Calesso e Chaibi: "Vietare i comizi fascisti a Treviso: ecco il nuovo regolamento"

I due politici trevigiani: "Ci sono regolamenti analoghi già in vigore a Bologna, Genova, Milano, Pavia, Pisa, Torin. Ora tocca alla nostra città"

TREVISO "Per vietare i comizi fascisti in città, come auspica il sindaco Manildo, è sufficiente, a nostro avviso, intervenire sul Regolamento per la concessione d’uso temporaneo delle sale e degli immobili comunali (che già contiene all' art. 1 comma 4 il divieto di concessione "per iniziative che incitino alla discriminazione o alla violenza in particolare per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi o che abbiano tra i loro fini l’apologia del fascismo o del nazismo"). Il regolamento è stato così modificato dall'attuale maggioranza nell'ambito di una più ampia revisione che ha riaperto le sale pubbliche alle attività politiche e sindacali, in precedenza vietate proprio nelle sale pubbliche". A dirlo Luigi Calesso e Said Chaibi, Capogruppo SI - la sinistra unita.

"Estendendo l'ambito di applicazione del regolamento agli spazi pubblici ed integrando proprio il citato comma 4 dell'art. 1 sarà possibile vietare in città lo svolgimento di comizi fascisti - chiosa Calesso - La proposta di modifica del regolamento, che verrà presentata già durante il Consiglio Comunale di martedì è la seguente. Modificare come segue il titolo del regolamento: 'Regolamento per la concessione d’uso temporaneo delle sale e degli immobili comunali e degli spazi pubblici'; poi sostituire il comma 4 dell’ Art. 1 – Finalità con il seguente: 'Le domande per l'utilizzo di aree e sale pubbliche, nonché per la gestione continuativa di spazi di proprietà comunale, dovranno contenere specifica dichiarazione con la quale il richiedente si impegna al rispetto della XII disposizione transitoria e finale della Costituzione e le leggi che intervengono in materia. Non potranno in alcun modo essere rilasciate concessioni di occupazione di suolo pubblico o di utilizzo di spazi di proprietà comunale alle organizzazioni ed associazioni che si richiamino direttamente all'ideologia fascista o nazista, ai loro linguaggi e rituali, alla loro simbologia, o che esibiscano e pratichino forme di discriminazione non rispettando l'articolo 3 della Costituzione.Non potranno essere concessi spazi o suolo pubblici a coloro in quali non garantiscano di rispettare i valori sanciti dalla Costituzione, professando o praticando comportamenti fascisti, nazisti, razzisti, sessisti, omofobi, transfobici'".

"Come è noto la XII disposizione transitoria è quella che vieta la riorganizzazione del partito fascista mentre tra le leggi che si occupano della materia va segnalata, in particolare la 'legge Mancino' contro l’istigazione all’odio razziale. Va segnalato che una regolamentazione con i medesimi contenuti è stata introdotta a dicembre dello scorso anno dalla Città di Brescia e che nei giorni scorsi il TAR ha respinto il ricorso di CasaPound che aveva impugnato l'atto sostenendo che la delibera fosse lesiva della 'libertà di opinione' e 'espressione del pensiero' - dichiara Chaibi - Il TAR ha bocciato in fase cautelare il ricorso giudicando 'legittima' e 'in linea con i principi democratici costituzionali' la decisione dell'amministrazione della Città di Brescia, decisione che si affianca a regolamenti analoghi già in vigore a Bologna, Genova, Milano, Pavia, Pisa, Torino. Siamo certi che, sulla base anche dell'impegno preso pubblicamente dal sindaco Manildo, la maggioranza consiliare di centrosinistra riuscirà, già in questo mandato a portare nel regolamento comunale il divieto di svolgere comizi fascisti in città, aggiungendo così Treviso alla lista delle città italiane che praticano l'antifascismo oltre a dichiararlo".

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