Mario Conte e l'ex Caserma Piave, per Calesso: "E' solo fumo negli occhi"

Il politico trevigiano ha subito attaccato il neo-eletto sindaco di Treviso sulla questione dell'ex caserma Piave schierandosi dalla parte degli attuali occupanti della struttura

TREVISO Luigi Calesso non perde tempo per provocare il nuovo sindaco di Treviso e, a poche ore dalla fine delle elezioni comunali, ha subito criticato la scelta di Mario Conte di sgomberare i centri sociali dall'ex Caserma Piave per riqualificarla in una struttura completamente nuova.

Scrive Calesso: "il nuovo sindaco di Treviso, riferendosi al comodato d'uso della ex-caserma Piave all'associazione Open Piave sostiene da tempo di voler impegnarsi a far cessare tale stato di fatto. Perché? Perché all'ex-caserma il nuovo sindaco vuole portare un po' di tutto: spazi per associazioni, verde attrezzato e percorsi pedonali che dovranno prevedere una quota di volumetria per il social housing (anche alloggi per giovani coppie/anziani)". Ovviamente, essendo l'ex-caserma uno dei problemi principali della città insieme ai varchi elettronici delle Ztl, Conte è già intervenuto pubblicamente sull'argomento, iniziando a sviluppare, secondo Calesso, "la cortina fumogena sui nodi veri dell'amministrazione, ambientali, sociali e urbanistici".

Il politico trevigiano prosegue poi il suo intervento spiegando i problemi della proposta presentata da Conte: "Posto che il complesso dell'ex-caserma offre effettivamente la possibilità di sviluppare molteplici attività e che una sua completa ristrutturazione permetterebbe di raggiungere molti degli obiettivi programmatici del nuovo Sindaco senza mettere in discussione ciò che è stato sviluppato finora, mi sembra che ci siano un paio di problemi. Perché i sindaci Gentilini e Gobbo (di cui Conte si dichiara orgogliosamente erede) e l'Ater di Fanton (proprietaria di una parte del compendio della ex-caserma), nei vent'anni di tempo che hanno avuto non hanno fatto niente di ciò che Conte indica nel suo programma amministrativo per i prossimi 5 anni? Perché lo stesso Conte non ha speso una parola sulla situazione della ex-caserma prima che fosse occupata dai ragazzi del comitato Ztl che ne hanno reso di pubblico dominio lo stato di degrado (cumuli di immondizie e cataste di eternit) frutto del pluridecennale abbandono a cui gli "ispiratori" di Conte hanno dato un'unica fallimentare risposta: il ripetuto fallito tentativo di vendere l'ex-caserma a qualche speculatore privato. A fronte di un regolare contratto per l'utilizzo di una porzione della ex-caserma, mi chiedo come intenda il sindaco Conte "far cessare tale stato di fatto"? Non vorrà mica essere lui a passare dalla parte dell'illegalità? Se Conte ancora non se ne fosse accorto, inoltre, quella della ex-caserma Piave è l'unica operazione di rigenerazione urbana di un complesso importante in città e il merito va tutto proprio agli occupanti del comitato Ztl che hanno dato inizio a quella storia che l'amministrazione Manildo ha (meritoriamente) sostenuto e accompagnato nel corso degli ultimi anni".

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