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Calesso: "I provvedimenti presi da Conte sono solo propaganda"

Dopo la decisione del sindaco di togliere le fioriere per combattere lo spaccio in città, il leader di Coalizione civica è tornato a punzecchiare Conte sulla questione sicurezza

TREVISO "Come era facile immaginare l’azione in materia di sicurezza che tanto spazio ha occupato nel programma elettorale e nella propaganda del sindaco Conte si sta risolvendo in interventi già visti durante la precedente amministrazione e in iniziative puramente propagandistiche".

Con queste parole Luigi Calesso commenta gli ultimi provvedimenti annunciati dal sindaco di Treviso, Mario Conte. "Nella prima categoria fanno parte le “azioni” antidroga svolte con dispiegamento di agenti e di unità cinofile degno di miglior causa e l’emissione di qualche Daspo a frequentatori della zona giardini di Sant’Andrea-via Zorzetto. Visto che il “pericoloso fenomeno” delle presunte baby gang non accenna ancora a scemare e che anche lo spaccio di stupefacenti non sembra risentire granché dei “duri colpi” inferti dalla nuova amministrazione, era ovvio che Conte dovesse passare alla “seconda parte” del programma, le iniziative destinate a non produrre alcun risultato ma utili per ottenere pubblicità gratuita, proprio grazie alla loro palese assurdità". Calesso si chiede in maniera retorica: "Dopo aver tolto le fioriere dalla zona dell’Embassy che cosa farà il sindaco: toglierà anche i cestini dell’immondizia e farà  saldare i tombini, nella miglior tradizione delle misure di sicurezza antiterrorismo? O Conte pensa veramente che togliere le fioriere possa servire a qualcosa? Non si è accorto che per nascondere gli stupefacenti basta qualsiasi anfratto delle mura odi edifici abbandonati?

Il problema vero, già emerso nelle scorse settimane, è costituito dalla difficoltà per qualsiasi amministrazione nell’affrontare sul piano puramente securitario i problemi legati al disagio giovanile e alla tossicodipendenza. Le cosiddette baby gang e gli spacciatori, se allontanati da un luogo si spostano semplicemente qualche decina di metri più in là, con grande scorno del neo-Sindaco e dei suoi sostenitori che non possono certo dipingere come miracolosi gli effetti della “tolleranza zero”, tanto predicata quanto (inutilmente praticata). Va anche segnalato che la questione sicurezza sta talmente a cuore al nuovo sindaco da aver “inventato” nel suo programma perfino la “provincia autonoma di Treviso”, probabilmente preso dall’impeto nell’affrontare il problema". Conclude sarcastico Calesso: "Prendiamo atto della nascita della provincia autonoma di Treviso e anche che il problema della sicurezza viene affrontato dal nuovo sindaco con la stessa serietà e precisione con cui ha redatto il programma elettorale".

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