesse a fare del .Canova. il fulcro di un polo turistico che avrebbe rischiato di indirizzare verso la Marca flussi di visitatori sottraendoli ad albergatori e ristoratori del veneziano.

Anche sull’aeroporto le amministrazioni leghiste di Treviso hanno rinunciato, come in tanti altri ambiti, a giocare un ruolo chiave per il futuro della città. Alle casse comunali pesava un investimento di 4 milioni di euro, quello necessario per l’aumento di capitale di Aertre, partecipando alla quale il Comune avrebbe mantenuto una quota azionaria significativa nel Canova? Può essere, ma le scelte operate negli stessi anni in materia di ricapitalizzazione delle ex-municipalizzate fanno pensare che quando volevano gli amministratori leghisti i soldi li trovavano!Nel giro di non molti mesi dalla mancata partecipazione all’aumento di capitale in Aertre, infatti, prima è stata annunciata la ricapitalizzazione da parte del Comune di Treviso Servizi per un1.000.000 di euro, per il rinnovo del parco mezzi, poi è stata varata la ricapitalizzazione dell.ACTT, sempre con fondi comunali, per una somma di 200.000 euro,

La scelta appare chiara: le giunte leghiste hanno sempre preferito preferisce investire i soldi del Comune (e quindi dei contribuenti) in società completamente controllate dalla Lega e dai suoi alleati perché erano dei luoghi di potere. Poco importava che erogassero servizi di qualità inferiore e di costo superiore a quelli dei consorzi di comuni limitrofi. Per quanto riguarda la guida dell’aeroporto, invece, non si investe per non dover condividere le scelte con gli ingombranti veneziani che avrebbero costretto gli amministratori trevigiani ad una dialettica costante. Questa è la logica della Casta Padana che ha fatto completamente perdere alla Città non solo il controllo ma anche qualsiasi voce in capitolo rispetto all’aeroporto.

Gigi Calesso

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